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            <title>Rss Feed sanita.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di sanita.usb.it</description>
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                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 16:20:54 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 16:20:54 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 18:06:33 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI, analisi preintesa CCNL sanità 2025-2027 </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:34:58 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI: FIRMA PREINTESA CCNL SANITA’ 2025-2027 E’ UN PASSO ULTERIORE VERSO LA FUGA DAL SSN.</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-firma-preintesa-ccnl-sanita-2025-2027-e-un-passo-ulteriore-verso-la-fuga-dal-ssn-1737.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di conoscere i dettagli e le tabelle della ripartizione economica (per capire se e come siano state aumentate le indennità) del testo siglato oggi 29 luglio, possiamo anticipare, senza possibilità di smentita, che questo contratto non porterà aumenti reali nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità e continuerà ad alimentare la guerra tra poveri all’interno del comparto, attraverso il sistema indennitario.<br /> Il coro unanime, governativo-sindacale, di elogio della velocità, appare ridicolo a fronte di una “trattativa” appiattita su risorse predeterminate a monte dal nuovo Patto di Stabilità e confermate dalla Legge di Bilancio 2025, senza tener conto dell’andamento reale dell’inflazione che già oggi viene stimata, da tutti i maggiori Osservatori istituzionali, in misura maggiore a quanto programmato.<br /> Non servono, del resto, dei geni per capire che con le guerre in corso e i prezzi energetici schizzati alle stelle, ma che non vengono ricompresi nel calcolo dell’inflazione programmata sulla quale si basano i rinnovi contrattuali, questo sarà l’ennesimo contratto a perdere; motivo per il quale non c’è nulla di nobile nella chiusura tempestiva ma solo il tentativo di salvare la faccia prima che l’aumento dell’inflazione renda evidente qualsiasi mistificazione sul suo reale valore economico.<br /> L’altro aspetto altrettanto drammatico è la perseveranza con la quale i sindacati firmatari continuano a perseguire la strada del sistema indennitario invece che combattere per l’aumento stabile e universale del tabellare.<br /> Un sistema malato che non solo crea lavoratori di serie A e di serie B ma che, in assenza di risorse vere, alimenta la guerra tra poveri.&nbsp; Indennità originariamente previste per alcune categorie e per alcune condizioni di lavoro specifiche che vengono dilatate a dismisura per cercare di comprendere tutti, senza riuscirci peraltro, e cercare di supplire così all’incapacità di lottare per ottenere aumenti veri per tutti e tutte. Una torta sempre più piccola della quale si aumentano continuamente le fette finisce solo per restituire poche briciole ad ognuno.<br /> In questo modo, lo stipendio di un Sanitario è sempre più precario ed esclusivamente legato al posto momentaneo di lavoro (PS, TI, ecc.) mentre i carichi e le condizioni di lavoro peggiorano per tutti e tutte e così pure la carenza di personale e la salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.<br /> Un rinnovo contrattuale condotto dai sindacati in posizione prona, senza un’ora di conflitto, che il massimo della discussione lo ha prodotto sul tema degli incarichi per pochi eletti. Per i sindacati corporativi delle professioni, invece, una promozione sul campo: da inutili a dannosi.<br /> Non c’è da stupirsi se la relazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio nel certificare la perdita secca dei salari italiani dal 1990 ad oggi, a fronte di una crescita di oltre il 35% nei Paesi OCSE, individui come contributi principali da una parte il continuo operare sulle aliquote IRPEF e, dall’altra la moderazione salariale. Praticamente la certificazione del fallimento della funzione e delle politiche di quegli stessi sindacati che oggi hanno allegramente firmato il contratto della sanità.</p>
<p><strong>USB PI SANITÀ</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 16:35:16 +0200</pubDate>
                        <title>Continua la solidarietà a Margherita Napoletano. USB sosterrà ogni iniziativa</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/continua-la-solidarieta-a-margherita-napoletano-usb-sosterra-ogni-iniziativa-1638-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l’USB, insieme ad un centinaio di persone, ha partecipato al presidio presso l’Ospedale San Raffaele in solidarietà e a difesa di Margherita Napoletano, la delegata sindacale&nbsp; e coordinatrice RSU licenziata in tronco per aver segnalato la carenza di personale e la cattiva gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria.<br /> In realtà la vicenda di Margherita è un paradigma della sanità lombarda dove l’interesse per il profitto ha soppiantato ormai da tempo il diritto alla salute e il sistema della sanità privata sta letteralmente divorando quello della sanità pubblica, soprattutto grazie ad un connubio di complicità tra amministratori pubblici, imprenditori privati e organizzazioni sindacali che in questo sistema galleggiano.</p>
<p>Oggi è stata decisa l’istituzione di un presidio permanente e la convocazione di un’assemblea pubblica.</p>
<p>Ovviamente l’USB seguirà tutta la vicenda, consapevoli che la partita in gioco va ben oltre la vicenda sindacale e umana della compagna Margherita.<br /> USB Pubblico IMpiego - Sanità</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:38:49 +0200</pubDate>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/default-c71faddb67-1456.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Da una parte i sindacati che siedono al tavolo danno numeri in libertà, dall’altra l’ARAN che in un tentativo di bullismo conto terzi li smentisce senza però dare le cifre reali del rinnovo.<br /> Uno scontro tra Titani che, se non fosse disgustoso, sarebbe esilarante, di quelli ai quali assistere con i pop corn in mano, per capirci.<br /> Le cifre del rinnovo contrattuale sono arcinote a tutti perché già stanziate dalla Legge di bilancio, e corrispondono per il rinnovo 2025-2027 al 5,4% del monte salari, distribuite tra incremento dello stipendio tabellare e risorse da destinare alla contrattazione integrativa<br /> Le cifre in busta paga non saranno tanto distanti da quelle misere ricevute col precedente rinnovo del 2022-2024<br /> E allora, perché si scaldano tanto? Semplicemente perché tutti vogliono fare il gioco delle 3 carte, almeno fino alla prima busta paga che svelerà la realtà, dando cifre comprensive di arretrati e indennità che andranno solo ad alcuni, nel tentativo di mistificare un contratto che non solo non porterà aumenti nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità ma che, ancora una volta, non starà nemmeno al passo dell’inflazione, che cresce a passo di carica a causa delle guerre in corso. Un altro contratto in perdita.<br /> Non bastasse, la recente legge sulla valutazione della performance a firma Zangrillo limiterà salario accessorio e differenziali stipendiali per una percentuale di personale stabilita a prescindere, alla faccia del merito!</p>
<p class="text-justify">Il rinnovo del contratto della sanità è in dirittura d’arrivo, ma c’è poco da stare allegri!</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego-Sanità<br /> <br /> Qui il testo completo del comunicato ARAN</strong><br /> &lt;&lt;ARAN: PASSI AVANTI SUL CONTRATTO, MA SERVE CORRETTEZZA SUI DATI&nbsp; (Roma, 22 lug)<br /> Si è svolta oggi una sessione negoziale di oltre quattro ore sul rinnovo del Ccnl Comparto Sanità, che ha consentito un esame analitico e sistematico del testo contrattuale nella sua interezza: dalla parte normativa agli istituti economici. Lo fa sapere in una nota l'ARAN, spiegando che &quot;al termine dell'incontro, alcune questioni - ritenute prioritarie da entrambe le delegazioni trattanti - restano ancora aperte e condizionano la chiusura definitiva del negoziato. Tuttavia, il confronto odierno ha prodotto progressi concreti e misurabili nella costruzione di un'intesa equilibrata tra le esigenze delle amministrazioni e le istanze delle rappresentanze sindacali&quot;. L'ARAN prende atto &quot;con preoccupazione delle significative difformità riscontrate in alcuni comunicati diffusi da alcune organizzazioni sindacali a margine della riunione. Le cifre rese pubbliche, oscillanti, a seconda della sigla, tra una media di 130 e una di 240 euro mensili per la categoria degli infermieri, non corrispondono all'ipotesi contrattuale attualmente sul tavolo&quot;. Una comunicazione &quot;ancorata ai dati reali non è soltanto una questione di correttezza verso gli addetti ai lavori: è condizione indispensabile per la credibilità del negoziato. Desta perplessità, infine, la valutazione di chi qualifica questa sessione come 'ennesima occasione persa'. È utile ricordare che non più di dieci mesi fa le medesime organizzazioni avevano sottoscritto il Ccnl 2022-2024. Se la tornata in corso è 'l'ennesima', il giudizio finisce inevitabilmente per investire anche quel recente accordo. Coerenza e continuità di valutazione sono prerequisiti di qualsiasi interlocuzione costruttiva&quot;&gt;&gt;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 19:21:38 +0200</pubDate>
                        <title>S - CONCERTO DEL 4 luglio – LA SANITA’ NON PUO ESSERE SEMPRE IN MAXI EMERGENZA!</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/s-concerto-del-4-luglio-la-sanita-non-puo-essere-sempre-in-maxi-emergenza-1942.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Chiusure di interi quartieri, sospensione delle tratte normali di alcuni mezzi pubblici, cittadini ”sequestrati” nelle loro case e per concludere stravolgimento, interno ed esterno, del Policlinico Tor Vergata grandi manovre tutto per il maxi concerto del cantante Ultimo per il quale il Sindaco Gualtieri si auto-elogia da giorni.&nbsp;</p>
<p>Un grande evento che si trasforma in MAXI EMERGENZA e che colpisce indistintamente abitanti, pazienti, lavoratori e lavoratrici del Policlinico Tor vergata la cui unica colpa è essersi trovati al momento sbagliato in questo quadrante della città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i lavoratori e lavoratrici dell’AOU Policlinico Tor Vergata disagi inverosimili dalla “imposizione” di orari incomprensibili e non concordati ad una condizione complessa da dover gestire data anche dalla inaccessibilita, tra strade chiuse e linee bus soppresse, delle visite per i pazienti costretti a subire inermi al caos indotto per il “Grande Evento”.</p>
<p>Lasciate ogni speranza voi tutti e tutte che, si spera di no, avrete bisogno del PS!&nbsp;</p>
<p>Roma e il Servizio Sanitario di questa città, già costantemente pressate dall’affluenza continua di turisti, di certo non avevano bisogno di questa ulteriore pressione solo per qualche medaglia sul petto di chi amministra e governa entrambe: e i fans di Ultimo avrebbero sicuramente compreso la necessità di fare, semplicemente, più date del concerto.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:33:45 +0200</pubDate>
