<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
    <rss version="2.0"
         xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
         xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
        <channel>
            <title>Rss Feed sanita.usb.it</title>
            <link>https://sanita.usb.it/</link>
            <description>Le ultime notizie di sanita.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 04:28:37 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Wed, 15 Apr 2026 04:28:37 +0200</lastBuildDate>
            
            <atom:link href="https://sanita.usb.it/rss.feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
            <generator>TYPO3 News extension</generator>
            
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155256</guid>
                        <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:42:51 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI, SANITA’: LA REGIONE LAZIO OBBLIGHI LE AZIENDE ALL’APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L’EROGAZIONE DEI BUONI PASTO</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-sanita-la-regione-lazio-obblighi-le-aziende-allapplicazione-del-regolamento-per-lerogazione-dei-buoni-pasto-1649.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lazio a Giugno del 2025 ha prodotto un regolamento sull’erogazione dei buoni pasto per tutti coloro i quali non hanno il servizio mensa garantito all’interno del proprio servizio.&nbsp;</p>
<p>Nonostante il buono pasto sostitutivo della mensa sia previsto dal contratto nazionale e ribadito da numerose sentenze di Cassazione, tale diritto per gli Operatori sanitari del Lazio non è esigibile perché il Regolamento è rimasto lettera morta.</p>
<p>Nel frattempo gli stessi sindacati firmatari del contratto anziché lottare per l’aumento del buono pasto, fermo ad un anacronistico valore di 5,16 – con i quali non si compra più neanche un panino! -, per esigere il rispetto del CCNL e, infine, per far applicare il regolamento della Regione Lazio che prevede l’erogazione del buono pasto dalle 6 ore lavorative, intentano cause continue che sono sì vincenti, per il risarcimento del pregresso ma che oltre a far perdere soldi ai lavoratori e alle lavoratrici non mettono in regola il presente.</p>
<p>Ora, sull’utilizzo delle cause legali come mezzo per rafforzare una battaglia sindacale noi non abbiamo nulla in contrario ma quando le cause diventano il fine e chi le intenta deroga alla battaglia sindacale e/o all’applicazione di un regolamento che garantisce il&nbsp; buono pasto,&nbsp; allora diventa lecito pensare che più che far valere un diritto del lavoratore e della lavoratrice la causa legale rappresenti in realtà un mercimonio utile per fare cassa e tenere vincolati a sé gli iscritti in un circolo vizioso senza fine.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici della sanità del Lazio hanno diritto al buono pasto che, peraltro, rappresenta una parte di salario indiretto irrinunciabile in un periodo nel quale il costo della vita è schizzato alle stelle a causa delle guerre e della crisi energetica e&nbsp; della prevista conseguente crescita dell’inflazione che inciderà ulteriormente sul potere d’acquisto dei salari.</p>
<p>La soluzione non può essere lasciata alle cause individuali, che oltretutto generano un meccanismo discriminate tra lavoratori, ma deve vedere il riconoscimento di un diritto collettivo, valido per tutte e tutti.</p>
<p><strong>Diffidiamo la Regione Lazio dal procrastinare ulteriormente l’applicazione del Regolamento sui buoni pasto e inviamo tutti gli altri Sindacati ad unirsi a noi in questa richiesta per garantire e tutelare le migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità regionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vuoi rivendicare il diritto al buono pasto, e agli arretrati, insieme a noi? scrivici su <a href="mailto:sanita@usb.it">sanita@usb.it</a>&nbsp;</strong></h3>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/c/5/csm_bp_49cc536708.png" length="402949" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155127</guid>
                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:01:38 +0100</pubDate>
                        <title>USB chiede alla Regione Lazio la proroga delle graduatorie della sanità. </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-chiede-alla-regione-lazio-la-proroga-delle-graduatorie-della-sanita-1858.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Non possiamo permetterci di perdere migliaia di infermieri idonei pronti ad essere assunti!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB ha inviato al Consiglio regionale del lazio una proposta di legge per la proroga delle graduatorie del SSR.</p>
<p>Le chiamate a singhiozzo e i tempi, spesso molto lunghi, necessari all'assunione degli idonei nelle graduatorie non sono compatibili con la durata di due anni prevista dalla normativa generale ed è per questo che come USB ci siamo prodigati ad inviare al Consiglio Regionale la documentazione necessaria per poter emettere, in tempi brevi, una legge regionale che aumenti la durata delle graduatorie attualmente attive. La procedura, ormai rodata, conforme alle norme nazionali è già stata messa in atto da almeno 6 Regioni in questi ultimi tre anni e per nessuna c'e' stato un intervento limitativo dello Stato proprio nel rispetto delle autonomie regionali sul servizio sanitario.</p>
<p>Ci auguriamo che la Regione Lazio si prenda l'onere di quanto abbiamo richiesto considerato che la graduatoria infermieri è in scadenza a settembre 2026 e ancora ci sono c.a. 5mila idonei da poter assumere... Far decadere 5mila infermieri quando li stiamo cercando in giro per il mondo sarebbe veramente lontana da qualunque strategia politica ma soprattutto sanitaria. Questa proroga gioverebbe anche alla graduatoria degli OSS che, nonostante la scadenza non sia così vicina, scorre ancora più lentamente e alle altre decine di graduatorie di diversi profili professionali attualmente attive nelle varie Aziende sanitarie.</p>
<p>Qualche &quot;voce di corridoio&quot; ci dice che al Consiglio Regionale si stia preparando la legge...aspettiamo con ansia che qualcuno faccia il grande passo!</p>
<p>Se vuoi saperne di più contattaci <a href="mailto:sanita@usb.it">sanita@usb.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/PROROGA_GRADUATORIE_E_ASSUNZIONI_SUBITO_LA_SANITA%E2%80%99_del_LAZIO_NE_HA_BISOGNO_.png" length="449201" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155126</guid>
                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 17:53:37 +0100</pubDate>
                        <title>LA FIALS PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-fials-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio-1757.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Fials ci diffida (mecojoni, direbbe il vicequestore Rocco Schiavone!) dal continuare a denunciare l’illegittimità dell’incarico di coordinatrice RSU protempore a persona che detiene un incarico formale dentro la segreteria provinciale di un partito politico perché, a detta loro, non sussistono i requisiti per tale incompatibilità nell’Accordo Collettivo Nazionale Quadro (ACNQ) del 12 aprile 2022, che recita: “La carica di componente della RSU è incompatibile con qualsiasi altra carica in organismi istituzionali o carica esecutiva in partiti e/o movimenti politici”.</p>
