USB SANITA LIGURIA:IL NOSTRO PARERE SUL PIANO DI EFFICIENTAMENTO E RIORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO GIANNINA GASLINI

Alla cortese attenzione

Consiglio di amministrazione Istituto Giannina Gaslini
Presidente Dott. Pietro Pongiglione
Direttore amministrativo
Dott.Paolo Faravelli
Direttore Sanitario
Dott. Silvio Del Buono
Direttore Scientifico
Dott. Alberto Martini
Associazioni e Movimenti Politici
e.p.c.
Ai lavoratori dell’Istituto Giannina Gaslini

A tutti i cittadini Liguri

USB Sanita Liguria

Genova -

Come Unione Sindacale di Base (USB) Sanità, riteniamo che le proposte messe in capo e inserite nel piano di efficientamento e riorganizzazione dell’istituto, siano sicuramente positive per un rilancio dell’istituto ma non sufficienti a risolvere le attuali criticità che sta affrontando, soprattutto sul piano assistenziale. Positivo il fatto che si parli (finalmente) della ricerca, delle attuali carenze strutturali ed economiche e dei possibili sviluppi con progetti molto interessanti, ancora una volta però, non si tiene conto della situazione che sta affrontando il settore assistenziale, con la ormai cronica carenza di personale per non parlare del precariato della ricerca che come abbiamo più volte espresso, devono essere una delle priorità da risolvere prima di ampliare e rilanciare le attività dell’istituto.

 

Ma andiamo per ordine.

 

LA RICERCA

 

Ci rendiamo conto che, molte delle criticità che stiamo affrontando nel settore della ricerca non dipendano solo da passati investimenti e piani industriali a nostro parere sbagliati dalla dirigenza dell’istituto, ma come si evince nel documento, e su questo concordiamo, dipendano dalle scarse risorse e fondi per la ricerca provenienti dal Ministero della Salute e dalla Regione. Questo la dice lunga sugli investimenti e le risorse che questo paese destina ad uno dei settori tra i più importanti e strategici del paese.

Speriamo che gli impegni presi dalla regione per far fronte a questa situazione vengano mantenuti anche se le recenti dichiarazioni dell’assessore alla sanita, con nota prot. 735 per tutti gli ospedali e gli IRCCS genovesi , chiede il blocco delle assunzioni e tagli del 3% di beni e servizi , allo stesso tempo si concedono trattamenti privilegiati ad altre aziende sanitarie liguri a scapito del nostro Istituto, questo anche a livello nazionale, mentre per altri settori, a nostro parere meno importanti come la spesa militare, verranno concessi per il 2017 64 milioni al giorno con stanziamenti a +21% in 10 anni, non male per un paese che come principio fondamentale della costituzione “Ripudia la guerra”. Come detto, critichiamo il fatto che in questo progetto non si menzioni il personale precario della ricerca, indispensabile al mantenimento degli attuali livelli di eccellenza internazionali e sicuramente fondamentale come punto di partenza per i futuri sviluppi.

Ricercatori che dovrebbero essere messi in condizione di lavorare con più serenità e con tipologie di contratto che diano maggiori garanzie per il loro futuro, onde evitare quella fuga di menti all’estero che purtroppo siamo abituati a vedere.

 

AREA SANITARIA

 

Per quanto riguarda l’area sanitaria, possiamo solo constatare l’applicazione di due modelli, quello dipartimentale e quello per intensità di cure sui quali nutriamo forti dubbi per la loro applicazioni nel nostro Istituto, questo anche a livello nazionale.

Il primo più che una modalità d'organizzazione delle Strutture Complesse e Semplici, raggruppate al fine di razionalizzare, in termini d'efficienza, efficacia ed economicità, i rapporti tra le strutture si sta rivelando un modo come un altro per creare nuove posizioni dirigenziali e organizzative per i soliti raccomandati. Il modello per intensità di cure invece è semplicemente un altro modo per tagliare posti letto (Forse era quello l’intento) a questo si sommano le problematiche segnalate dall’associazione dei medici ospedalieri che spiegano quale scenario si profila, dove il livello a bassa intensità (livello 3) dell'ospedale rallenta nelle dimissioni, si liberano meno letti; di conseguenza, la media intensità (livello 2) non libera letti e l'alta intensità (livello 1) rischia la paralisi. Il nostro timore è che applicando questi modelli organizzativi e di cure alla realtà dell’istituto, vengano meno le eccellenze ultra specialistiche e quelle professionali del personale delle U.O. che hanno reso famoso il Gaslini in tutto il mondo.