                        <title>NON SOLO INCARICHI:  SALARI  ADEGUATI , SICUREZZA, ORGANIZZAZIONE, PARTECIPAZIONE</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/non-solo-incarichi-salari-adeguati-sicurezza-organizzazione-partecipazione-1437.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Da anni il rinnovo del contratto della sanità viene raccontato come una vittoria anche quando non recupera nemmeno il potere d’acquisto perso. Siamo arrivati al punto che si canta vittoria non quando si avanza, ma quando si riesce appena a limitare i danni, quando gli aumenti pareggiano a malapena l’inflazione e il salario reale continua, comunque, a perdere valore. Questo è il risultato di una lunga stagione in cui i sindacati collaborazionisti hanno rinunciato al conflitto sul salario, accettando la logica delle compatibilità, delle risorse insufficienti decise a monte dalla legge di bilancio e non contrattabili in sede di rinnovo contrattuale, svuotando, di fatto, la funzione primaria del contratto nazionale.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Il salario deve crescere davvero</strong><br /> Il rinnovo contrattuale deve restituire potere d’acquisto a chi lavora nella sanità pubblica. Non basta contenere le perdite, non basta pareggiare l’inflazione dopo anni di arretramento. Serve salario vero, stabile, tabellare, certo e pensionabile perchè il sistema indennitario divide i lavoratori, rende incerta una parte della retribuzione e non costituisce un vero avanzamento salariale per tutte e tutti. Il salario non può essere sostituito da una giungla di indennità, quote variabili, premialità e dagli incarichi&nbsp; che, inoltre, sono diventati lo strumento per sottrarre risorse al salario collettivo, aumentando differenze, gerarchie e competizione nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>No alla valutazione individuale sul salario</strong><br /> La qualità del lavoro non si costruisce mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri. In reparti sotto organico, con turni pesanti, responsabilità crescenti e carichi di lavoro insostenibili, il problema non è “premiare i migliori”. Il problema è riconoscere il valore collettivo del lavoro sanitario e quindi il salario deve essere un diritto, non il risultato di valutazioni discrezionali e, spesso, ricattatorie.</p>
<p class="text-justify"><strong>Sicurezza, organici, carichi di lavoro e IA</strong><br /> Non c’è qualità dell’assistenza senza condizioni di lavoro dignitose e non c’è sicurezza se i reparti funzionano solo grazie a straordinari, rientri continui, ferie negate, doppi turni e personale costretto a coprire carenze strutturali di organico. Un'innovazione tecnologica della portata dell' Intelligenza Artificiale non può essere introdotta unilateralmente dalle Aziende: deve essere materia di contrattazione decentrata perché incide, sull'organizzazione e sui carichi di lavoro, sulla responsabilità profrssionale, su organici e fabbisogni di personale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Mensa e buono pasto: basta interpretazioni</strong><br /> Serve chiarezza definitiva sul diritto alla mensa e al buono pasto.<br /> Non possono esserci diritti applicati in modo differente da regione a regione e da azienda ad azienda. Chi lavora nella sanità pubblica, spesso su turni e in servizi aperti 24 ore su 24, deve avere diritti certi, uniformi ed esigibili. In sede di rinnovo contrattuale deve essere previsto l'aumento del valore del buono pasto e le Regioni devono predisporre regolamenti che obblighino le Aziende all'erogazione del buono pasto a tutti i lavoratori e le lavoratrici che effettuano almeno 6 ore di servizio.<br /> Non farlo signicherebbe non solo negare un diritto ma essere conniventi con quei sindacati che delle cause di risarcimento fanno business economico e&nbsp; iscrizioni.</p>
<p class="text-justify">Ci sarebbe molto altro da rivendicare al tavolo di un&nbsp; <strong>rinnovo contrattuale che si preannuncia, per l'ennesima volta, a perdere sia sulla parte economica che su quella normativa che</strong>, d'altronde, non può vedere avanzamenti senza risorse aggiuntive.</p>
<p class="text-justify"><strong>La formazione, la definizione di alcune figure professionali quali l'assistente infermiere (che esiste solo sulla carta) e l'autista soccorritore (proposta ferma da 20 anni), la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, il diritto di sciopero, la mobilità del personale, la proroga e l'esigibilità della norma di prima applicazione per i passaggi verticali, l'allineamento tra orario convenzionale e orario reale di lavoro.</strong></p>
<p class="text-justify">Al momento non c'è traccia di tutto ciò nella discussione in corso all'ARAN, prevalentemente centrata su incarichi e posizioni per una manciata di persone alla faccia di tutto il resto del personale.</p>
<p class="text-justify"><em><strong>Non assisteremo in silenzio all'ennesimo attacco ai salari e alla dignità dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità.</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:09:30 +0200</pubDate>
                        <title>La riforma che doveva salvare la sanità territoriale rischia di dare il colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-riforma-che-doveva-salvare-la-sanita-territoriale-rischia-di-dare-il-colpo-di-grazia-al-servizio-sanitario-nazionale-1012.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Dopo la pandemia da COVID-19, la politica nazionale ha individuato nel potenziamento della sanità territoriale la risposta ai limiti emersi durante l&#039;emergenza. Attraverso il PNRR e il DM 77/2022 sono stati stanziati miliardi di euro per la realizzazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e di una nuova rete di servizi destinata ad avvicinare l&#039;assistenza ai cittadini, migliorare la presa in carico delle fragilità e alleggerire la pressione sugli ospedali.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'obiettivo era condivisibile. Nessuno mette in discussione la necessità di rafforzare il territorio dopo anni di progressivo indebolimento dei servizi territoriali. Tuttavia, nel disegnare questa riforma sembra essere stato trascurato un elemento fondamentale: la sanità non è fatta di edifici, ma di persone.<br /> Si sono trovate le risorse economiche per costruire strutture, acquistare tecnologie e finanziare nuovi modelli organizzativi. Non si è invece affrontato con la stessa determinazione il problema più grave che oggi minaccia il Servizio Sanitario Nazionale: la drammatica carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico.<br /> Da anni assistiamo a pensionamenti non sostituiti, dimissioni volontarie, fuga verso il privato, emigrazione professionale all'estero e una crescente difficoltà ad attrarre nuovi giovani verso le professioni sanitarie. Sempre meno studenti scelgono Infermieristica e sempre più professionisti decidono di abbandonare il servizio pubblico.<br /> Le ragioni sono note e vengono denunciate da tempo. Gli infermieri lavorano ventiquattr'ore su ventiquattro, garantiscono assistenza nei reparti ospedalieri, sul territorio, nelle strutture residenziali e al domicilio. Gestiscono responsabilità enormi, turni usuranti, carichi assistenziali crescenti e una complessità clinica sempre maggiore. Nonostante ciò, continuano a ricevere retribuzioni che non riflettono adeguatamente il livello di responsabilità, le competenze richieste e il valore sociale del loro lavoro.<br /> Su questo tema la politica e le istituzioni sembrano continuare a voltarsi dall'altra parte. A una crisi strutturale si risponde con misure temporanee, indennità specifiche per alcune categorie o piccoli interventi economici che possono rappresentare un segnale, ma che non modificano la sostanza del problema. Mentre il sistema perde professionisti, si continua a distribuire correttivi marginali senza affrontare la questione centrale della valorizzazione economica e professionale degli infermieri.<br /> La conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Si progettano nuovi servizi senza rispondere alla domanda più semplice e più importante: chi assisterà i cittadini nei prossimi anni?<br /> Oggi stiamo assistendo a un fenomeno particolarmente preoccupante. In molte realtà il personale necessario per avviare o potenziare i servizi territoriali viene reperito trasferendo infermieri e altri professionisti dagli ospedali, dai reparti di degenza e dai servizi già esistenti. Non si tratta quindi di un reale incremento delle risorse umane, ma spesso di uno spostamento di personale da un settore all'altro.<br /> Per rafforzare il territorio si finisce così per indebolire ulteriormente ospedali che già lavorano in condizioni di sofferenza. Reparti con organici insufficienti vedono ridursi ulteriormente il personale disponibile, mentre gli stessi servizi territoriali continuano a operare al di sotto degli standard previsti.<br /> Il rischio è evidente: ospedali sempre più in difficoltà e servizi territoriali incapaci di garantire pienamente le prestazioni promesse. In altre parole, la stessa carenza di personale viene distribuita su un numero maggiore di strutture senza essere realmente risolta.<br /> A rendere il quadro ancora più preoccupante vi è un altro elemento che merita una riflessione seria. In diverse realtà stanno partendo gare, affidamenti e modelli gestionali che prevedono il coinvolgimento di soggetti privati nella gestione delle nuove strutture territoriali.<br /> È una circostanza che pone interrogativi inevitabili. Se il problema principale è la carenza di personale nel sistema pubblico, perché non si è investito con la stessa forza nel rendere attrattive le professioni sanitarie? Perché si è scelto di costruire nuove strutture senza garantire prima il personale necessario a farle funzionare?<br /> Il rischio è che Case della Comunità e Ospedali di Comunità, nati per rafforzare la sanità pubblica, finiscano per essere affidati sempre più frequentemente a gestioni esterne non per una scelta di miglioramento dei servizi, ma per l'incapacità del sistema pubblico di reperire e trattenere i professionisti necessari.<br /> Non si può ignorare, inoltre, una sensazione che molti operatori sanitari e molti cittadini condividono. Le ingenti risorse del PNRR hanno inevitabilmente acceso l'attenzione sul tema dell'edilizia sanitaria, delle nuove costruzioni, delle ristrutturazioni e dei grandi progetti infrastrutturali. Milioni di euro, appalti, opere e cantieri sono diventati il simbolo della riforma.<br /> Molto meno spazio è stato invece dedicato alla questione del personale sanitario.<br /> Viene quindi spontaneo chiedersi se la priorità sia stata realmente la costruzione di un sistema sanitario più efficace<strong> </strong>oppure la corsa a realizzare opere e strutture finanziati dai fondi disponibili. Perché mentre si tagliano nastri e si inaugurano edifici, continua a mancare il personale che dovrebbe garantire l'assistenza ai cittadini.<br /> Una Casa della Comunità senza infermieri non cura nessuno. Un Ospedale di Comunità senza professionisti non assiste nessuno. Un edificio, per quanto moderno e tecnologicamente avanzato, non sostituisce la presenza, le competenze e la professionalità degli operatori sanitari.<br /> La sanità rischia così di essere valutata più per il numero di strutture inaugurate che per la capacità concreta di erogare cure. E quando l'attenzione si concentra prevalentemente sui muri, la cura delle persone rischia inevitabilmente di passare in secondo piano.<br /> La vera emergenza della sanità italiana non è la mancanza di edifici. La vera emergenza è la mancanza di professionisti. Finché non si investirà seriamente nelle persone, nelle condizioni di lavoro, nelle retribuzioni e nella valorizzazione delle professioni sanitarie, nessuna riforma potrà raggiungere gli obiettivi dichiarati.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 18:00:41 +0200</pubDate>
                        <title>Inaccettabile: pazienti oncologici lasciati al caldo, poi arrivano i Carabinieri e al Businco scattano acqua e ventilatori. Ospedale oncologico di riferimento regionale della Sardegna e ARNAS Brotzu nel caos gestionale</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/inaccettabile-pazienti-oncologici-lasciati-al-caldo-poi-arrivano-i-carabinieri-e-al-businco-scattano-acqua-e-ventilatori-ospedale-oncologico-di-riferimento-regionale-della-sardegna-e-arnas-brotzu-nel-caos-gestionale-1803.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB PI Sanità esprime indignazione per quanto sta accadendo nei Presidi San Michele e Businco.