<p>Le possibilità sono quindi due: o questi fini giuristi della FIALS diffidandoci intendono sostenere che la segreteria di un partito politico, che per antonomasia è un organismo esecutivo, non svolge in realtà questa funzione o, in alternativa, che la coordinatrice protempore della RSU sia stata eletta sì in un organismo esecutivo, ma che questo esegue a sua insaputa. Siccome la prima tesi è improbabile, prendiamo atto che la coordinatrice della RSU a detta della FIALS, siede in un esecutivo di un partito politico, senza eseguire nulla. Un’ipotesi bizzarra, il cui accertamento qualcuno sarà costretto prima o poi a fare per non compromettere la legittimità di eventuali accordi tra la RSU e l’Amministrazione.</p>
<p><strong>Un’ipotesi che al momento, in effetti, non si pone visto che la coordinatrice non riunisce la RSU dal lontano 10 febbraio!</strong></p>
<p>Noi, comunque, siamo affascinati dalla paraculaggine con la quale la FIALS legge e interpreta le norme, come quando, alla scorsa tornata elettorale della RSU escluse arbitrariamente la USB dalla delegazione trattante, nonostante un regolamento chiaro come il sole, definito in sede ARAN; salvo poi essere costretti alla reintegra dei delegati di USB e al pagamento delle spese legali per disposizione del giudice.</p>
<p>Chiudiamo, per ora, questa partita stucchevole nella quale – se&nbsp;non altro per dignità sindacale – la coordinatrice protempore si sarebbe dovuta già dimettere di suo o sollecitata dal suo stesso sindacato: quella stessa FIALS che rivendica nel suo statuto di essere apartitica e apolitica. Restiamo convinti che servirebbe un po’ più di serietà e un po’ meno spocchia per rappresentare i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici alle prese con stipendi tra i più bassi d’Europa – grazie a chi firma contratti a perdere -, carichi di lavoro insostenibili, impossibilità di usufruire dei più elementari diritti, le ferie ad es., a causa della carenza di personale, la precarietà, la sicurezza nel luogo di lavoro.</p>
<p>Cagliari, 25/03/2026</p>
<p><strong>USB PI Sanità - Arnas Brotzu</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/brotzu.jpg" length="157933" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154970</guid>
                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:15:59 +0100</pubDate>
                        <title>Proclamazione dello “Stato di agitazione del Personale” all’ospedale di Terni:  la dignità non è in vendita!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/proclamazione-dello-stato-di-agitazione-del-personale-allospedale-di-terni-la-dignita-non-e-in-vendita-1617.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Sindacale di Base segnala la mancata convocazione da parte della Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni. La grave ed inspiegabile chiusura ad un incontro sulle problematiche segnalate e alle possibili soluzioni ci ha costretto all’indizione dello Stato di agitazione e al coinvolgimento del Prefetto. Quello della D.G. è un atteggiamento tanto inaccettabile quanto dannoso per la salvaguardia della Salute Pubblica nel territorio!</p>
<p>La situazione all’interno dell'ospedale di Terni è nel caos operativo e ha ormai superato il livello di guardia. Come USB, non possiamo più tollerare un modello organizzativo che scarica interamente sulle spalle dei lavoratori e dei pazienti le inefficienze di una gestione miope e strutturalmente carente.</p>
<p>​</p>
<p>​<u>Accordi e disposizioni aziendali ignorati</u>.</p>
<p>​Denunciamo con forza il sistematico mancato rispetto delle disposizioni che la stessa Azienda ha emanato. Le procedure interne e i protocolli di sicurezza vengono troppo spesso accantonati in nome dell'emergenza continua, creando un clima di incertezza normativa e operativa. I lavoratori non possono essere chiamati a interpretare le regole a seconda della convenienza del momento dei singoli&nbsp; responsabili.</p>
<p>​</p>
<p><u>Carenza di personale: un’emergenza cronica</u>.</p>
<p>​La cronica mancanza di organico sta portando i servizi al collasso. I carichi di lavoro sono diventati insostenibili, costringendo il personale a ritmi frenetici che mettono a rischio non solo la qualità del servizio, ma anche la salute psicofisica dei dipendenti. Non si tratta più di &quot;picchi di lavoro&quot;, ma di una condizione ordinaria fondata sul sacrificio dei dipendenti.</p>
<p>A tal proposito vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine ed ammirazione per tutto il personale dell’Azienda Ospedaliera di Terni, che, in una situazione di estremo disagio, ha saputo mantenere lucidità, professionalità e soprattutto una encomiabile umanità nei confronti dei pazienti.</p>
<p>E’ giunta l’ora che la Presidente della Giunta regionale, dopo le promesse, proceda alle assunzioni “indispensabili” e al rafforzamento delle strutture territoriali (tutt’ora non pervenute), a Terni come in tutta l’Umbria, per ridare ossigeno alla Sanità Pubblica e per invertire, con atti concreti, lo smantellamento della cura della Salute!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u>Forte pressione lavorativa e psicologica</u>.</p>
<p>​A peggiorare il quadro, invece di cercare di mitigare gli effetti della carenza di organico, è l’invasione nella vita privata: reperibilità di fatto mai contrattualizzata, messaggi e chiamate fuori dall'orario di servizio sono diventati la norma.</p>
<p>​Il diritto alla disconnessione è un pilastro della dignità lavorativa. Non accetteremo che la tecnologia diventi il guinzaglio elettronico con cui l'Azienda tiene in ostaggio il tempo libero dei lavoratori. Essere &quot;sempre connessi&quot; significa essere sempre al lavoro, e questo è un abuso che va fermato immediatamente.​</p>
<p>A nostro parere &quot;Il diritto alla disconnessione per chi lavora in sanità è un diritto alla salute&quot;. &quot;Non è ammissibile che si utilizzino strumenti non ufficiali per le comunicazioni fuori dall'orario di servizio. Il tempo libero e il recupero psicofisico sono sacri e indispensabili per garantire cure appropriate e sicure.&quot;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​<u>Come USB non ci rassegneremo mai alle politiche del Governo nazionale che aumenta notevolmente la spesa per le armi ma non eroga le risorse necessarie per la Sanità e ad un sistema cannibalizzato dagli interessi del privato su un bene fondamentale come la Salute</u>. Perciò esigiamo:</p><ul> 	<li> 	<p>​​Un Piano straordinario di assunzioni per colmare i vuoti d'organico.</p> 	</li> 	<li> 	<p>L’immediata e totale cessazione di metodiche del tutto inappropriate nei confronti dei dipendenti.</p> 	</li> 	<li> 	<p>​Il rispetto rigoroso degli accordi e delle disposizioni aziendali vigenti.</p> 	</li> 	<li> 	<p>​Il Protocollo sulla disconnessione; garanzie reali che tutelino il riposo e la vita privata, con sanzioni per chi viola la sfera extra-lavorativa dei dipendenti.</p> 	</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p>​In assenza di un riscontro tangibile e dell'apertura di un tavolo di confronto serio da parte dell'azienda, la USB proclama lo stato di agitazione di tutto il personale, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa di lotta necessaria a salvaguardare una Sanità Pubblica che garantisca diritti per lavoratrici e lavoratori nonché cure di qualità alla collettività.</p>
