OSSERVATORIO NAZIONALE SANITA USB PER LA SICUREZZA SUL LAVORO: SE LA MONTAGNA NON PARTORISCE NEPPURE IL TOPOLINO

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Mentre gli ultimi mesi venivano caratterizzati da una assordante polemica tra pro-vax e anti-vax, tutta incentrata sulla obbligatorietà di vaccinazione dei bambini e dei ragazzi per 10 malattie infettive e contagiose, qualcuno trovava il tempo, in Commissione Sanità del Senato, per affrontare anche l’annoso problema del ruolo degli operatori sanitari, socio sanitari e scolastici nella diffusione del morbillo e delle altre.

Le proposte pro-vax di autorevoli ricercatori, operatori del settore e associazioni (tra cui la SIMLII) prevedevano, nella “Carta di Pisa delle vaccinazioni negli operatori sanitari” l’obbligatorietà delle vaccinazioni per gli Operatori Sanitari con tanto di sanzioni per i renitenti, che potevano arrivare al licenziamento. Il ruolo anti-vax in questo caso è stato ricoperto dalla Commissione Bilancio che non autorizzava la spesa.

Per qualche giorno questo argomento meritava gli onori della cronaca, poi cadeva nel più totale oblio e, in conclusione, i legislatori approdavano al seguente

Art. 2.

Comma 3-bis

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli operatori scolastici, sanitari e socio-sanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nei quali prestano servizio una dichiarazione, resa ai sensi del decreto Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante la propria situazione vaccinale.

 

Al 23 luglio 2017 l’ISS ci dice nei suoi bollettini settimanali che su 3842 casi di morbillo dal 1° gennaio 2017, tra gli Operatori Sanitari sono stati registrati 271 casi.

 

Solo PER FORTUNA non ce ne sono stati molti di più.

 

Ma ora siamo tranquilli: il Ministro della Salute confida nella SCIENZA e quindi nella capacità di un pezzo di carta, una dichiarazione resa sotto la nostra responsabilità ai sensi della legge, di proteggere il personale sanitario, socio-sanitario e della scuola dalle malattie infettive e contagiose.

 

Infatti ci rendiamo perfettamente conto che la scientificità del comma 3-bis risiede da un lato nella scientificità con cui le teste d’uovo della “Carta di Pisa” sostengono tesi che rappresentano gli OS come una massa di ignorantoni anti-vax a prescindere e dall’altro nella scientificità con cui nel bilancio dello Stato non si riescono proprio a trovare i soldi per fare della vera Sicurezza Sul Lavoro.