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Fa riflettere che soltanto dopo l'ispezione effettuata da SPRESAL e NAS l'Azienda abbia annunciato misure che fino a quel momento non erano state adottate al Presidio Businco: ventilatori, distribuzione di bottiglie d'acqua, pellicole oscuranti e perfino la possibilità di rinviare gli accessi dei pazienti come &quot;estrema ratio&quot;. Se questa è la risposta all'emergenza, significa che per troppo tempo l'emergenza è stata semplicemente ignorata.</p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è che tra i provvedimenti venga contemplata la riprogrammazione di visite e prestazioni in un ospedale oncologico. Al Businco vengono curati pazienti affetti da tumore, sottoposti a chemioterapia e a percorsi terapeutici estremamente delicati. Il Businco rappresenta l’ospedale oncologico di riferimento regionale della Sardegna, e proprio per questo ogni criticità organizzativa e strutturale assume un peso ancora più grave. Sono persone fragili che non possono diventare le vittime dell’inerzia gestionale e della mancata programmazione.</p>
<p class="text-justify">Ridurre l’emergenza del Businco alla distribuzione di ventilatori e acqua significa negare la realtà del problema e continuare a rinviare interventi strutturali ormai improcrastinabili.</p>
<p class="text-justify">Anche la distribuzione di acqua al Presidio Businco conferma il livello di abbandono gestionale, facendo emergere che fino a quel momento non risultavano assicurate nemmeno le condizioni più elementari di assistenza per pazienti e operatori.</p>
<p class="text-justify">La stessa Direzione oggi ammette che gli impianti sono caratterizzati da una &quot;notevole vetustà&quot; e necessitano di interventi strutturali. È esattamente ciò che USB Sanità denuncia da tempo attraverso segnalazioni, richieste di intervento e denunce sulle condizioni del Presidio Businco. Oggi l'Azienda certifica ciò che per troppo tempo ha scelto di non affrontare.</p>
<p class="text-justify">La domanda è inevitabile: dov'era la Direzione quando USB PI Sanità denunciava ripetutamente il deterioramento degli impianti e le condizioni critiche delle strutture? Perché si è aspettato di arrivare a temperature insostenibili per pazienti e operatori prima di intervenire, sia pure con misure del tutto insufficienti?</p>
<p class="text-justify">Se oggi si distribuiscono bottigliette d'acqua e si installano ventilatori al Businco, viene spontaneo chiedersi perché non lo si sia fatto prima. Anche questi interventi minimi arrivano soltanto quando la vicenda assume rilevanza pubblica e dopo l'intervento degli organi di vigilanza.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha trasmesso un'ulteriore nota urgente all'Amministrazione chiedendo chiarimenti sull'ispezione effettuata da SPRESAL e NAS presso il 5° Piano di Oncologia Medica del Businco, l'accesso ai relativi verbali e un riscontro alla precedente segnalazione sul rischio da stress termico, rimasta senza risposta.</p>
<p class="text-justify">È ancora più grave che il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sia stato tenuto all'oscuro dell'ispezione, pur avendo trasmesso ripetute note e segnalazioni sulle stesse criticità che hanno reso necessario l'intervento degli organi di vigilanza. Apprendere dell'accesso di SPRESAL e NAS dagli organi di stampa, anziché dall'Azienda, rappresenta un fatto inaccettabile e una palese lesione delle prerogative riconosciute all'RLS dalla normativa vigente.</p>
<p class="text-justify">USB PI Sanità non accetterà che una prolungata inerzia venga coperta da interventi di facciata. La salute dei pazienti oncologici e la sicurezza dei lavoratori non si tutelano con comunicati, ventilatori e bottigliette d'acqua, ma con impianti efficienti, manutenzione programmata e una gestione responsabile.</p>
<p class="text-justify">Le responsabilità di quanto accaduto dovranno essere accertate fino in fondo. USB PI Sanità continuerà a vigilare e a denunciare ogni omissione. Perché la dignità dei lavoratori e il diritto alle cure dei pazienti non possono essere sacrificati all'incapacità gestionale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:12:58 +0200</pubDate>
                        <title>SANITÀ PUBBLICA: IL GRANDE SACCHEGGIO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-pubblica-il-grande-saccheggio-1518.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Oltre 1 miliardo di euro regalato a cooperative e agenzie private nel 2024-2025.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'ultimo rapporto dell'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) mette nero su bianco quello che la USB Pubblico Impiego denuncia da anni: la sanità pubblica viene sistematicamente svuotata per arricchire i privati attraverso il sistema dei medici e infermieri &quot;gettonisti&quot;.<br /> <br /> Mentre i pronto soccorso collassano e le liste d'attesa si allungano all'infinito, le ASL e gli ospedali spendono cifre astronomiche per &quot;affittare&quot; personale medico e infermieristico esterno.<br /> <strong>PIU’ SPESA PUBBLICA</strong>: Un gettonista costa alle casse dello Stato fino a tre volte più di un dipendente assunto regolarmente. Soldi pubblici sottratti ai servizi essenziali per gonfiare i profitti delle agenzie private di intermediazione.<br /> <strong>MENO QUALITA’ DELLE CURE:</strong> La cura ha bisogno di stabilità, continuità terapeutica e integrazione nelle équipe di reparto. Il continuo ricambio di personale esterno spezza questa catena e mina la sicurezza dei pazienti.<br /> <strong>PIU’ PRECARIETA’ E SFRUTTAMENTO</strong>: le lavoratrici e i lavoratori esternalizzati vivono senza tutele contrattuali stabili, mentre chi rimane nel pubblico subisce carichi di lavoro disumani, turni infiniti e burnout a fronte di salari inadeguati e fermi da anni.</p>
<p class="text-justify">Non mancano i soldi, manca la volontà politica di investire sul personale pubblico. La salute dei cittadini viene trattata come una merce da piazzare al miglior offerente.</p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp;RIVENDICHIAMO: </strong></p><ul> 	<li class="text-justify">L'abolizione immediata del sistema dei gettonisti e delle esternalizzazioni nella sanità pubblica;</li> 	<li class="text-justify">Un piano straordinario di assunzioni stabili a tempo indeterminato, a partire dai numerosi idonei presenti nelle graduatorie concorsuali, per coprire tutte le carenze di organico e dare gambe alle Case di Comunità che, attualmente, sono scatole vuote;</li> 	<li class="text-justify">L'internalizzazione diretta di tutto il personale attualmente impiegato tramite cooperative e appalti;</li> 	<li class="text-justify">Aumenti salariali dignitosi, già dal rinnovo del contratto attualmente in discussione all’ARAN, per restituire attrattività e dignità al lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale.</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:10:59 +0200</pubDate>
                        <title>Buoni pasto nella sanità del Lazio? Basta speculazioni e ricatti -                                                            USB chiede al Consiglio Regionale di prendere una posizione</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/buoni-pasto-nella-sanita-del-lazio-basta-speculazioni-e-ricatti-usb-chiede-al-consiglio-regionale-di-prendere-una-posizione-1721-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le diffide fatte alla Direzione salute e alle aziende del Servizio Sanitario Regionale abbiamo valutato che serviva una posizione politica ben precisa ed è per questo che abbiamo chiesto alla consigliera Marta Bonafoni di depositare un’interrogazione al Consiglio Regionale sul tema dei buoni pasto a lavoratori e lavoratrici della Sanità del Lazio. La nostra proposta è stata ben accolta e in pochissimi giorni è stata già depositata l’interrogazione che verrà discussa in aula molto presto.</p>
<p>Il centro della richiesta, che come USB facciamo da mesi, è sempre la stessa: i Buoni pasto a lavoratori e lavoratrici della sanità sono ormai un diritto assodato anche dalle diverse sentenze della Corte di Cassazione. Eppure ancora le aziende continuano a scegliere le vie giudiziarie sottoponendo la stessa azienda a spese di soccombenza continue, denaro pubblico che potrebbe essere investito in altro e i stessi sindacati piuttosto che trovare metodi per il riconoscimento di questo diritto per tutti e tutte continuano a produrre cause legali generando discriminazione tra gli stessi lavoratori (solo chi fa causa ottiene il pregresso) ma non risolvendo la mancata applicazione del diritto (art. 29 ccnl sanità 2001).</p>
<p>Insomma un circolo vizioso dove chi ci rimette sono sempre lavoratrici, lavoratori e cittadini.</p>
<p>Come USB non potevamo più avallare questi mezzucci e quindi abbiamo deciso di sperimentare nuove strade perché siamo convinti che sia necessario cambiare la tendenza per garantire il diritto a tutti e tutte.&nbsp;</p>
<p>Dal mese di gennaio più volte abbiamo sollecitato e diffidato la Direzione Salute Regionale all’ applicazione&nbsp; del contratto e del Regolamento in merito da loro emanato a giugno 2025 qualche reazione c'è stata ma troppo poco e ancora troppo lentamente.</p>
<p>Per questo abbiamo valutato che fosse diventato urgente&nbsp; chiedere al Consiglio Regionale del Lazio e ai suoi Consiglieri&nbsp; le motivazioni di questi ritardi e di prendere una posizione chiara sul riconoscimento dei Buoni Pasto e sul riconoscimento del pregresso che vada al dì là delle aule di Tribunale.</p>
<p>Oggi l’interrogazione è stata depositata e a breve verrà discussa in aula, ci auguriamo che ogni Consigliere comprenda l’importanza di quanto esposto per dare finalmente una sterzata a questa situazione in stallo ormai da tanti anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SANITA’ Regione Lazio</p>
<p>Vuoi saperne di più? Contattaci&nbsp;<br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:13:50 +0200</pubDate>
                        <title>Prorogata la graduatoria infermieri Asl Roma 2.   </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/prorogata-la-graduatoria-infermieri-asl-roma-2-0837.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB Siamo stati gli unici a sostenere gli idonei, abbiamo fatto bene! </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L emendamento al collegato di bilancio è stato approvato&nbsp;nella serata di mercoledi così la graduatoria infermieri della Asl Roma 2, con ancora c.a. 3000 idonei, scadrà a&nbsp;settembre 2027.</p>
<p>Come USB avevamo proposto l emendamento al Presidente del Consiglio Regionale a fine&nbsp;marzo&nbsp;proprio sulla scia delle leggi regionali di altre Regioni che negli ultimi 3 anni avevano prorogato le graduatorie della Sanità.&nbsp;</p>
<p>Una scelta importante per la Regione Lazio che dà la possibilità di assunzione a tutti gli idonei della graduatoria di poter essere assunti, una scelta anche nel rispetto dei principi fondamentali per la pubblica amministrazione.</p>
<p>Siamo soddisfatti della scelta del Consiglio Regionale e confidiamo che questa scelta diventi presto una legge regionale che preveda un aumento della durata delle graduatorie del servizio sanitario regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 21:40:19 +0200</pubDate>
                        <title> IL PASTO NON È UNA CONCESSIONE, MA UN DIRITTO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/il-pasto-non-e-una-concessione-ma-un-diritto-2141.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Il Giudice del Lavoro di Grosseto lo riconosce per 49 lavoratrici e lavoratori della Asl Toscana Sud Est</strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggi 3 giugno</strong>, il <strong>Tribunale di Grosseto – Sezione Lavoro</strong> ha emesso, al termine del primo grado di giudizio, la sentenza che riconosce il pieno diritto alla fruizione della mensa, e quindi del pasto, per ogni turno lavorativo effettuato pari o superiore alle sei ore. La sentenza assume un rilievo ancora maggiore perché il Giudice ha riconosciuto anche la <strong>prescrizione decennale</strong>, confermando così la possibilità di rivendicare quanto dovuto entro un arco temporale più ampio e rafforzando ulteriormente le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ricorso al Tribunale si è reso necessario a seguito della persistente inadempienza della <strong>Asl Toscana Sud Est</strong>, che, nonostante le ripetute richieste avanzate nel tempo, non ha mai provveduto a rendere effettivamente fruibile il servizio mensa e il relativo pasto in tutte le articolazioni orarie dovute: nei turni serali, nei giorni festivi e in alcuni presidi ospedalieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una situazione ormai non più tollerabile, che ha costretto 49 dipendenti, sostenuti da <strong>USB</strong> e assistiti dall’<strong>Avv. Andrea Bartalucci del Foro di Grosseto</strong>, a rivolgersi al Giudice del Lavoro per vedere riconosciuto un diritto previsto dal contratto e negato, nei fatti, dall’Azienda.</p>