<p>​</p>
<p>Terni, 11/03/2026</p>
<p>​</p>
<p>Legale Rappresentante USB PI Umbria</p>
<p>Ettore Magrini&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/LOGO_USB_PI_a53435.png" length="53248" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154923</guid>
                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:10:58 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea Retribuita con Presidio Lavoratori e Lavoratrici Sanitaservice ASL TA Giovedì 12 Marzo 2026 </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/assemblea-retribuita-con-presidio-lavoratori-e-lavoratrici-sanitaservice-asl-ta-giovedi-12-marzo-2026-1412.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un vero e proprio attacco alla Sanitaservice &nbsp;di Taranto. Le accuse rivolte agli operatori del CUP e dell'anagrafe sanitaria della ASL, la conseguente gogna mediatica da loro subita e le numerose inesattezze diffuse rispetto alle assunzioni e all'operato di tutto il personale in forza presso la Sanitaservice di Taranto, sono un becero tentativo di screditare la funzionalità e la tenuta non solo della società in house ionica, ma di tutte quelle che sono presenti sul territorio regionale.<br /> Riteniamo tutto ciò un chiaro tentativo di ritorno al passato e all'affidamento dei servizi ai privati, da parte di alcuni nostalgici della politica locale e regionale.<br /> Per questo, proclamiamo lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Sanitaservice Asl Ta e la conseguente possibilità di indire azioni di sciopero qualora la Asl di Taranto, le istituzioni locali e la politica regionale non decidano di affrontare in maniera definitiva ed immediata alcune questioni ad&nbsp;oggi&nbsp;ancora sospese, come per esempio:<br /> <br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Corretto inquadramento economico degli operatori CUP discriminati rispetto ai colleghi delle altre province.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Ampliamento orario per i lavoratori ad&nbsp;oggi&nbsp;ancora part-time involontari.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Carenza di personale nella commessa CUP e Anagrafe sanitaria.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Riconoscimento delle indennità di pronto soccorso per gli operatori del&nbsp;SET 118&nbsp;e dell'ausiliariato impegnati nell'emergenza/urgenza.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Condizioni di lavoro precarie, assenza di attrezzature idonee e necessarie per lo svolgimento dell'attività lavorativa.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro.<br /> <br /> Per questi motivi, il 12&nbsp;marzo&nbsp;a partire dalle ore 13:00, saremo presenti in presidio sotto la ASL Ta in difesa della Sanitaservice.<br /> <br /> USB COORDINAMENTO SANITA’ PRIVATA</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/Unione_Sindacale_di_Base_logo.png" length="217101" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154834</guid>
                        <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 17:18:48 +0100</pubDate>
                        <title>𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐁𝐑𝐄𝐒𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐃𝐄 𝐖𝐀𝐒𝐇𝐈𝐍𝐆𝐓𝐎𝐍!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/%F0%9D%90%92%F0%9D%90%94%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80-%F0%9D%90%92%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%88%F0%9D%90%93%F0%9D%90%80%CC%80-%F0%9D%90%82%F0%9D%90%80%F0%9D%90%8B%F0%9D%90%80%F0%9D%90%81%F0%9D%90%91%F0%9D%90%84%F0%9D%90%92%F0%9D%90%84-%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%8D-%F0%9D%90%83%F0%9D%90%84%F0%9D%90%82%F0%9D%90%88%F0%9D%90%83%F0%9D%90%84-%F0%9D%90%96%F0%9D%90%80%F0%9D%90%92%F0%9D%90%87%F0%9D%90%88%F0%9D%90%8D%F0%9D%90%86%F0%9D%90%93%F0%9D%90%8E%F0%9D%90%8D-1723.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Le pressioni politiche e le minacce di sanzioni esercitate dagli emissari di Trump sulla Regione Calabria per la presenza dei medici cubani sono irricevibili! Come è, del resto, inqualificabile che il governatore Occhiuto si sia piegato ai diktat statunitensi, pur sapendo di mettere in grave pericolo la salute e le cure dei cittadini calabresi, tra i primi in Italia a dover ricorrere alla mobilità sanitaria verso altre Regioni.</p>
<p class="text-justify">La visita degli incaricati americani a Occhiuto non è stata un semplice incontro istituzionale, ma una vera e propria ingerenza politica e un attacco alla sovranità del nostro Paese, consumati nel silenzio di un governo per il quale appare evidentemente normale che a decidere sul diritto alla salute dei cittadini italiani sia direttamente il governo degli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify">In Calabria operano oggi circa 400 medici cubani, che sarebbero dovuti arrivare a un migliaio entro fine anno e senza i quali gli ospedali della Calabria, dove i concorsi continuano ad andare deserti, rischiano il collasso. Non sono qui in vacanza premio, come è vergognosamente stato permesso ai soldati israeliani responsabili del genocidio in Palestina, ma a tenere in piedi i nostri ospedali pubblici, a tentare di dare cure ai cittadini e un po' di respiro al personale, ad alleggerire quelle liste d'attesa sulle quali il governo italiano continua a fingere d'intervenire.</p>
<p class="text-justify">Non permetteremo di trasformare un diritto costituzionale in un tributo di fedeltà agli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify">Non saremo complici del blocco politico ed economico perpetrato dagli Stati Uniti contro Cuba e delle mire imperialistiche di Trump.</p>
<p class="text-justify">𝐆𝐈𝐔̀ 𝐋𝐄 𝐌𝐀𝐍𝐈 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀 𝐄 𝐃𝐀𝐈 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐂𝐈 𝐂𝐔𝐁𝐀𝐍𝐈!</p>
<p class="text-justify">𝐔𝐒𝐁 𝐏𝐈 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/642770595_1526061906190140_8627669683055185314_n.jpg" length="160659" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154802</guid>
                        <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 15:06:46 +0100</pubDate>
                        <title>RIFORMA DELLE PROFESSIONI SANITARIE: L&#039;ENNESIMO INGANNO A &quot;COSTO ZERO&quot; SULLA PELLE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/riforma-delle-professioni-sanitarie-lennesimo-inganno-a-costo-zero-sulla-pelle-dei-lavoratori-e-delle-lavoratrici-1510-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Mentre il governo militarizza la spesa pubblica, ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità viene offerta la chimera dello sviluppo professionale e uno scudo penale che è, nei fatti, la certificazione del fallimento organizzativo. Senza risorse e assunzioni, il DDL 2700 è solo carta straccia</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’enfasi con la quale il Governo Meloni, supportato dal coro della maggioranza e di parte dei sindacati, presenta il Disegno di Legge Delega (A.C. 2700) sulle professioni sanitarie è pari solo alla vacuità delle sue promesse. Ci dicono che questa riforma serve a ridare &quot;attrattività&quot; al Servizio Sanitario Nazionale, a valorizzare le competenze e a proteggere chi lavora in prima linea.</p>
