SOS RIANIMAZIONE "VECCHIO POLICLINICO" NAPOLI - RELAZIONE INVIATA AL MINISTRO LORENZIN E AI NAS

Il dovere di denunciare per tutelare la qualità dell'assistenza

 

Napoli -

Fare sindacato nelle Aziende Ospedaliere, sia pubbliche che private, non è facile soprattutto se, oltre a difendere e rivendicare i diritti dei lavoratori e degli utenti, il sindacato pretende trasparenza, denuncia sprechi, ricoveri impropri, corruzione e abuso di potere. Il Coordinamento Regionale Sanità della U.S.B. è una rete di "pronto intervento" a disposizione dei lavoratori e dei cittadini -utenti

 

Le criticità del Reparto di Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria (conosciuta storicamente come il “Vecchio Policlinico”), documentate in questa nota del 22 dicembre 2016, inviata al Ministro Lorenzin e ai N.A.S. di Roma, si trascinano da anni. L’ultima richiesta di intervento, che alleghiamo, è stata protocollata, dalla U.S.B. per posta certificata, al Direttore Generale Dott. Di Mauro il 22 novembre 2016. Sono trascorsi circa 2 mesi e le criticità sono peggiorate, spesso mancano i presidi essenziali per ottemperare alla buona assistenza, (alleghiamo sintesi di una nota comunicata all'azienda dal Dirigente del reparto, il 1 dicembre 2016) .I supporti per praticare la terapia o sono insufficienti o non sono a norma. I rivestimenti lavabili delle stanze pazienti continuano a cadere a pezzi, come le sedie e la scrivania della medicheria, le telecamere installate nelle stanze da oltre 20 anni, non sono mai state collegate a dei monitor, ma sono accese da oltre 20 anni. Dalla settimana scorsa le docce del personale, già senza acqua calda, sono state private delle manopole per evitare infiltrazioni d’acqua al piano sottostante. Il giorno 20 dicembre 2016 una sbarra arrugginita di uno dei letti ha ceduto, mettendo in pericolo l’integrità fisica di un paziente, subito soccorso e messo in sicurezza su un altro letto. La farmacia interna è, cosa assurda per le esigenze di una rianimazione, chiusa nei giorni festivi, mentre l'elettrocardiografo, che dovrebbe essere per norma in dotazione al reparto è diventato, dopo quasi 5 mesi di attesa, una Chimera. - La U.S.B. non avendo rilevato riscontri concreti sulla risoluzione dei problemi segnalati, a parte le promesse verbali, ha ritenuto doveroso inviare la nota, sotto riportata, al Ministro Lorenzin e ai NAS di Roma. Oggi a distanza di 25 giorni da tale iniziativa e visto che non è successo assolutamente niente, riteniamo doveroso informare l'opinione pubblica su questa realtà. Lo facciamo come dovere e impegno sindacale, ma soprattutto come cittadini e operatori addetti all'assistenza, nell'esclusiva finalità di vedere garantito, sempre e nel migliore dei modi, il diritto al bene salute del paziente. Prendiamo atto dell'impegno della Dirigente del Reparto Professa C.A. che ha cercato e cerca in tutti i modi di ottenere, dalla Dirigenza Aziendale, un ascolto costruttivo per la risoluzione di tali criticità. Alleghiamo alcune immagini che documentano la relazione inviata. Nel rispetto della privacy e ottemperando al nostro mandato sindacale

 

 

La nota inviata al Ministro Lorenzin e ai carabinieri del N.A.S.

 

 

All’attenzione del Ministro della Salute Onorevole Beatrice Lorenzin

Oggetto: Criticità anomale, presso il Servizio di Rianimazione A.O.U. della Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

Onorevole Ministro della salute, portiamo all’attenzione delle Vostre competenze Istituzionali le criticità assistenziali e di sicurezza ospedaliera presenti nel Reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria della S.U.N. (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli) , in piazza Miraglia a Napoli. Criticità che necessitano, dal nostro punto di vista, un intervento ispettivo da parte dei Vostri uffici. Intervento che potrebbe spiegare ai cittadini – utenti e al personale di corsia, le motivazioni per le quali questa Azienda, che negli ultimi anni ha realizzato progetti assistenziali costati milioni di euro, come il Day Surgery e il Pronto Soccorso Ostetrico , non riesca a trovare le risorse economiche per mettere a norma e rendere più dignitoso uno dei sui Servizi essenziali . Come risaputo, i centri di Rianimazione rappresentano, per qualsiasi struttura ospedaliera, il TOP dell’efficienza e dell’immagine Aziendale ma, stando ai fatti, non qui nell’A.O.U.