<p>Seguendo una giurisprudenza ormai consolidata, sia nei giudizi di merito sia in sede di legittimità, il Giudice del Lavoro di Grosseto ha dato piena soddisfazione alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, confermando che il diritto al pasto non può essere subordinato a scelte organizzative aziendali né, tantomeno, trasformato in una concessione discrezionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Però, a fronte della&nbsp; pressochè unanimità delle decisioni dei Tribunali, è lecito chiedersi quale sia il senso dell’ostinazione di tante aziende sanitarie nel continuare a negare quanto stabilito contrattualmente e ci aspettiamo che sul tavolo aperto all’Aran per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, venga esplicitato in maniera chiara e inequivocabile che il<strong> pasto non è un favore, non è un privilegio, non è una concessione aziendale: è un diritto. </strong>Perchè è proprio la mancanza di volontà nel sanare contrattualmente la problematica della mensa e della fruizione del pasto, che rende evidente quanto il problema non sia di interpretazione, ma frutto di una precisa volontà politica e gestionale di comprimere i diritti di chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei servizi sanitari, spesso in condizioni difficili, con turni pesanti, carichi di lavoro crescenti e responsabilità sempre maggiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa sentenza rappresenta un risultato importante, ma anche un punto di partenza. Dimostra che <strong>quando le lavoratrici e i lavoratori si organizzano, non si rassegnano, non arretrano sui diritti e decidono di farli valere collettivamente</strong>, anche le aziende più ostinate possono essere costrette a rispondere delle proprie inadempienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB continuerà a battersi in ogni sede contro chi pensa di poter risparmiare sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:53:11 +0200</pubDate>
                        <title>ESISTE ANCORA  IL SERVIZIO SANITARIO  NAZIONALE?</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/esiste-ancora-il-servizio-sanitario-nazionale-1559.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>In un quadro internazionale e geopolitico di assoluta instabilità, l’aggressione all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti non rappresenta solo un ulteriore salto nella guerra permanente, ma produce effetti diretti anche sul piano economico e sociale: aumento dei prezzi dell’energia, crescita dell’inflazione, instabilità dei mercati e rischio concreto di stagnazione se la crisi dovesse prolungarsi. L’aumento dei prezzi energetici, che ha già contribuito a spingere l’inflazione in Italia al 2,7% nell’aprile 2026 – rispetto all’1,7% di marzo – si traduce direttamente in ulteriore perdita di potere d’acquisto dei nostri salari. Le stime più recenti indicano per il 2026 un aggravio medio per famiglia che può superare i 1.500 – 1.700 euro annui tra bollette, carburanti, carrello della spesa e aumento generalizzato dei prezzi al consumo, con un impatto ancora più pesante sui redditi medio-bassi...<br /> <br /> Leggi e diffondi l'intero documento cliccanto sul pdf</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 17 May 2026 10:03:14 +0200</pubDate>
                        <title>La sanità USB chiude tre giorni di confronto nazionale a Tivoli, ecco la mozione</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-sanita-usb-chiude-tre-giorni-di-confronto-nazionale-a-tivoli-ecco-la-mozione-1012-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mozione USB PI Sanità - Tivoli, 15-16-17 maggio 2026<br /> ______<br /> Nei giorni 15, 16 e 17 maggio si è tenuta a Tivoli la riunione dei delegati e delegate, RSU, RLS del settore Sanità di USB PI. Tre giorni di lavoro intenso che hanno restituito l'immagine di un sindacato in salute, in crescita e radicato nei luoghi di lavoro di tutto il territorio nazionale.<br /> Al tempo stesso, il quadro che emerge sul Servizio Sanitario Nazionale è di totale disfacimento: frammentato in venti sistemi regionali che si muovono in ordine sparso, sotto l'assedio delle privatizzazioni e dei continui tagli alla spesa sanitaria, il SSN non riesce più a garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Tutto questo all’interno di un quadro nel quale il privato, convenzionato e non, rendendosi sempre più indispensabile, costringe al continuo drenaggio di risorse pubbliche.<br /> Dalla discussione è emerso chiaramente che il problema più urgente per il settore è la crisi del personale. Legata in maniera prioritaria al tema dei salari, del loro complessivo impoverimento e della perdita di funzione di un contratto nazionale che, piegato alla logica delle compatibilità economiche, ha smesso di svolgere la funzione di redistribuzione della ricchezza. Una carenza strutturale di personale che peggiora e aggrava condizioni e ritmi di lavoro e alimenta le diseguaglianze.<br /> Di fronte a questo quadro drammatico, il Governo sceglie di tagliare la sanità pubblica e di aumentare le spese militari: le guerre al posto della tutela del diritto alla salute, scaricando il peso di queste scelte sui lavoratori e sui cittadini.<br /> Per rilanciare con ancora maggiore determinazione la difesa della sanità pubblica e dello stato sociale, del salario, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in solidarietà con il popolo Palestinese e con la missione della Global Sumud Flotilla, &nbsp;saremo tutti e tutte &nbsp;in piazza il 18 maggio per lo Sciopero Generale della nostra organizzazione sindacale.&nbsp;<br /> USB PI Sanità- Tivoli- &nbsp;17 Maggio 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 03 May 2026 18:47:25 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL Sanità 2025/2027: la priorità è la qualità del rinnovo, non la velocità. Con risorse insufficienti la corsa alla firma rischia di tradursi nell’ennesimo pessimo contratto </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/ccnl-sanita-2025-2027-la-priorita-e-la-qualita-del-rinnovo-non-la-velocita-con-risorse-insufficienti-la-corsa-alla-firma-rischia-di-tradursi-nellennesimo-pessimo-contratto-1848.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">L’avvio del tavolo in tempi ravvicinati rispetto alla chiusura del precedente contratto rappresenta un fatto positivo, ma non basta. Il punto centrale non è la velocità del rinnovo, bensì la sua capacità di incidere concretamente sulle condizioni materiali di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.</p>
<p class="text-justify">A fronte di condizioni di lavoro estreme e di un costante aumento del costo della vita il precedente rinnovo contrattuale ha determinato una perdita secca del 10% del potere d’acquisto dei salari, che non verrà mai più recuperato.</p>
<p class="text-justify">Il rischio, oggi, è che questo schema si ripeta. Le risorse predeterminate dalla Legge di Bilancio per il triennio 2025-2027, sulla base dell’inflazione programmata e non del costo reale della vita, sono insufficienti a fronte dell’impennata dei prezzi del carburante e del carrello della spesa determinati dalle guerre in atto, a partire da quella del Golfo.</p>
<p class="text-justify">Senza contare che la funzione del contratto non dovrebbe consistere nel mero recupero dell’inflazione ma nell’aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita.</p>
<p class="text-justify">Continua a emergere un’impostazione che privilegia il sistema indennitario e le voci accessorie del salario; una scelta che frammenta le retribuzioni e lega quote sempre più rilevanti di salario a condizioni variabili e discrezionali che alimentano diseguaglianze tra i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Serve invece un rafforzamento deciso del salario tabellare, l’unico in grado di garantire stabilità, equità, riconoscimento della professionalità e di fermare la fuga dalle Università e dagli Ospedali.</p>
<p class="text-justify">Inoltre, al centro del contratto devono tornare le condizioni reali di lavoro: l’organizzazione dei turni e i carichi di lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, il lavoro notturno e festivo, la tutela della salute e sicurezza, il superamento della precarietà. Non è più sostenibile un modello improntato all’emergenza permanente che regge sulla disponibilità continua del personale a lavorare a cottimo.</p>
<p class="text-justify">L’apertura del tavolo per il rinnovo rappresenta per noi solo il passaggio iniziale, la qualità del contratto si misurerà sulla capacità di dare risposte concrete a chi lavora nella sanità pubblica.</p>
<p class="text-justify">Su questo terreno valuteremo l’andamento della trattativa e, in assenza di interventi strutturali, siamo pronti a rispondere con la continuità del conflitto e della lotta, alla continuità dei contratti a perdere.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB PI SANITA’</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 03 May 2026 18:15:14 +0200</pubDate>
                        <title>PIATTAFORMA CONTRATTUALE SANITÀ PUBBLICA 2025–2027 — USB PUBBLICO IMPIEGO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/piattaforma-contrattuale-sanita-pubblica-2025-2027-usb-pubblico-impiego-1819.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'apertura rapida del tavolo per il rinnovo del contratto non basta: dopo anni di rinnovi che hanno eroso il potere d'acquisto, nessun lavoratore e nessuna lavoratrice della sanità pubblica può accettare un altro contratto a perdere. La velocità conta zero se il risultato è già scritto.</p>
<p>Il precedente rinnovo ha bruciato il 10% del potere d'acquisto, perso per sempre. Oggi le risorse stanziate &nbsp;sono insufficienti persino per il recupero dell'inflazione reale, figuriamoci per garantire l'aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita. Le risorse ci sono e vanno sottratte alle spese militari.<br /> Insieme al salario nel contratto devono tornare centrali le condizioni e i carichi di lavoro, la riduzione dell'orario a parità di salario, la salute e la sicurezza.<br /> <br /> <strong>Alla continuità dei contratti a perdere risponderemo con la continuità del conflitto!</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Leggi tutta la piattaforma di USB IP Sanità per il rinnovo del CCNL:</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:25:42 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL Sanità 2025/2027: la priorità è la qualità del rinnovo, non la velocità. Con risorse insufficienti la corsa alla firma rischia di tradursi nell’ennesimo pessimo contratto </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/ccnl-sanita-2025-2027-la-priorita-e-la-qualita-del-rinnovo-non-la-velocita-con-risorse-insufficienti-la-corsa-alla-firma-rischia-di-tradursi-nellennesimo-pessimo-contratto-0926.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’avvio del tavolo in tempi ravvicinati rispetto alla chiusura del precedente contratto rappresenta un fatto positivo, ma non basta. Il punto centrale non è la velocità del rinnovo, bensì la sua capacità di incidere concretamente sulle condizioni materiali di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.</p>
<p>A fronte di condizioni di lavoro estreme e di un costante aumento del costo della vita il precedente rinnovo contrattuale ha determinato una perdita secca del 10% del potere d’acquisto dei salari, che non verrà mai più recuperato.</p>
<p>Il rischio, oggi, è che questo schema si ripeta. Le risorse predeterminate dalla Legge di Bilancio per il triennio 2025-2027, sulla base dell’inflazione programmata e non del costo reale della vita, sono insufficienti a fronte dell’impennata dei prezzi del carburante e del carrello della spesa determinati dalle guerre in atto, a partire da quella del Golfo.</p>
<p>Senza contare che la funzione del contratto non dovrebbe consistere nel mero recupero dell’inflazione ma nell’aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita.</p>