<p>La verità, leggendo tra le righe del testo, è ben diversa. Siamo di fronte all'ennesima operazione di facciata: una riforma senza stanziamenti che pretende di ristrutturare il sistema senza mettere un solo euro sul piatto, continuando sulla linea retta che ha sottratto al SSN 33 miliardi in dodici anni.</p>
<p><strong>La truffa dello &quot;Sviluppo Professionale&quot; senza salario</strong></p>
<p>Il DDL promette l’evoluzione delle competenze: nuovi ruoli per infermieri e tecnici; ulteriori lauree magistrali; la rimozione strutturale del vincolo di esclusività e la garanzia dello scudo penale, entrambi attualmente in regime di proroga; le “ricette” infermieristiche e la trasformazione della medicina generale.</p>
<p>Un tentativo di gratificazione professionale e salariale per pochi, a fronte di un ulteriore colpo di spugna sulle liste d’attesa, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio sanitario pubblico.</p>
<p>Del resto, sappiamo per esperienza che l’utilizzo di parole quali “valorizzazione” e “flessibilità” nel vocabolario della politica, hanno sempre e solo significato maggiore sfruttamento.</p>
<p>Si parla di &quot;skill-mix&quot; e di nuovi modelli organizzativi, ma la realtà è che si cerca di coprire i buchi di organico scaricando parte delle attività su figure professionali diverse, senza un’adeguata formazione e riconoscimento economico. L’articolo 9 del DDL è, del resto, una pietra tombale su ogni speranza: la clausola di invarianza finanziaria impedisce di incentivare realmente le nuove competenze. Regalano l’illusione della carriera per non affrontare il nodo centrale: i salari. Mentre l'inflazione divora il potere d'acquisto e i rinnovi contrattuali sono insultanti o inesistenti, si propone ai lavoratori e alle lavoratrici di farsi carico di maggiori responsabilità in cambio di &quot;gloria&quot; e pacche sulle spalle. È il solito gioco al ribasso per scatenare una guerra tra poveri funzionale a colpire il servizio pubblico.</p>
<p><strong>Lo Scudo Penale: l’ammissione di colpa dello Stato</strong></p>
<p>Il punto più ipocrita della riforma è il cosiddetto &quot;scudo penale&quot;. Il governo limita la punibilità alla sola colpa grave, chiedendo ai giudici di valutare la colpa tenendo conto della &quot;scarsità delle risorse&quot; e delle &quot;carenze organizzative&quot;.</p>
<p>Diciamolo chiaramente: questa non è una tutela per il lavoratore, è l'autoassoluzione dello Stato. Istituzionalizzare la &quot;carenza di risorse&quot; come attenuante significa accettare che lavorare in condizioni disumane, senza personale, senza strumenti e con turni massacranti sia la norma. Invece di rimuovere le cause del rischio clinico – ovvero assumendo personale e investendo in sicurezza – si dice ai professionisti sanitari: &quot;Ti costringiamo a lavorare in un ambiente pericoloso e collassato, ma se succede l'irreparabile, proviamo a non mandarti in galera&quot;. Lo scudo penale diventa così la foglia di fico per coprire le responsabilità politiche di chi ha distrutto la sanità pubblica, legittimando lo stato di abbandono.</p>
<p><strong>Soldi alle armi, briciole alla Sanità</strong></p>
<p>La Fondazione indipendente GIMBE parla di &quot;ultima chiamata&quot; per il SSN e certifica che il rapporto spesa sanitaria/PIL scenderà al 5,8% nel 2028. Di fronte a 5,8 milioni di cittadini che rinunciano alle cure e a liste d'attesa infinite, la risposta non può essere una riforma a costo zero, in un sistema oramai distrutto e cannibalizzato dagli interessi del privato su un bene fondamentale come la salute.</p>
<p>Le priorità di USB sono chiare e inconciliabili con questo DDL:</p>
<p><strong>1</strong>. <strong>Assunzioni stabili subito: </strong>Basta con la precarietà e i gettonisti. Servono piani assunzionali massicci per coprire i vuoti e garantire turni umani, ovviando alle carenze della programmazione formativa per le professioni sanitarie.</p>
<p><strong>2</strong>. <strong>Aumenti salariali veri:</strong> Le condizioni di lavoro reali si migliorano con stipendi europei che rendano attrattivo lavorare in sanità, non con vuote promesse di carriera. I soldi ci sono, basta prenderli dalle spese militari e dai profitti della sanità privata.</p>
<p><strong>3.</strong> <strong>No all'autonomia differenziata:</strong> La riforma aumenta la frammentazione regionale che crea territori di serie A e serie B, aumenta la mobilità sanitaria dei cittadini verso alcune Regioni del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) che allo stesso tempo non riescono più a dare risposte efficaci ai bisogni dei cittadini residenti, mentre si desertifica l’offerta sanitaria pubblica nel Sud.</p>
<p>Questa riforma è un esercizio di stile sulla pelle di chi lavora e su quella dei cittadini.. Non ci presteremo al gioco di chi vuole &quot;efficientare&quot; la miseria. Per USB la strada è una sola: la mobilitazione generale per riprenderci la sanità pubblica, gratuita e universale, contro chi la sta affossando pezzo per pezzo.</p>
<p class="text-right"><strong>USB PI Sanità</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/IMG-20260224-WA0013.jpg" length="43497" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154626</guid>
                        <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 12:36:36 +0100</pubDate>
                        <title>USB PI Sanità: sulle liste d&#039;attesa mentono tutti sapendo di mentire!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-sanita-sulle-liste-dattesa-mentono-tutti-sapendo-di-mentire-1313.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 4&nbsp;febbraio&nbsp;scorso si è tenuto un interessante question time alla Camera dei Deputati, con &nbsp;il Ministro della Salute Schillaci intento a rispondere ad un’interrogazione parlamentare, presentata dall’opposizione, sulle liste d’attesa.</p>
<p><br /> Da una parte il Ministro attribuisce la responsabilità dei tempi di attesa alle Regioni, non prima di aver enunciato il principio “non negoziabile” che la salute non dipende dal portafoglio; dall’altra l’opposizione &nbsp;snocciola i drammatici e conosciuti dati dei circa 6 milioni di persone senza cure, degli oltre 40 miliardi spesi ogni anno dai cittadini, della carenza di personale, del sistematico definanziamento del SSN e denuncia la volontà di “smantellare un sistema eccellente”.<br /> Sembra il giorno della marmotta, dove tutto si ripete sempre uguale all’infinito.</p>