Sicuramente a Lei, che è il Ministro della Salute , la Dirigenza Aziendale fornirebbe le risposte sul fare e sui tempi occorrenti per risolvere tali criticità e sul perché persistono.

Criticità che, nonostante le nostre ripetute e documentate segnalazioni inoltrate da mesi alla Dirigenza Aziendale, continuano a compromettere la qualità e la celerità dell’assistenza di “area critica” che come si sa è improntata al recupero “in emergenza” dei parametri vitali del paziente. Pur prendendo atto delle promesse verbali dell’Azienda e di un sopralluogo praticato il giorno 7 dicembre dallo stesso Direttore Sanitario, tutte le situazioni sotto elencate restano, inspiegabilmente, irrisolte. Alcune lo sono da anni. Unico provvedimento intrapreso dall’Azienda è stato quello relativo alla sostituzione di n. 4 estintori a CO2. Provvedimento arrivato solo dopo continue segnalazioni da parte nostra sul mancato controllo degli estintori dal dicembre 2015. Da un anno!

Le criticità del reparto

1- Da oltre 4 mesi il reparto è sprovvisto di Elettrocardiografo. In occasione di ricoveri, emergenze e decessi il personale deve prelevarlo da un altro reparto per poter praticare gli E.C.G. L’apparecchio utilizzato “in prestito” è sprovvisto di sensori monouso ed è accessoriato di pompette usurate che vanno disinfettate ad ogni utilizzo, sottraendo minuti preziosi all’assistenza

2- Il reparto conta 6 posti letto ma solo 4, alla data di oggi 20/12/2016 , sono muniti di materasso antidecubito. Gli stessi letti sono, nelle giunture, aggrediti dalla ruggine. La ruggine è presente un po’ dappertutto, sui carrelli e perfino sugli affacci delle finestre. Il sistema di climatizzazione è obsoleto e rumoroso, non siamo certi che provveda al ricambio dell’aria. Manca un monitor da barella e i pazienti sono trasportati in radiologia o in sala operatoria, collegati ai monitor da postazione fissa. Monitor ingombranti, con un peso di oltre 5 kg, che creano problemi di gestione nel trasporto dei pazienti. Non tutti i monitor sono completi di accessori. La Rianimazione A.O.U. è situata al terzo piano e l’ascensore in servizio è di uso comune.

3- Parte del rivestimento lavabile delle pareti, utilizzato nelle stanze dei pazienti, si è scollato dal muro, alcuni strati sono tenuti insieme da strisce di cerotto. Un rimedio inappropriato perché dalle feritoie continuano a cadere pulviscolo e intonaco.

4- Sedie e scrivania in uso al personale, ( richiesta di sostituzione registrata da circa 3 anni), versano in condizioni pietose. Le sedie in tessuto, imbottite di materiale spugnoso, sono strappate in più punti, potenziali colonie di germi che andrebbero eliminate subito dal reparto. Soprattutto a tutela dei pazienti ad alto rischio infettivo. La scrivania sta peggio, sfasciata e senza cassetto,è tenuta insieme da grosse viti, procurate dal personale

5- I pannelli delle controsoffittature sono in metallo, nelle giornate ventose diventano pericolosamente instabili. Qualcuno è anche caduto, fortunatamente senza provocare danni alle persone.

6- L’acqua calda prima di giungere nei servizi igienici del personale richiede circa un’ora di spreco idrico e quando arriva è tiepida

 

A prova di quanto dichiarato alleghiamo documentazione scritta protocollata, e fotografica. Confidando in un Vostro concreto interessamento.

 

 

U.S.B. Coordinamento Regionale Sanità

 

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