<p>Continua a emergere un’impostazione che privilegia il sistema indennitario e le voci accessorie del salario; una scelta che frammenta le retribuzioni e lega quote sempre più rilevanti di salario a condizioni variabili e discrezionali che alimentano diseguaglianze tra i lavoratori.</p>
<p>Serve invece un rafforzamento deciso del salario tabellare, l’unico in grado di garantire stabilità, equità, riconoscimento della professionalità e di fermare la fuga dalle Università e dagli Ospedali.</p>
<p>Inoltre, al centro del contratto devono tornare le condizioni reali di lavoro: l’organizzazione dei turni e i carichi di lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, il lavoro notturno e festivo, la tutela della salute e sicurezza, il superamento della precarietà. Non è più sostenibile un modello improntato all’emergenza permanente che regge sulla disponibilità continua del personale a lavorare a cottimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’apertura del tavolo per il rinnovo rappresenta per noi solo il passaggio iniziale, la qualità del contratto si misurerà sulla capacità di dare risposte concrete a chi lavora nella sanità pubblica.</p>
<p>Su questo terreno valuteremo l’andamento della trattativa e, in assenza di interventi strutturali, siamo pronti a rispondere con la continuità del conflitto e della lotta, alla continuità dei contratti a perdere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB PI SANITA’</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/9/6/csm_Senza_titolo-1_Tavola_disegno_1_96900c6b6e.png" length="2948525" type="image/png"/>
                        	
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                        <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:42:51 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI, SANITA’: LA REGIONE LAZIO OBBLIGHI LE AZIENDE ALL’APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L’EROGAZIONE DEI BUONI PASTO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-sanita-la-regione-lazio-obblighi-le-aziende-allapplicazione-del-regolamento-per-lerogazione-dei-buoni-pasto-1649.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lazio a Giugno del 2025 ha prodotto un regolamento sull’erogazione dei buoni pasto per tutti coloro i quali non hanno il servizio mensa garantito all’interno del proprio servizio.&nbsp;</p>
<p>Nonostante il buono pasto sostitutivo della mensa sia previsto dal contratto nazionale e ribadito da numerose sentenze di Cassazione, tale diritto per gli Operatori sanitari del Lazio non è esigibile perché il Regolamento è rimasto lettera morta.</p>
<p>Nel frattempo gli stessi sindacati firmatari del contratto anziché lottare per l’aumento del buono pasto, fermo ad un anacronistico valore di 5,16 – con i quali non si compra più neanche un panino! -, per esigere il rispetto del CCNL e, infine, per far applicare il regolamento della Regione Lazio che prevede l’erogazione del buono pasto dalle 6 ore lavorative, intentano cause continue che sono sì vincenti, per il risarcimento del pregresso ma che oltre a far perdere soldi ai lavoratori e alle lavoratrici non mettono in regola il presente.</p>
<p>Ora, sull’utilizzo delle cause legali come mezzo per rafforzare una battaglia sindacale noi non abbiamo nulla in contrario ma quando le cause diventano il fine e chi le intenta deroga alla battaglia sindacale e/o all’applicazione di un regolamento che garantisce il&nbsp; buono pasto,&nbsp; allora diventa lecito pensare che più che far valere un diritto del lavoratore e della lavoratrice la causa legale rappresenti in realtà un mercimonio utile per fare cassa e tenere vincolati a sé gli iscritti in un circolo vizioso senza fine.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici della sanità del Lazio hanno diritto al buono pasto che, peraltro, rappresenta una parte di salario indiretto irrinunciabile in un periodo nel quale il costo della vita è schizzato alle stelle a causa delle guerre e della crisi energetica e&nbsp; della prevista conseguente crescita dell’inflazione che inciderà ulteriormente sul potere d’acquisto dei salari.</p>
<p>La soluzione non può essere lasciata alle cause individuali, che oltretutto generano un meccanismo discriminate tra lavoratori, ma deve vedere il riconoscimento di un diritto collettivo, valido per tutte e tutti.</p>
<p><strong>Diffidiamo la Regione Lazio dal procrastinare ulteriormente l’applicazione del Regolamento sui buoni pasto e inviamo tutti gli altri Sindacati ad unirsi a noi in questa richiesta per garantire e tutelare le migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità regionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vuoi rivendicare il diritto al buono pasto, e agli arretrati, insieme a noi? scrivici su <a href="mailto:sanita@usb.it">sanita@usb.it</a>&nbsp;</strong></h3>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:01:38 +0100</pubDate>
                        <title>USB chiede alla Regione Lazio la proroga delle graduatorie della sanità. </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-chiede-alla-regione-lazio-la-proroga-delle-graduatorie-della-sanita-1858.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Non possiamo permetterci di perdere migliaia di infermieri idonei pronti ad essere assunti!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB ha inviato al Consiglio regionale del lazio una proposta di legge per la proroga delle graduatorie del SSR.</p>
<p>Le chiamate a singhiozzo e i tempi, spesso molto lunghi, necessari all'assunione degli idonei nelle graduatorie non sono compatibili con la durata di due anni prevista dalla normativa generale ed è per questo che come USB ci siamo prodigati ad inviare al Consiglio Regionale la documentazione necessaria per poter emettere, in tempi brevi, una legge regionale che aumenti la durata delle graduatorie attualmente attive. La procedura, ormai rodata, conforme alle norme nazionali è già stata messa in atto da almeno 6 Regioni in questi ultimi tre anni e per nessuna c'e' stato un intervento limitativo dello Stato proprio nel rispetto delle autonomie regionali sul servizio sanitario.</p>
<p>Ci auguriamo che la Regione Lazio si prenda l'onere di quanto abbiamo richiesto considerato che la graduatoria infermieri è in scadenza a settembre 2026 e ancora ci sono c.a. 5mila idonei da poter assumere... Far decadere 5mila infermieri quando li stiamo cercando in giro per il mondo sarebbe veramente lontana da qualunque strategia politica ma soprattutto sanitaria. Questa proroga gioverebbe anche alla graduatoria degli OSS che, nonostante la scadenza non sia così vicina, scorre ancora più lentamente e alle altre decine di graduatorie di diversi profili professionali attualmente attive nelle varie Aziende sanitarie.</p>
<p>Qualche &quot;voce di corridoio&quot; ci dice che al Consiglio Regionale si stia preparando la legge...aspettiamo con ansia che qualcuno faccia il grande passo!</p>
<p>Se vuoi saperne di più contattaci <a href="mailto:sanita@usb.it">sanita@usb.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 17:53:37 +0100</pubDate>
                        <title>LA FIALS PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-fials-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio-1757.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Fials ci diffida (mecojoni, direbbe il vicequestore Rocco Schiavone!) dal continuare a denunciare l’illegittimità dell’incarico di coordinatrice RSU protempore a persona che detiene un incarico formale dentro la segreteria provinciale di un partito politico perché, a detta loro, non sussistono i requisiti per tale incompatibilità nell’Accordo Collettivo Nazionale Quadro (ACNQ) del 12 aprile 2022, che recita: “La carica di componente della RSU è incompatibile con qualsiasi altra carica in organismi istituzionali o carica esecutiva in partiti e/o movimenti politici”.</p>
<p>Le possibilità sono quindi due: o questi fini giuristi della FIALS diffidandoci intendono sostenere che la segreteria di un partito politico, che per antonomasia è un organismo esecutivo, non svolge in realtà questa funzione o, in alternativa, che la coordinatrice protempore della RSU sia stata eletta sì in un organismo esecutivo, ma che questo esegue a sua insaputa. Siccome la prima tesi è improbabile, prendiamo atto che la coordinatrice della RSU a detta della FIALS, siede in un esecutivo di un partito politico, senza eseguire nulla. Un’ipotesi bizzarra, il cui accertamento qualcuno sarà costretto prima o poi a fare per non compromettere la legittimità di eventuali accordi tra la RSU e l’Amministrazione.</p>
<p><strong>Un’ipotesi che al momento, in effetti, non si pone visto che la coordinatrice non riunisce la RSU dal lontano 10 febbraio!</strong></p>
<p>Noi, comunque, siamo affascinati dalla paraculaggine con la quale la FIALS legge e interpreta le norme, come quando, alla scorsa tornata elettorale della RSU escluse arbitrariamente la USB dalla delegazione trattante, nonostante un regolamento chiaro come il sole, definito in sede ARAN; salvo poi essere costretti alla reintegra dei delegati di USB e al pagamento delle spese legali per disposizione del giudice.</p>
<p>Chiudiamo, per ora, questa partita stucchevole nella quale – se&nbsp;non altro per dignità sindacale – la coordinatrice protempore si sarebbe dovuta già dimettere di suo o sollecitata dal suo stesso sindacato: quella stessa FIALS che rivendica nel suo statuto di essere apartitica e apolitica. Restiamo convinti che servirebbe un po’ più di serietà e un po’ meno spocchia per rappresentare i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici alle prese con stipendi tra i più bassi d’Europa – grazie a chi firma contratti a perdere -, carichi di lavoro insostenibili, impossibilità di usufruire dei più elementari diritti, le ferie ad es., a causa della carenza di personale, la precarietà, la sicurezza nel luogo di lavoro.</p>
<p>Cagliari, 25/03/2026</p>
<p><strong>USB PI Sanità - Arnas Brotzu</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:15:59 +0100</pubDate>
                        <title>Proclamazione dello “Stato di agitazione del Personale” all’ospedale di Terni:  la dignità non è in vendita!</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/proclamazione-dello-stato-di-agitazione-del-personale-allospedale-di-terni-la-dignita-non-e-in-vendita-1617.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Sindacale di Base segnala la mancata convocazione da parte della Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni. La grave ed inspiegabile chiusura ad un incontro sulle problematiche segnalate e alle possibili soluzioni ci ha costretto all’indizione dello Stato di agitazione e al coinvolgimento del Prefetto. Quello della D.G. è un atteggiamento tanto inaccettabile quanto dannoso per la salvaguardia della Salute Pubblica nel territorio!</p>
<p>La situazione all’interno dell'ospedale di Terni è nel caos operativo e ha ormai superato il livello di guardia. Come USB, non possiamo più tollerare un modello organizzativo che scarica interamente sulle spalle dei lavoratori e dei pazienti le inefficienze di una gestione miope e strutturalmente carente.</p>
<p>​</p>
<p>​<u>Accordi e disposizioni aziendali ignorati</u>.</p>
<p>​Denunciamo con forza il sistematico mancato rispetto delle disposizioni che la stessa Azienda ha emanato. Le procedure interne e i protocolli di sicurezza vengono troppo spesso accantonati in nome dell'emergenza continua, creando un clima di incertezza normativa e operativa. I lavoratori non possono essere chiamati a interpretare le regole a seconda della convenienza del momento dei singoli&nbsp; responsabili.</p>
<p>​</p>
<p><u>Carenza di personale: un’emergenza cronica</u>.</p>
<p>​La cronica mancanza di organico sta portando i servizi al collasso. I carichi di lavoro sono diventati insostenibili, costringendo il personale a ritmi frenetici che mettono a rischio non solo la qualità del servizio, ma anche la salute psicofisica dei dipendenti. Non si tratta più di &quot;picchi di lavoro&quot;, ma di una condizione ordinaria fondata sul sacrificio dei dipendenti.</p>
<p>A tal proposito vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine ed ammirazione per tutto il personale dell’Azienda Ospedaliera di Terni, che, in una situazione di estremo disagio, ha saputo mantenere lucidità, professionalità e soprattutto una encomiabile umanità nei confronti dei pazienti.</p>