<p><br /> Chissà dove sono stati tutti ‘sti fenomeni negli ultimi 30 anni mentre si aziendalizzava la sanità, sancendo il primato del profitto sulla salute; si &nbsp;manometteva la Costituzione frammentando il SSN in 20 sistemi regionali destinati a creare e alimentare disuguaglianze; si tagliavano posti letto, ospedali e servizi; si foraggiava alacremente il privato, a partire da quello religioso, con i soldi pubblici e la bufala dell’eccellenza; si blindavano le facoltà di medicina e infermieristica e si tagliavano i salari incentivando la fuga dalle professioni sanitarie e dagli ospedali.<br /> E, soprattutto, quando si introduceva colpevolmente nel sistema pubblico l’intramoenia, con la nobile quanto palesemente falsa giustificazione del diritto del cittadino alla libera scelta del medico e che, non solo è diventata l’unica via di accesso al pubblico (per chi può permetterselo!) ma una sorta di recupero salariale per il personale così &nbsp;da integrare, con le tasche dei cittadini, stipendi che rimangono tra i più bassi d’Europa.<br /> Che l’intramoenia sarebbe diventata uno dei principali elementi distorsivi del sistema pubblico, era evidente, creando a caduta effetti sia sulle liste d’attesa che sulla mobilità sanitaria, altro moltiplicatore di disuguaglianza e generatore di profitti per alcune regioni, prevalentemente del nord Italia.<br /> Erano tutti lì, ora al governo ora all’opposizione; tutti attori alternativamente protagonisti e artefici di uno smantellamento già ampiamente realizzato. E sono del resto ancora lì, a governare quelle stesse Regioni che non garantiscono tempi d’attesa compatibili con il diritto alla salute.<br /> Nonostante il Dl liste d’attesa, non esiste ad&nbsp;oggi&nbsp;un sistema di analisi, monitoraggio e controllo dei tempi d’attesa uniforme sul territorio nazionale e le Regioni non inseriscono i dati se non in maniera parziale e in ordine sparso. Nel mentre si moltiplicano i trucchetti adottati per nascondere il problema, il più classico dei quali rimane quello di non far risultare la richieste di visita/esame laddove questa non abbia esito positivo per mancanza di posto.<br /> <br /> Di fronte a questo scenario non bastano più denunce rituali o rimpalli di responsabilità. La difesa del Servizio Sanitario Nazionale non può essere delegata a chi l'ha sistematicamente distrutto.<br /> Serve una mobilitazione larga e consapevole di lavoratrici e lavoratori della sanità, di cittadine e cittadini, per rivendicare un diritto e pretendere un servizio pubblico universale, accessibile, sottratto alle logiche di mercato.<br /> Difendere il SSN&nbsp;oggi&nbsp;significa scegliere da che parte stare: o con il diritto alla salute, o con un sistema che trasforma la malattia in profitto e l’attesa in selezione sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB P.I. Sanità</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/Screenshot_20260206_120851_com_whatsapp_MediaViewActivity__1_.jpg" length="527921" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154319</guid>
                        <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 10:14:08 +0100</pubDate>
                        <title>Lavoro festivo infrasettimanale in ospedale: riconosciute le maggiorazioni. Un’altra vittoria di USB Sanità, si rafforza la battaglia territoriale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/lavoro-festivo-infrasettimanale-in-ospedale-riconosciute-le-maggiorazioni-unaltra-vittoria-di-usb-sanita-si-rafforza-la-battaglia-territoriale-1015.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La recente sentenza del Tribunale di Terni che ha riconosciuto le maggiorazioni per il lavoro festivo infrasettimanale in ambito ospedaliero conferma ancora una volta la fondatezza delle rivendicazioni portate avanti da USB Sanità, da anni impegnata nel contrastare interpretazioni penalizzanti e illegittime delle norme contrattuali applicate al personale della sanità pubblica.</p>
<p>Questa importante vittoria si aggiunge a quelle già ottenute da USB in diverse aziende delle Marche, della Sardegna e della Sicilia e rappresenta un ulteriore incentivo a proseguire con determinazione la battaglia sul piano territoriale, a tutela dei diritti economici del personale sanitario.<br /> È necessario ribadire con forza che questa problematica avrebbe dovuto e potuto essere risolta in sede contrattuale. I sindacati firmatari, invece, si sono guardati bene dall’intervenire, producendo un ulteriore danno economico alle lavoratrici e ai lavoratori, già pesantemente colpiti da rinnovi contrattuali inadeguati che hanno determinato una perdita di oltre il 10% del potere d’acquisto.<br /> La sentenza rappresenta un precedente rilevante, destinato ad avere effetti anche in altre realtà territoriali dove il lavoro festivo infrasettimanale continua a non essere correttamente remunerato. Forte di questo risultato, USB avvierà altre vertenze territoriali sulla medesima tematica, con l’obiettivo di estendere il riconoscimento delle maggiorazioni a tutto il personale interessato.<br /> La valorizzazione economica del personale sanitario è un tassello fondamentale per rilanciare l’attrattività del Servizio Sanitario Nazionale, oggi in grave sofferenza a causa della cronica carenza di personale, determinata da stipendi troppo bassi e carichi di lavoro sempre più elevati. Infatti, senza un concreto riconoscimento salariale, il SSN continuerà a perdere professionalità e competenze essenziali.<br /> USB Sanità auspica che, alla luce della giurisprudenza ormai chiaramente favorevole, le Aziende Sanitarie scelgano di evitare costose cause giudiziarie, per le quali molto probabilmente risulteranno soccombenti, aprendo invece un confronto serio e responsabile che riconosca quanto dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori.<br /> USB Sanità continuerà a portare avanti con determinazione questa battaglia, convinta che solo attraverso il conflitto sindacale e la difesa collettiva dei diritti sia possibile restituire dignità e giusto salario al lavoro nella sanità pubblica.<br /> USB Sanità</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/b444a238-3220-464e-9434-11a2a426337e.jpg" length="334134" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154233</guid>
                        <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 09:06:32 +0100</pubDate>
                        <title>Caso San Raffaele: benvenuti al nord!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/caso-san-raffaele-benvenuti-al-nord-0911-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>ovvero, come il &quot;sistema lombardo&quot; è diventato un paradigma centrato sul profitto che sta distruggendo ovunque la sanità al servizio della salute. Il nostro editoriale sulla vicenda del San Raffaele</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto accaduto al San Raffaele di Milano non è un episodio isolato, come da molte parti si sta provando a rappresentare, ma è l’ennesima conferma di un sistema sanitario lombardo ormai al limite, compromesso da anni di esternalizzazioni, tagli al personale e scelte politiche che hanno messo al centro il profitto invece della salute. L’USB lo denuncia da tempo, portando alla luce e segnalando agli organismi competenti - su tutti ATS, Ispettorato del lavoro e Procura della Repubblica - criticità che oggi diventano impossibili da ignorare.</p>