Infine, non si può pensare di risolvere i problemi di questo Istituto e portare cosi a termine la MISSION, proponendo nuovi modelli operativi o progetti, di sicuro valore e utilità come quello dell’Hospice, senza pero quantificare le risorse infermieristiche a disposizione in rapporto alla complessità assistenziale, imponendo un nuovo MODUS OPERANDI a persone non più giovani, stanche e demotivate per cui restie al cambiamento.

 

I RAPPORTI CON LA REGIONE

 

Come USB siamo fortemente contrari alle politiche messe in campo sanitario dalla giunta Toti/Viale, ad iniziare dalle proposte contenute nel libro bianco della sanita ligure, citate all’interno del piano di efficientamento e riorganizzazione del Gaslini, per passare all’istituzione dell’Azienda Ligure Sanitaria “ALISA”, altro carrozzone politico nato esclusivamente per creare nuove poltrone per i dirigenti di turno, dimostrano la lontananza di questa giunta dalle reali esigenze delle aziende sanitarie liguri e dai bisogni dei cittadini, in tanto pezzi di sanita ligure vengono affidate ai privati e nonostante le numerose visite e dichiarazioni in favore del nostro Istituto poche sono le risorse che vengono destinate al Gaslini.

L’impegno preso dall’assessore Viale per trovare una sede adeguata agli adolescenti con problemi psichiatrici per evitare il ricovero nel reparto di Neuropsichiatria del Gaslini, non attrezzato ad accogliere questa tipologia di pazienti, i quali non possono essere mandati agli SPDC per adulti in un ambiente non adeguate per un adolescente, finora non è stato mantenuto, motivo per cui nutriamo seri dubbi che questa giunta rispetti gli impegni presi con l'Istituto.

Queste ed altre questioni ci hanno spinto a chiedere le dimissioni dell’assessore Viale, per manifesta incapacità nel far funzionare quello che è dei cittadini e per evidente conflitto d’interessi visto che quello che afferma sulla STAMPA dove dichiara che “Solo una gestione privata può migliorare la situazione sanitaria” contrasta con il suo ruolo di amministratore pubblico.

Segnaliamo la continua esternalizzazione dei servizi interni del Gaslini e ci chiediamo cosa intenda fare questa amministrazione per contrastare questa situazione che crea disuguaglianza e sfruttamento dei lavoratori e come dimostrano recenti studi per esempio in ambito del servizio di sanificazione e pulizia, innalzano i livelli di infezioni ospedaliere del 15% le quali causano più decessi che gli incidenti stradali visto che circa il 5-8% dei pazienti ricoverati in Italia contrae un’infezione ospedaliera per un totale di 400-700 mila casi con 4500-7000 decessi l’anno. Esternalizzazioni dettate da direttive regionali che vogliono proporre il modello sanitario Lombardo, attuale punto di riferimento per questa giunta da esportare qui in Liguria, con un percorso che al dir il vero è stato introdotto dalle precedenti giunte Biasotti e Burlando con la esternalizzazione delle mense liguri, le quali potevano essere evitate con una gestione più attenta e trasparente da parte delle amministrazioni aziendali.

 

CONCLUSIONI

 

Siamo consapevoli della difficolta nel gestire una struttura così complessa, con una storia così importante alle spalle e in un panorama difficile come quello odierno, con una giunta sorda e assente alle richieste dei cittadini, questo pero non ci esime da giudicare anche l’operato di questa amministrazione che continua a proporre piani strategici e riorganizzativi che come detto non tengono in considerazione le reali criticità che sta affrontando il Gaslini, escludendo così i lavoratori da questo processo di crescita che li riguarda in prima persona.

Come sempre ci rendiamo disponibili a collaborare con la dirigenza dell’istituto per discutere sulle possibili azioni da intraprendere che coinvolgano i diretti interessati “I LAVORATORI”, protagonisti e artefici del cambiamento, il tutto per il bene dei piccoli degenti e delle loro famiglie.

 

 

p. Coordinamento aziendale USB Gaslini

 

Ariel Acevedo

Dirigente Sindacale USB P.I.

Esecutivo Nazionale USB Sanita

RSU Istituto G. Gaslini