<p>E’ giunta l’ora che la Presidente della Giunta regionale, dopo le promesse, proceda alle assunzioni “indispensabili” e al rafforzamento delle strutture territoriali (tutt’ora non pervenute), a Terni come in tutta l’Umbria, per ridare ossigeno alla Sanità Pubblica e per invertire, con atti concreti, lo smantellamento della cura della Salute!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u>Forte pressione lavorativa e psicologica</u>.</p>
<p>​A peggiorare il quadro, invece di cercare di mitigare gli effetti della carenza di organico, è l’invasione nella vita privata: reperibilità di fatto mai contrattualizzata, messaggi e chiamate fuori dall'orario di servizio sono diventati la norma.</p>
<p>​Il diritto alla disconnessione è un pilastro della dignità lavorativa. Non accetteremo che la tecnologia diventi il guinzaglio elettronico con cui l'Azienda tiene in ostaggio il tempo libero dei lavoratori. Essere &quot;sempre connessi&quot; significa essere sempre al lavoro, e questo è un abuso che va fermato immediatamente.​</p>
<p>A nostro parere &quot;Il diritto alla disconnessione per chi lavora in sanità è un diritto alla salute&quot;. &quot;Non è ammissibile che si utilizzino strumenti non ufficiali per le comunicazioni fuori dall'orario di servizio. Il tempo libero e il recupero psicofisico sono sacri e indispensabili per garantire cure appropriate e sicure.&quot;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​<u>Come USB non ci rassegneremo mai alle politiche del Governo nazionale che aumenta notevolmente la spesa per le armi ma non eroga le risorse necessarie per la Sanità e ad un sistema cannibalizzato dagli interessi del privato su un bene fondamentale come la Salute</u>. Perciò esigiamo:</p><ul> 	<li> 	<p>​​Un Piano straordinario di assunzioni per colmare i vuoti d'organico.</p> 	</li> 	<li> 	<p>L’immediata e totale cessazione di metodiche del tutto inappropriate nei confronti dei dipendenti.</p> 	</li> 	<li> 	<p>​Il rispetto rigoroso degli accordi e delle disposizioni aziendali vigenti.</p> 	</li> 	<li> 	<p>​Il Protocollo sulla disconnessione; garanzie reali che tutelino il riposo e la vita privata, con sanzioni per chi viola la sfera extra-lavorativa dei dipendenti.</p> 	</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p>​In assenza di un riscontro tangibile e dell'apertura di un tavolo di confronto serio da parte dell'azienda, la USB proclama lo stato di agitazione di tutto il personale, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa di lotta necessaria a salvaguardare una Sanità Pubblica che garantisca diritti per lavoratrici e lavoratori nonché cure di qualità alla collettività.</p>
<p>​</p>
<p>Terni, 11/03/2026</p>
<p>​</p>
<p>Legale Rappresentante USB PI Umbria</p>
<p>Ettore Magrini&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:10:58 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea Retribuita con Presidio Lavoratori e Lavoratrici Sanitaservice ASL TA Giovedì 12 Marzo 2026 </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/assemblea-retribuita-con-presidio-lavoratori-e-lavoratrici-sanitaservice-asl-ta-giovedi-12-marzo-2026-1412.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un vero e proprio attacco alla Sanitaservice &nbsp;di Taranto. Le accuse rivolte agli operatori del CUP e dell'anagrafe sanitaria della ASL, la conseguente gogna mediatica da loro subita e le numerose inesattezze diffuse rispetto alle assunzioni e all'operato di tutto il personale in forza presso la Sanitaservice di Taranto, sono un becero tentativo di screditare la funzionalità e la tenuta non solo della società in house ionica, ma di tutte quelle che sono presenti sul territorio regionale.<br /> Riteniamo tutto ciò un chiaro tentativo di ritorno al passato e all'affidamento dei servizi ai privati, da parte di alcuni nostalgici della politica locale e regionale.<br /> Per questo, proclamiamo lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Sanitaservice Asl Ta e la conseguente possibilità di indire azioni di sciopero qualora la Asl di Taranto, le istituzioni locali e la politica regionale non decidano di affrontare in maniera definitiva ed immediata alcune questioni ad&nbsp;oggi&nbsp;ancora sospese, come per esempio:<br /> <br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Corretto inquadramento economico degli operatori CUP discriminati rispetto ai colleghi delle altre province.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Ampliamento orario per i lavoratori ad&nbsp;oggi&nbsp;ancora part-time involontari.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Carenza di personale nella commessa CUP e Anagrafe sanitaria.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Riconoscimento delle indennità di pronto soccorso per gli operatori del&nbsp;SET 118&nbsp;e dell'ausiliariato impegnati nell'emergenza/urgenza.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Condizioni di lavoro precarie, assenza di attrezzature idonee e necessarie per lo svolgimento dell'attività lavorativa.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro.<br /> <br /> Per questi motivi, il 12&nbsp;marzo&nbsp;a partire dalle ore 13:00, saremo presenti in presidio sotto la ASL Ta in difesa della Sanitaservice.<br /> <br /> USB COORDINAMENTO SANITA’ PRIVATA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 17:18:48 +0100</pubDate>
                        <title>𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐁𝐑𝐄𝐒𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐃𝐄 𝐖𝐀𝐒𝐇𝐈𝐍𝐆𝐓𝐎𝐍!</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Le pressioni politiche e le minacce di sanzioni esercitate dagli emissari di Trump sulla Regione Calabria per la presenza dei medici cubani sono irricevibili! Come è, del resto, inqualificabile che il governatore Occhiuto si sia piegato ai diktat statunitensi, pur sapendo di mettere in grave pericolo la salute e le cure dei cittadini calabresi, tra i primi in Italia a dover ricorrere alla mobilità sanitaria verso altre Regioni.</p>
<p class="text-justify">La visita degli incaricati americani a Occhiuto non è stata un semplice incontro istituzionale, ma una vera e propria ingerenza politica e un attacco alla sovranità del nostro Paese, consumati nel silenzio di un governo per il quale appare evidentemente normale che a decidere sul diritto alla salute dei cittadini italiani sia direttamente il governo degli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify">In Calabria operano oggi circa 400 medici cubani, che sarebbero dovuti arrivare a un migliaio entro fine anno e senza i quali gli ospedali della Calabria, dove i concorsi continuano ad andare deserti, rischiano il collasso. Non sono qui in vacanza premio, come è vergognosamente stato permesso ai soldati israeliani responsabili del genocidio in Palestina, ma a tenere in piedi i nostri ospedali pubblici, a tentare di dare cure ai cittadini e un po' di respiro al personale, ad alleggerire quelle liste d'attesa sulle quali il governo italiano continua a fingere d'intervenire.</p>
<p class="text-justify">Non permetteremo di trasformare un diritto costituzionale in un tributo di fedeltà agli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify">Non saremo complici del blocco politico ed economico perpetrato dagli Stati Uniti contro Cuba e delle mire imperialistiche di Trump.</p>
<p class="text-justify">𝐆𝐈𝐔̀ 𝐋𝐄 𝐌𝐀𝐍𝐈 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀 𝐄 𝐃𝐀𝐈 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐂𝐈 𝐂𝐔𝐁𝐀𝐍𝐈!</p>
<p class="text-justify">𝐔𝐒𝐁 𝐏𝐈 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀</p>]]></content:encoded>
			
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                    <item>
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                        <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 15:06:46 +0100</pubDate>
                        <title>RIFORMA DELLE PROFESSIONI SANITARIE: L&#039;ENNESIMO INGANNO A &quot;COSTO ZERO&quot; SULLA PELLE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/riforma-delle-professioni-sanitarie-lennesimo-inganno-a-costo-zero-sulla-pelle-dei-lavoratori-e-delle-lavoratrici-1510-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Mentre il governo militarizza la spesa pubblica, ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità viene offerta la chimera dello sviluppo professionale e uno scudo penale che è, nei fatti, la certificazione del fallimento organizzativo. Senza risorse e assunzioni, il DDL 2700 è solo carta straccia</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’enfasi con la quale il Governo Meloni, supportato dal coro della maggioranza e di parte dei sindacati, presenta il Disegno di Legge Delega (A.C. 2700) sulle professioni sanitarie è pari solo alla vacuità delle sue promesse. Ci dicono che questa riforma serve a ridare &quot;attrattività&quot; al Servizio Sanitario Nazionale, a valorizzare le competenze e a proteggere chi lavora in prima linea.</p>
<p>La verità, leggendo tra le righe del testo, è ben diversa. Siamo di fronte all'ennesima operazione di facciata: una riforma senza stanziamenti che pretende di ristrutturare il sistema senza mettere un solo euro sul piatto, continuando sulla linea retta che ha sottratto al SSN 33 miliardi in dodici anni.</p>
<p><strong>La truffa dello &quot;Sviluppo Professionale&quot; senza salario</strong></p>
<p>Il DDL promette l’evoluzione delle competenze: nuovi ruoli per infermieri e tecnici; ulteriori lauree magistrali; la rimozione strutturale del vincolo di esclusività e la garanzia dello scudo penale, entrambi attualmente in regime di proroga; le “ricette” infermieristiche e la trasformazione della medicina generale.</p>
<p>Un tentativo di gratificazione professionale e salariale per pochi, a fronte di un ulteriore colpo di spugna sulle liste d’attesa, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio sanitario pubblico.</p>
<p>Del resto, sappiamo per esperienza che l’utilizzo di parole quali “valorizzazione” e “flessibilità” nel vocabolario della politica, hanno sempre e solo significato maggiore sfruttamento.</p>
<p>Si parla di &quot;skill-mix&quot; e di nuovi modelli organizzativi, ma la realtà è che si cerca di coprire i buchi di organico scaricando parte delle attività su figure professionali diverse, senza un’adeguata formazione e riconoscimento economico. L’articolo 9 del DDL è, del resto, una pietra tombale su ogni speranza: la clausola di invarianza finanziaria impedisce di incentivare realmente le nuove competenze. Regalano l’illusione della carriera per non affrontare il nodo centrale: i salari. Mentre l'inflazione divora il potere d'acquisto e i rinnovi contrattuali sono insultanti o inesistenti, si propone ai lavoratori e alle lavoratrici di farsi carico di maggiori responsabilità in cambio di &quot;gloria&quot; e pacche sulle spalle. È il solito gioco al ribasso per scatenare una guerra tra poveri funzionale a colpire il servizio pubblico.</p>
<p><strong>Lo Scudo Penale: l’ammissione di colpa dello Stato</strong></p>
<p>Il punto più ipocrita della riforma è il cosiddetto &quot;scudo penale&quot;. Il governo limita la punibilità alla sola colpa grave, chiedendo ai giudici di valutare la colpa tenendo conto della &quot;scarsità delle risorse&quot; e delle &quot;carenze organizzative&quot;.</p>
<p>Diciamolo chiaramente: questa non è una tutela per il lavoratore, è l'autoassoluzione dello Stato. Istituzionalizzare la &quot;carenza di risorse&quot; come attenuante significa accettare che lavorare in condizioni disumane, senza personale, senza strumenti e con turni massacranti sia la norma. Invece di rimuovere le cause del rischio clinico – ovvero assumendo personale e investendo in sicurezza – si dice ai professionisti sanitari: &quot;Ti costringiamo a lavorare in un ambiente pericoloso e collassato, ma se succede l'irreparabile, proviamo a non mandarti in galera&quot;. Lo scudo penale diventa così la foglia di fico per coprire le responsabilità politiche di chi ha distrutto la sanità pubblica, legittimando lo stato di abbandono.</p>
<p><strong>Soldi alle armi, briciole alla Sanità</strong></p>
<p>La Fondazione indipendente GIMBE parla di &quot;ultima chiamata&quot; per il SSN e certifica che il rapporto spesa sanitaria/PIL scenderà al 5,8% nel 2028. Di fronte a 5,8 milioni di cittadini che rinunciano alle cure e a liste d'attesa infinite, la risposta non può essere una riforma a costo zero, in un sistema oramai distrutto e cannibalizzato dagli interessi del privato su un bene fondamentale come la salute.</p>
<p>Le priorità di USB sono chiare e inconciliabili con questo DDL:</p>
<p><strong>1</strong>. <strong>Assunzioni stabili subito: </strong>Basta con la precarietà e i gettonisti. Servono piani assunzionali massicci per coprire i vuoti e garantire turni umani, ovviando alle carenze della programmazione formativa per le professioni sanitarie.</p>