<p>La vicenda del San Raffaele, dove personale senza adeguata formazione è stato impiegato in reparti altamente delicati, rappresenta un modello già visto altrove e, va detto senza esitazioni, le responsabilità non sono certo da attribuire prioritariamente alla qualità degli operatori.</p>
<p>L’USB aveva sollevato allarmi simili anche all’ASP Golgi-Redaelli, dove interi reparti sono stati affidati a esternalizzazioni che si sono rivelate un fallimento totale, con gravi disservizi, carenze organizzative e un impatto diretto sulla qualità dell’assistenza ai pazienti, basti ricordarne una su tutte: durante la pandemia da Covid, i decessi nei reparti appaltati sono stati ben quattro volte maggiori rispetto a quelli a gestione interna. Un episodio gravissimo – trattandosi di centinaia di decessi! – che però è stato evidentemente derubricato da tutti gli organismi coinvolti a incidente di percorso, invece che ad un problema strutturale di sistema.</p>
<p>Lo stesso copione si è replicato in altre strutture pubbliche e private, a dimostrazione di quanto la logica dell’appalto sia incompatibile con la cura delle persone e rappresenti oggi il vero cancro in ogni ambito lavorativo, fucina di precariato, disservizi, sfruttamento, profitto ad ogni costo, lesione dei diritti.</p>
<p>Purtroppo il problema in sanità non riguarda solo le esternalizzazioni: anche dove il personale è strutturato, la situazione è ormai al collasso. USB denuncia da anni reparti ospedalieri pubblici in cui due soli infermieri devono gestire di notte trenta o quaranta pazienti, condizioni che mettono a rischio sia la sicurezza dei malati sia l’incolumità degli operatori. A tutto questo si aggiungono reparti chiusi, servizi ridotti all’osso e liste d’attesa interminabili per visite ed esami, che rendono inefficace il diritto alla cura. Ovviamente a beneficiare di questa situazione di dissesto sono gli operatori privati della salute, i falchi che hanno il proprio interesse non nella salute ma nella malattia.</p>
<p>Il caso del San Raffaele è anche altamente rappresentativo di questa strutturazione della sanità che, partendo dalla Lombardia, si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il paese. Non può infatti essere un caso che sia Roberto Maroni che Angelino Alfano, due ministri dello Stato, abbiano ricoperto incarichi di altissimo livello all’interno del Gruppo San Donato, padrone incontrastato della sanità privata lombarda (e non solo). C’è una precisa volontà politica che purtroppo accomuna regioni e coalizioni di centro destra e centro sinistra, in una fanghiglia ormai indistinguibile e lungo una slavina che coinvolge ogni ambito di un Paese che in tre decenni si è privato di un ruolo di ogni asset strategico - energia, comunicazioni, trasporti, acciaio, solo per citarne alcuni - e che adesso sta smantellando anche il sistema sanitario, mettendolo a profitto conto terzi.</p>
<p>La crisi si estende anche ai servizi non clinici: mense, manutenzioni, uffici tecnici, pulizie, laboratori. L’USB ha più volte denunciato come gli appalti al massimo ribasso e la riduzione del personale abbiano compromesso l’efficienza e la sicurezza, generando continui disservizi e ulteriori criticità per l’intero sistema ospedaliero.</p>
<p>A peggiorare il quadro la difficoltà a reperire personale, un fenomeno ormai incontestabile. I motivi sono chiari: lo smantellamento progressivo della sanità pubblica, i salari bassissimi prodotti anche da rinnovi contrattuali insufficienti ed erosi dall’inflazione, la mancata valorizzazione delle professionalità e carichi di lavoro insostenibili hanno spinto migliaia di infermieri, OSS e tecnici a cambiare mestiere o a emigrare all’estero. Questo avviene in un quadro generale ancora più allarmante che vede ogni anno centinaia di migliaia di giovani, per lo più laureati, lasciare un paese nel quale le prospettive spesso si riducono ad un precariato povero e perenne.</p>
<p>Ormai da anni denunciamo anni queste responsabilità politiche, additando anche quelle di alcune sigle sindacali complici nel creare condizioni che hanno impoverito ulteriormente la categoria e reso la professione sempre meno attrattiva.</p>
<p>Per l’USB, la direzione è chiara e non più rimandabile: investire nel personale, garantire rinnovi contrattuali nazionali finalmente adeguati, stabilizzare il lavoro, rafforzare la formazione, riconoscere le competenze e fermare la spirale di esternalizzazioni e appalti che stanno distruggendo la qualità dell’assistenza. Ma soprattutto porre un freno al degrado che sta facendo smottare la sanità pubblica ed il diritto alla salute ad essa connesso, verso un inferno che risponde solo alla logica del profitto. Questo va fatto mettendo regole chiare, ferree e incentrate sul diritto alla salute e riducendo la quota di prestazioni sanitarie accreditate ad operatori privati che nella nostra regione ha ormai superato il 50%.</p>
<p>In questo senso, il caso San Raffaele, come quello del Golgi-Redaelli e di molte altre strutture lombarde, deve diventare il punto di svolta.</p>
<p>Ricordiamo che per effettuare una visita medica o qualunque prestazione sanitaria, anche in Lombardia si attende per lunghi mesi e che a tutt’oggi gli impegni in tal senso di politici e amministratori regionali della sanità si sono rivelati solo una grande montagna di menzogne per continuare a distruggere il giochino a favore degli “amici”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SANITA'</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/8/2/csm_hsr_9ea6a7295d.png" length="245940" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154065</guid>
                        <pubDate>Fri, 21 Nov 2025 10:22:50 +0100</pubDate>
                        <title>Soldi alla sanita’ pubblica non alle armi  assunzioni non bombe. 28 novembre sciopero generale</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/soldi-alla-sanita-pubblica-non-alle-armi-assunzioni-non-bombe-28-novembre-sciopero-generale-1029.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>28 novembre sciopero generale
29 novembre manifestazione nazionale a Roma
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la partecipazione straordinaria alle mobilitazioni di settembre e ottobre contro il genocidio in Palestina e contro la guerra, è di nuovo il momento di scioperare e di scendere in piazza <strong>contro una legge di bilancio che taglia i servizi e condanna gli stipendi dei dipendenti pubblici ad anni di perdita del potere d’acquisto</strong>, per continuare sulla strada del riarmo e dell’aumento delle spese militari.</p>
<p>La recente, definitiva, firma del contratto 2022/2024 della sanità <strong>ha lasciato sul terreno un meno 10%, che non verrà mai più recuperato</strong> e che si somma alle perdite già subite a causa del reiterato blocco dei contratti, mentre l’apertura del nuovo contratto conta su risorse predeterminate in legge di bilancio, a prescindere dal tasso di inflazione che già si preannuncia più alto di quanto stanziato. Insomma, i prezzi dei generi di consumo continuano a salire e gli stipendi a scendere.</p>