<p><strong>2</strong>. <strong>Aumenti salariali veri:</strong> Le condizioni di lavoro reali si migliorano con stipendi europei che rendano attrattivo lavorare in sanità, non con vuote promesse di carriera. I soldi ci sono, basta prenderli dalle spese militari e dai profitti della sanità privata.</p>
<p><strong>3.</strong> <strong>No all'autonomia differenziata:</strong> La riforma aumenta la frammentazione regionale che crea territori di serie A e serie B, aumenta la mobilità sanitaria dei cittadini verso alcune Regioni del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) che allo stesso tempo non riescono più a dare risposte efficaci ai bisogni dei cittadini residenti, mentre si desertifica l’offerta sanitaria pubblica nel Sud.</p>
<p>Questa riforma è un esercizio di stile sulla pelle di chi lavora e su quella dei cittadini.. Non ci presteremo al gioco di chi vuole &quot;efficientare&quot; la miseria. Per USB la strada è una sola: la mobilitazione generale per riprenderci la sanità pubblica, gratuita e universale, contro chi la sta affossando pezzo per pezzo.</p>
<p class="text-right"><strong>USB PI Sanità</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 12:36:36 +0100</pubDate>
                        <title>USB PI Sanità: sulle liste d&#039;attesa mentono tutti sapendo di mentire!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 4&nbsp;febbraio&nbsp;scorso si è tenuto un interessante question time alla Camera dei Deputati, con &nbsp;il Ministro della Salute Schillaci intento a rispondere ad un’interrogazione parlamentare, presentata dall’opposizione, sulle liste d’attesa.</p>
<p><br /> Da una parte il Ministro attribuisce la responsabilità dei tempi di attesa alle Regioni, non prima di aver enunciato il principio “non negoziabile” che la salute non dipende dal portafoglio; dall’altra l’opposizione &nbsp;snocciola i drammatici e conosciuti dati dei circa 6 milioni di persone senza cure, degli oltre 40 miliardi spesi ogni anno dai cittadini, della carenza di personale, del sistematico definanziamento del SSN e denuncia la volontà di “smantellare un sistema eccellente”.<br /> Sembra il giorno della marmotta, dove tutto si ripete sempre uguale all’infinito.</p>
<p><br /> Chissà dove sono stati tutti ‘sti fenomeni negli ultimi 30 anni mentre si aziendalizzava la sanità, sancendo il primato del profitto sulla salute; si &nbsp;manometteva la Costituzione frammentando il SSN in 20 sistemi regionali destinati a creare e alimentare disuguaglianze; si tagliavano posti letto, ospedali e servizi; si foraggiava alacremente il privato, a partire da quello religioso, con i soldi pubblici e la bufala dell’eccellenza; si blindavano le facoltà di medicina e infermieristica e si tagliavano i salari incentivando la fuga dalle professioni sanitarie e dagli ospedali.<br /> E, soprattutto, quando si introduceva colpevolmente nel sistema pubblico l’intramoenia, con la nobile quanto palesemente falsa giustificazione del diritto del cittadino alla libera scelta del medico e che, non solo è diventata l’unica via di accesso al pubblico (per chi può permetterselo!) ma una sorta di recupero salariale per il personale così &nbsp;da integrare, con le tasche dei cittadini, stipendi che rimangono tra i più bassi d’Europa.<br /> Che l’intramoenia sarebbe diventata uno dei principali elementi distorsivi del sistema pubblico, era evidente, creando a caduta effetti sia sulle liste d’attesa che sulla mobilità sanitaria, altro moltiplicatore di disuguaglianza e generatore di profitti per alcune regioni, prevalentemente del nord Italia.<br /> Erano tutti lì, ora al governo ora all’opposizione; tutti attori alternativamente protagonisti e artefici di uno smantellamento già ampiamente realizzato. E sono del resto ancora lì, a governare quelle stesse Regioni che non garantiscono tempi d’attesa compatibili con il diritto alla salute.<br /> Nonostante il Dl liste d’attesa, non esiste ad&nbsp;oggi&nbsp;un sistema di analisi, monitoraggio e controllo dei tempi d’attesa uniforme sul territorio nazionale e le Regioni non inseriscono i dati se non in maniera parziale e in ordine sparso. Nel mentre si moltiplicano i trucchetti adottati per nascondere il problema, il più classico dei quali rimane quello di non far risultare la richieste di visita/esame laddove questa non abbia esito positivo per mancanza di posto.<br /> <br /> Di fronte a questo scenario non bastano più denunce rituali o rimpalli di responsabilità. La difesa del Servizio Sanitario Nazionale non può essere delegata a chi l'ha sistematicamente distrutto.<br /> Serve una mobilitazione larga e consapevole di lavoratrici e lavoratori della sanità, di cittadine e cittadini, per rivendicare un diritto e pretendere un servizio pubblico universale, accessibile, sottratto alle logiche di mercato.<br /> Difendere il SSN&nbsp;oggi&nbsp;significa scegliere da che parte stare: o con il diritto alla salute, o con un sistema che trasforma la malattia in profitto e l’attesa in selezione sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Sanità</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 10:14:08 +0100</pubDate>
                        <title>Lavoro festivo infrasettimanale in ospedale: riconosciute le maggiorazioni. Un’altra vittoria di USB Sanità, si rafforza la battaglia territoriale</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La recente sentenza del Tribunale di Terni che ha riconosciuto le maggiorazioni per il lavoro festivo infrasettimanale in ambito ospedaliero conferma ancora una volta la fondatezza delle rivendicazioni portate avanti da USB Sanità, da anni impegnata nel contrastare interpretazioni penalizzanti e illegittime delle norme contrattuali applicate al personale della sanità pubblica.</p>
<p>Questa importante vittoria si aggiunge a quelle già ottenute da USB in diverse aziende delle Marche, della Sardegna e della Sicilia e rappresenta un ulteriore incentivo a proseguire con determinazione la battaglia sul piano territoriale, a tutela dei diritti economici del personale sanitario.<br /> È necessario ribadire con forza che questa problematica avrebbe dovuto e potuto essere risolta in sede contrattuale. I sindacati firmatari, invece, si sono guardati bene dall’intervenire, producendo un ulteriore danno economico alle lavoratrici e ai lavoratori, già pesantemente colpiti da rinnovi contrattuali inadeguati che hanno determinato una perdita di oltre il 10% del potere d’acquisto.<br /> La sentenza rappresenta un precedente rilevante, destinato ad avere effetti anche in altre realtà territoriali dove il lavoro festivo infrasettimanale continua a non essere correttamente remunerato. Forte di questo risultato, USB avvierà altre vertenze territoriali sulla medesima tematica, con l’obiettivo di estendere il riconoscimento delle maggiorazioni a tutto il personale interessato.<br /> La valorizzazione economica del personale sanitario è un tassello fondamentale per rilanciare l’attrattività del Servizio Sanitario Nazionale, oggi in grave sofferenza a causa della cronica carenza di personale, determinata da stipendi troppo bassi e carichi di lavoro sempre più elevati. Infatti, senza un concreto riconoscimento salariale, il SSN continuerà a perdere professionalità e competenze essenziali.<br /> USB Sanità auspica che, alla luce della giurisprudenza ormai chiaramente favorevole, le Aziende Sanitarie scelgano di evitare costose cause giudiziarie, per le quali molto probabilmente risulteranno soccombenti, aprendo invece un confronto serio e responsabile che riconosca quanto dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori.<br /> USB Sanità continuerà a portare avanti con determinazione questa battaglia, convinta che solo attraverso il conflitto sindacale e la difesa collettiva dei diritti sia possibile restituire dignità e giusto salario al lavoro nella sanità pubblica.<br /> USB Sanità</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 09:06:32 +0100</pubDate>
                        <title>Caso San Raffaele: benvenuti al nord!</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/caso-san-raffaele-benvenuti-al-nord-0911-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>ovvero, come il &quot;sistema lombardo&quot; è diventato un paradigma centrato sul profitto che sta distruggendo ovunque la sanità al servizio della salute. Il nostro editoriale sulla vicenda del San Raffaele</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto accaduto al San Raffaele di Milano non è un episodio isolato, come da molte parti si sta provando a rappresentare, ma è l’ennesima conferma di un sistema sanitario lombardo ormai al limite, compromesso da anni di esternalizzazioni, tagli al personale e scelte politiche che hanno messo al centro il profitto invece della salute. L’USB lo denuncia da tempo, portando alla luce e segnalando agli organismi competenti - su tutti ATS, Ispettorato del lavoro e Procura della Repubblica - criticità che oggi diventano impossibili da ignorare.</p>
<p>La vicenda del San Raffaele, dove personale senza adeguata formazione è stato impiegato in reparti altamente delicati, rappresenta un modello già visto altrove e, va detto senza esitazioni, le responsabilità non sono certo da attribuire prioritariamente alla qualità degli operatori.</p>
<p>L’USB aveva sollevato allarmi simili anche all’ASP Golgi-Redaelli, dove interi reparti sono stati affidati a esternalizzazioni che si sono rivelate un fallimento totale, con gravi disservizi, carenze organizzative e un impatto diretto sulla qualità dell’assistenza ai pazienti, basti ricordarne una su tutte: durante la pandemia da Covid, i decessi nei reparti appaltati sono stati ben quattro volte maggiori rispetto a quelli a gestione interna. Un episodio gravissimo – trattandosi di centinaia di decessi! – che però è stato evidentemente derubricato da tutti gli organismi coinvolti a incidente di percorso, invece che ad un problema strutturale di sistema.</p>
<p>Lo stesso copione si è replicato in altre strutture pubbliche e private, a dimostrazione di quanto la logica dell’appalto sia incompatibile con la cura delle persone e rappresenti oggi il vero cancro in ogni ambito lavorativo, fucina di precariato, disservizi, sfruttamento, profitto ad ogni costo, lesione dei diritti.</p>
<p>Purtroppo il problema in sanità non riguarda solo le esternalizzazioni: anche dove il personale è strutturato, la situazione è ormai al collasso. USB denuncia da anni reparti ospedalieri pubblici in cui due soli infermieri devono gestire di notte trenta o quaranta pazienti, condizioni che mettono a rischio sia la sicurezza dei malati sia l’incolumità degli operatori. A tutto questo si aggiungono reparti chiusi, servizi ridotti all’osso e liste d’attesa interminabili per visite ed esami, che rendono inefficace il diritto alla cura. Ovviamente a beneficiare di questa situazione di dissesto sono gli operatori privati della salute, i falchi che hanno il proprio interesse non nella salute ma nella malattia.</p>
<p>Il caso del San Raffaele è anche altamente rappresentativo di questa strutturazione della sanità che, partendo dalla Lombardia, si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il paese. Non può infatti essere un caso che sia Roberto Maroni che Angelino Alfano, due ministri dello Stato, abbiano ricoperto incarichi di altissimo livello all’interno del Gruppo San Donato, padrone incontrastato della sanità privata lombarda (e non solo). C’è una precisa volontà politica che purtroppo accomuna regioni e coalizioni di centro destra e centro sinistra, in una fanghiglia ormai indistinguibile e lungo una slavina che coinvolge ogni ambito di un Paese che in tre decenni si è privato di un ruolo di ogni asset strategico - energia, comunicazioni, trasporti, acciaio, solo per citarne alcuni - e che adesso sta smantellando anche il sistema sanitario, mettendolo a profitto conto terzi.</p>
<p>La crisi si estende anche ai servizi non clinici: mense, manutenzioni, uffici tecnici, pulizie, laboratori. L’USB ha più volte denunciato come gli appalti al massimo ribasso e la riduzione del personale abbiano compromesso l’efficienza e la sicurezza, generando continui disservizi e ulteriori criticità per l’intero sistema ospedaliero.</p>