<p>Con la busta paga di novembre i Sanitari <strong>potranno verificare a quanto ammontano realmente gli aumenti, confrontarli col carrello della spesa e il costo delle bollette e ringraziare quei sindacati che con la loro sottoscrizione si sono resi responsabili e complici di tale ingiustizia</strong>.</p>
<p>Una legge di bilancio che sul fronte fiscale, detassazioni e riduzione IRPEF, aumenta le diseguaglianze <strong>favorendo i ricchi ed elargendo briciole agli altri mentre porta la spesa sanitaria, per la prima volta nella storia, sotto il 6% del PIL</strong> che, tradotto, significa meno servizi, meno accesso alle cure e aumento esponenziale delle persone che non potranno curarsi per problemi economici.</p>
<p>Non siamo neanche più i soli a dirlo visto il “fuoco amico” che si è abbattuto sul governo da parte della <strong>Banca d’Italia, della Corte dei Conti, dell’ISTAT, del CNEL e dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che, in audizione al Senato, hanno sottolineato, all’unisono, come questa legge di bilancio favorisca i redditi più alti e metta in discussione i pilastri del welfare come pensioni, sanità e assistenza</strong>.</p>
<p>Una manovrina leggera di soli 18 miliardi, il minimo indispensabile solo per la sanità, per liberare risorse ben più pesanti per le armi e per le guerre.</p>
<p><strong>Sul versante assunzioni si sfiora il ridicolo, con la previsione di circa 6000 assunzioni di Infermieri (e non solo) a fronte di una carenza stimata in circa 250.000 unità e un precariato diffuso ancora in cerca di stabilizzazione</strong>.</p>
<p>Contro il riarmo e la guerra, per la Palestina libera; contro le diseguaglianze, per un rinnovo del contratto che preveda aumenti veri, per il rilancio della sanità pubblica noi il <strong><u>28 novembre</u></strong> <strong><u>SCIOPERIAMO</u></strong> e il <strong>29 novembre</strong> saremo a <strong>Roma</strong> per una grande <strong>manifestazione</strong> popolare.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/sanita_sciopero2.png" length="189401" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153828</guid>
                        <pubDate>Mon, 27 Oct 2025 20:58:34 +0100</pubDate>
                        <title>Contratto Sanità: definitiva la firma di un contratto a perdere. USB: La mobilitazione continua.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/contratto-sanita-definitiva-la-firma-di-un-contratto-a-perdere-usb-la-mobilitazione-continua-2104.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la firma definitiva del contratto - cisl, fials, nursind e nursing up -, hanno sancito la perdita del 10% del potere d'acquisto degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità pubblica e stabilito che non sono più i contratti a restituire dignità ai salari e a condizioni di lavoro sempre più proibitive ma che se vogliono recuperare salario i lavoratori e le lavoratrici devono affidarsi a straordinari e prestazioni aggiuntive. In un colpo solo dunque i firmatari sono riusciti ad impoverire i Sanitari, ad incentivare il lavoro a cottimo e a rendere inutile la funzione di un sindacato degno di questo nome.</p>
<p>Con un contratto così la fuga dagli ospedali e dalle università è assicurata, con buona pace di quei circa 6 milioni di cittadini che non hanno accesso alle cure.</p>
<p>Mentre ribadiscono di aver firmato il &quot;miglior contratto possibile&quot; senza essersi mai mobilitati per ottenere maggiori risorse, il governo ha deciso lo stanziamento di 40 miliardi annui in più per il riarmo a fronte dei 7,7 miliardi destinati alla sanità nel prossimo triennio e che faranno scendere a fine triennio, per la prima volta, la spesa sanitaria al di sotto del 6% del PIL a fronte di un 5% destinato alle spese militari Dimostrando così, ancora una volta, che i soldi ci sono ma vengono destinati alla guerra e non alla sanità e allo stato sociale.</p>
<p>Ma le piazze dell’ultimo mese, a partire dallo sciopero generale del 22 settembre, animate dalla presenza di tanti Sanitari, non ci parlano solo di solidarietà al popolo Palestinese vittima di genocidio, ma di un ritrovato protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici di questo Paese.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Per USB la mobilitazione contro una legge di bilancio ingiusta, che penalizza la sanità in favore del riarmo, per rivendicare il diritto alla salute, al lavoro e a salari dignitosi, continua con lo sciopero generale del prossimo 28 novembre.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/IMG-20251027-WA0022.jpg" length="397604" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153793</guid>
                        <pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:50:11 +0200</pubDate>
                        <title>Regione Lombardia arriva la super intramoenia: ancora una volta il profitto prima del diritto alla salute</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/regione-lombardia-arriva-la-super-intramoenia-ancora-una-volta-il-profitto-prima-del-diritto-alla-salute-1001-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con la <strong>Delibera di Giunta Regionale n. 4986 del 15 settembre 2025,</strong> la Regione Lombardia compie un ulteriore passo verso la <strong>privatizzazione definitiva del Servizio Sanitario Regionale</strong>, obbligando ospedali e servizi ambulatoriali delle ASST a mettere le proprie prestazioni a disposizione di <strong>assicurazioni, mutue e fondi di welfare aziendale.</strong></p>
<p>Dietro l’apparente volontà di “ampliare l’offerta” e “dare respiro ai bilanci” delle strutture pubbliche, si nasconde l’ennesimo tassello di un progetto ideologico che da anni mina le basi del sistema sanitario pubblico e universalistico. La Regione conferma la propria visione distorta di <strong>“equivalenza” tra sanità pubblica e privata accreditata,</strong> cancellando nei fatti la funzione pubblica del Servizio Sanitario e piegandolo a logiche di mercato e profitto.</p>
<p>Questa decisione arriva<strong> in mezzo a una delle crisi più gravi della sanità italiana:</strong><br /> non si trovano più infermieri, tecnici e medici disposti a lavorare nel pubblico; le iscrizioni ai corsi universitari sanitari sono in calo costante; i<strong> salari bassi e i carichi di lavoro insostenibili </strong>spingono molti professionisti a lasciare la professione o a fuggire all’estero.</p>
<p>I<strong> contratti nazionali da fame </strong>e il <strong>caro–affitti</strong> nelle grandi città rendono impossibile vivere dignitosamente con uno stipendio pubblico. In questo contesto di crisi profonda, la Regione Lombardia sceglie di <strong>favorire il profitto e le assicurazioni, </strong>invece di affrontare le cause strutturali del collasso del sistema.</p>
<p>Con questa manovra, chi dispone di <strong>polizze sanitarie, mutue aziendali o welfare integrativo </strong>potrà accedere più rapidamente anche alle strutture pubbliche, “saltando la fila” rispetto a chi non ha le stesse possibilità economiche. Si crea così una <strong>sanità a due velocità</strong>, dove i lavoratori e le famiglie con redditi medio-bassi restano intrappolati in liste d’attesa infinite, mentre chi può permetterselo ottiene prestazioni in tempi brevi, anche nel pubblico, ma <strong>pagando tramite assicurazioni o fondi privati.</strong></p>