<p>A peggiorare il quadro la difficoltà a reperire personale, un fenomeno ormai incontestabile. I motivi sono chiari: lo smantellamento progressivo della sanità pubblica, i salari bassissimi prodotti anche da rinnovi contrattuali insufficienti ed erosi dall’inflazione, la mancata valorizzazione delle professionalità e carichi di lavoro insostenibili hanno spinto migliaia di infermieri, OSS e tecnici a cambiare mestiere o a emigrare all’estero. Questo avviene in un quadro generale ancora più allarmante che vede ogni anno centinaia di migliaia di giovani, per lo più laureati, lasciare un paese nel quale le prospettive spesso si riducono ad un precariato povero e perenne.</p>
<p>Ormai da anni denunciamo anni queste responsabilità politiche, additando anche quelle di alcune sigle sindacali complici nel creare condizioni che hanno impoverito ulteriormente la categoria e reso la professione sempre meno attrattiva.</p>
<p>Per l’USB, la direzione è chiara e non più rimandabile: investire nel personale, garantire rinnovi contrattuali nazionali finalmente adeguati, stabilizzare il lavoro, rafforzare la formazione, riconoscere le competenze e fermare la spirale di esternalizzazioni e appalti che stanno distruggendo la qualità dell’assistenza. Ma soprattutto porre un freno al degrado che sta facendo smottare la sanità pubblica ed il diritto alla salute ad essa connesso, verso un inferno che risponde solo alla logica del profitto. Questo va fatto mettendo regole chiare, ferree e incentrate sul diritto alla salute e riducendo la quota di prestazioni sanitarie accreditate ad operatori privati che nella nostra regione ha ormai superato il 50%.</p>
<p>In questo senso, il caso San Raffaele, come quello del Golgi-Redaelli e di molte altre strutture lombarde, deve diventare il punto di svolta.</p>
<p>Ricordiamo che per effettuare una visita medica o qualunque prestazione sanitaria, anche in Lombardia si attende per lunghi mesi e che a tutt’oggi gli impegni in tal senso di politici e amministratori regionali della sanità si sono rivelati solo una grande montagna di menzogne per continuare a distruggere il giochino a favore degli “amici”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SANITA'</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:22:50 +0100</pubDate>
                        <title>Soldi alla sanita’ pubblica non alle armi  assunzioni non bombe. 28 novembre sciopero generale</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/soldi-alla-sanita-pubblica-non-alle-armi-assunzioni-non-bombe-28-novembre-sciopero-generale-1029.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>28 novembre sciopero generale
29 novembre manifestazione nazionale a Roma
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la partecipazione straordinaria alle mobilitazioni di settembre e ottobre contro il genocidio in Palestina e contro la guerra, è di nuovo il momento di scioperare e di scendere in piazza <strong>contro una legge di bilancio che taglia i servizi e condanna gli stipendi dei dipendenti pubblici ad anni di perdita del potere d’acquisto</strong>, per continuare sulla strada del riarmo e dell’aumento delle spese militari.</p>
<p>La recente, definitiva, firma del contratto 2022/2024 della sanità <strong>ha lasciato sul terreno un meno 10%, che non verrà mai più recuperato</strong> e che si somma alle perdite già subite a causa del reiterato blocco dei contratti, mentre l’apertura del nuovo contratto conta su risorse predeterminate in legge di bilancio, a prescindere dal tasso di inflazione che già si preannuncia più alto di quanto stanziato. Insomma, i prezzi dei generi di consumo continuano a salire e gli stipendi a scendere.</p>
<p>Con la busta paga di novembre i Sanitari <strong>potranno verificare a quanto ammontano realmente gli aumenti, confrontarli col carrello della spesa e il costo delle bollette e ringraziare quei sindacati che con la loro sottoscrizione si sono resi responsabili e complici di tale ingiustizia</strong>.</p>
<p>Una legge di bilancio che sul fronte fiscale, detassazioni e riduzione IRPEF, aumenta le diseguaglianze <strong>favorendo i ricchi ed elargendo briciole agli altri mentre porta la spesa sanitaria, per la prima volta nella storia, sotto il 6% del PIL</strong> che, tradotto, significa meno servizi, meno accesso alle cure e aumento esponenziale delle persone che non potranno curarsi per problemi economici.</p>
<p>Non siamo neanche più i soli a dirlo visto il “fuoco amico” che si è abbattuto sul governo da parte della <strong>Banca d’Italia, della Corte dei Conti, dell’ISTAT, del CNEL e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che, in audizione al Senato, hanno sottolineato, all’unisono, come questa legge di bilancio favorisca i redditi più alti e metta in discussione i pilastri del welfare come pensioni, sanità e assistenza</strong>.</p>
<p>Una manovrina leggera di soli 18 miliardi, il minimo indispensabile solo per la sanità, per liberare risorse ben più pesanti per le armi e per le guerre.</p>
<p><strong>Sul versante assunzioni si sfiora il ridicolo, con la previsione di circa 6000 assunzioni di Infermieri (e non solo) a fronte di una carenza stimata in circa 250.000 unità e un precariato diffuso ancora in cerca di stabilizzazione</strong>.</p>
<p>Contro il riarmo e la guerra, per la Palestina libera; contro le diseguaglianze, per un rinnovo del contratto che preveda aumenti veri, per il rilancio della sanità pubblica noi il <strong><u>28 novembre</u></strong> <strong><u>SCIOPERIAMO</u></strong> e il <strong>29 novembre</strong> saremo a <strong>Roma</strong> per una grande <strong>manifestazione</strong> popolare.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Oct 2025 20:58:34 +0100</pubDate>
                        <title>Contratto Sanità: definitiva la firma di un contratto a perdere. USB: La mobilitazione continua.</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/contratto-sanita-definitiva-la-firma-di-un-contratto-a-perdere-usb-la-mobilitazione-continua-2104.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la firma definitiva del contratto - cisl, fials, nursind e nursing up -, hanno sancito la perdita del 10% del potere d'acquisto degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità pubblica e stabilito che non sono più i contratti a restituire dignità ai salari e a condizioni di lavoro sempre più proibitive ma che se vogliono recuperare salario i lavoratori e le lavoratrici devono affidarsi a straordinari e prestazioni aggiuntive. In un colpo solo dunque i firmatari sono riusciti ad impoverire i Sanitari, ad incentivare il lavoro a cottimo e a rendere inutile la funzione di un sindacato degno di questo nome.</p>
<p>Con un contratto così la fuga dagli ospedali e dalle università è assicurata, con buona pace di quei circa 6 milioni di cittadini che non hanno accesso alle cure.</p>
<p>Mentre ribadiscono di aver firmato il &quot;miglior contratto possibile&quot; senza essersi mai mobilitati per ottenere maggiori risorse, il governo ha deciso lo stanziamento di 40 miliardi annui in più per il riarmo a fronte dei 7,7 miliardi destinati alla sanità nel prossimo triennio e che faranno scendere a fine triennio, per la prima volta, la spesa sanitaria al di sotto del 6% del PIL a fronte di un 5% destinato alle spese militari Dimostrando così, ancora una volta, che i soldi ci sono ma vengono destinati alla guerra e non alla sanità e allo stato sociale.</p>
<p>Ma le piazze dell’ultimo mese, a partire dallo sciopero generale del 22 settembre, animate dalla presenza di tanti Sanitari, non ci parlano solo di solidarietà al popolo Palestinese vittima di genocidio, ma di un ritrovato protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici di questo Paese.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Per USB la mobilitazione contro una legge di bilancio ingiusta, che penalizza la sanità in favore del riarmo, per rivendicare il diritto alla salute, al lavoro e a salari dignitosi, continua con lo sciopero generale del prossimo 28 novembre.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:50:11 +0200</pubDate>
                        <title>Regione Lombardia arriva la super intramoenia: ancora una volta il profitto prima del diritto alla salute</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la <strong>Delibera di Giunta Regionale n. 4986 del 15 settembre 2025,</strong> la Regione Lombardia compie un ulteriore passo verso la <strong>privatizzazione definitiva del Servizio Sanitario Regionale</strong>, obbligando ospedali e servizi ambulatoriali delle ASST a mettere le proprie prestazioni a disposizione di <strong>assicurazioni, mutue e fondi di welfare aziendale.</strong></p>
<p>Dietro l’apparente volontà di “ampliare l’offerta” e “dare respiro ai bilanci” delle strutture pubbliche, si nasconde l’ennesimo tassello di un progetto ideologico che da anni mina le basi del sistema sanitario pubblico e universalistico. La Regione conferma la propria visione distorta di <strong>“equivalenza” tra sanità pubblica e privata accreditata,</strong> cancellando nei fatti la funzione pubblica del Servizio Sanitario e piegandolo a logiche di mercato e profitto.</p>
<p>Questa decisione arriva<strong> in mezzo a una delle crisi più gravi della sanità italiana:</strong><br /> non si trovano più infermieri, tecnici e medici disposti a lavorare nel pubblico; le iscrizioni ai corsi universitari sanitari sono in calo costante; i<strong> salari bassi e i carichi di lavoro insostenibili </strong>spingono molti professionisti a lasciare la professione o a fuggire all’estero.</p>
<p>I<strong> contratti nazionali da fame </strong>e il <strong>caro–affitti</strong> nelle grandi città rendono impossibile vivere dignitosamente con uno stipendio pubblico. In questo contesto di crisi profonda, la Regione Lombardia sceglie di <strong>favorire il profitto e le assicurazioni, </strong>invece di affrontare le cause strutturali del collasso del sistema.</p>
<p>Con questa manovra, chi dispone di <strong>polizze sanitarie, mutue aziendali o welfare integrativo </strong>potrà accedere più rapidamente anche alle strutture pubbliche, “saltando la fila” rispetto a chi non ha le stesse possibilità economiche. Si crea così una <strong>sanità a due velocità</strong>, dove i lavoratori e le famiglie con redditi medio-bassi restano intrappolati in liste d’attesa infinite, mentre chi può permetterselo ottiene prestazioni in tempi brevi, anche nel pubblico, ma <strong>pagando tramite assicurazioni o fondi privati.</strong></p>
<p>Gli operatori sanitari - che anche in questa tornata contrattuale vedono il potere d’acquisto ridursi di un ulteriore 10% a causa delle scelte scellerate del Governo che investe in armamenti tagliando ancora la spesa sanitaria&nbsp; - rischiano di essere attratti da compensi aggiuntivi per queste nuove prestazioni “integrative”, col rischio che per “sopravvivere” tendano a&nbsp; privilegiare queste attività, sottraendo tempo e risorse all’assistenza ordinaria.<br /> Il risultato sarà duplice: <strong>ulteriore peggioramento dei servizi per i cittadini e nessun piano di assunzioni, </strong>se non per far fronte alla burocrazia generata dai nuovi rapporti con assicurazioni e mutue, con lo Stato a fare da segreteria agli interessi di soggetti privati.</p>
<p>Non si tratta di una misura neutra: è una <strong>scelta politica chiara e coerente con l’indirizzo del Governo nazionale</strong>, che anche nella prossima <strong>legge di bilancio</strong> continua a salvaguardare i privilegi dei più ricchi, tagliando su sanità, scuola e welfare e regalando gran parte di queste risorse all’industria bellica. È la fotografia di un Paese dove chi ha di più riceve sempre di più, e chi vive di lavoro deve accontentarsi di meno diritti, meno salario, meno salute.</p>
<p>Il principio costituzionale di <strong>eguaglianza nell’accesso alle cure (art. 32 Cost.)</strong> viene così calpestato, ancora una volta, dalla Giunta lombarda, in continuità con le scelte degli ultimi trent’anni.</p>
<p>È la resa definitiva a un modello che <strong>sceglie i ricchi e abbandona i poveri,</strong> in un momento in cui migliaia di operatori e cittadini chiedono esattamente l’opposto: più sanità pubblica, più assunzioni, più diritti.</p>
<p>Come organizzazione sindacale ribadiamo la nostra ferma contrarietà a ogni forma di sanità “integrativa” che diventa sostitutiva, e denunciamo la deriva privatizzatrice che sta<strong> </strong>smantellando ciò che resta del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>&nbsp;La salute non è un affare né un privilegio, ma un diritto universale, che deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal reddito o dal contratto di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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