<p>Gli operatori sanitari - che anche in questa tornata contrattuale vedono il potere d’acquisto ridursi di un ulteriore 10% a causa delle scelte scellerate del Governo che investe in armamenti tagliando ancora la spesa sanitaria&nbsp; - rischiano di essere attratti da compensi aggiuntivi per queste nuove prestazioni “integrative”, col rischio che per “sopravvivere” tendano a&nbsp; privilegiare queste attività, sottraendo tempo e risorse all’assistenza ordinaria.<br /> Il risultato sarà duplice: <strong>ulteriore peggioramento dei servizi per i cittadini e nessun piano di assunzioni, </strong>se non per far fronte alla burocrazia generata dai nuovi rapporti con assicurazioni e mutue, con lo Stato a fare da segreteria agli interessi di soggetti privati.</p>
<p>Non si tratta di una misura neutra: è una <strong>scelta politica chiara e coerente con l’indirizzo del Governo nazionale</strong>, che anche nella prossima <strong>legge di bilancio</strong> continua a salvaguardare i privilegi dei più ricchi, tagliando su sanità, scuola e welfare e regalando gran parte di queste risorse all’industria bellica. È la fotografia di un Paese dove chi ha di più riceve sempre di più, e chi vive di lavoro deve accontentarsi di meno diritti, meno salario, meno salute.</p>
<p>Il principio costituzionale di <strong>eguaglianza nell’accesso alle cure (art. 32 Cost.)</strong> viene così calpestato, ancora una volta, dalla Giunta lombarda, in continuità con le scelte degli ultimi trent’anni.</p>
<p>È la resa definitiva a un modello che <strong>sceglie i ricchi e abbandona i poveri,</strong> in un momento in cui migliaia di operatori e cittadini chiedono esattamente l’opposto: più sanità pubblica, più assunzioni, più diritti.</p>
<p>Come organizzazione sindacale ribadiamo la nostra ferma contrarietà a ogni forma di sanità “integrativa” che diventa sostitutiva, e denunciamo la deriva privatizzatrice che sta<strong> </strong>smantellando ciò che resta del Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>&nbsp;La salute non è un affare né un privilegio, ma un diritto universale, che deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal reddito o dal contratto di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/ALLA_SALUTE.jpg" length="562409" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153251</guid>
                        <pubDate>Tue, 19 Aug 2025 16:01:27 +0200</pubDate>
                        <title>USB Sanità aderisce alla Giornata Nazionale di Digiuno contro il genocidio a Gaza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-sanita-aderisce-alla-giornata-nazionale-di-digiuno-contro-il-genocidio-a-gaza-1634.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Sanità raccoglie l'appello e aderisce alla <strong>Giornata Nazionale di Digiuno del 28 agosto,</strong> promossa dagli operatori del servizio sanitario della rete #digiunogaza, da “Sanitari per Gaza” e dalla campagna BDS “TEVA? No grazie”.</p>
<p>Come lavoratrici e lavoratori della sanità, non possiamo restare in silenzio davanti al genocidio in corso a Gaza, pianificato deliberatamente dal Governo di Israele con la complicità dei governi occidentali. Assistiamo da mesi a bombardamenti, deportazioni fame e distruzione delle infrastrutture civili e sanitarie.</p>
<p>Denunciamo con forza l’uccisione di almeno 1.400 sanitari palestinesi, assassinati mentre svolgevano il proprio lavoro, curando feriti e malati, e ricordiamo che l’esercito israeliano ha colpito ripetutamente ambulanze della Mezzaluna Rossa e della Croce Rossa, sparando contro i mezzi di soccorso con il personale sanitario a bordo. Un crimine di guerra che rappresenta un attacco frontale alla dignità umana e ai principi universali della medicina.</p>
<p>Il 28 agosto saremo al fianco di tutti i colleghi e le colleghe che parteciperanno al digiuno, per chiedere con forza:</p>
<p>- al Governo italiano di sospendere ogni accordo militare e fornitura di armi a Israele e di attivarsi immediatamente per il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari;</p>
<p>-alle istituzioni sanitarie, agli ordini professionali, alle società scientifiche e alle università di riconoscere formalmente il genocidio e impegnarsi a contrastarlo;</p>
<p>-a tutti i cittadini e le cittadine di aderire alla campagna di boicottaggio contro l’azienda farmaceutica israeliana TEVA, complice dell’occupazione e dell’apartheid.</p>
<p>USB Sanità invita tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità, insieme alla cittadinanza, a partecipare attivamente alla Giornata di Digiuno, testimoniando pubblicamente il proprio impegno per la giustizia e per la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Sanità</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/gaza2.png" length="119100" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153178</guid>
                        <pubDate>Mon, 04 Aug 2025 16:58:22 +0200</pubDate>
                        <title>Incidente A1- USB: Ci stringiamo ai parenti delle vittime. Basta morire di lavoro!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/incidente-a1-usb-ci-stringiamo-ai-parenti-delle-vittime-basta-morire-di-lavoro-1722.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB sanità si stringe ai parenti delle vittime del drammatico incidente avvenuto sul tratto dell’Autostrada A1 tra Valdarno ed Arezzo, tra un Tir e un'ambulanza di soccorso della Misericordia con a bordo gli Operatori sanitari e il paziente.</p>
<p>Sconvolge pensare che, ancora una volta, delle persone non faranno ritorno a casa dopo una giornata di lavoro o che non si sia stati in grado di proteggere, nostro malgrado, persone in stato di vulnerabilità e bisognose di cure.</p>
<p>Esprimiamo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle tre vittime e delle numerose persone ferite, e con ancora più forza continueremo a batterci per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.</p><table class="contenttable"> 	<tbody> 		<tr> 			<td><p>&nbsp;</p></td> 		</tr> 	</tbody> </table>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/1000485297.jpg" length="10686" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-152773</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Jun 2025 17:55:59 +0200</pubDate>
                        <title>Firmato CCNL sanità: i sindacati corporativi umiliano gli Infermieri e tutto il personale della sanità pubblica</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/firmato-ccnl-sanita-i-sindacati-corporativi-umiliano-gli-infermieri-e-tutto-il-personale-della-sanita-pubblica-1757-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine l'opposizione del Nursing Up al contratto che fa perdere alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità il 10% del potere d'acquisto dei propri salari si rivela per quello che è sempre stata: una tattica finalizzata a scippare il consenso alle RSU.</p>
<p>Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up dovranno ora spiegare agli oltre 500 mila lavoratori del settore, umiliati dell'ennesimo contratto a perdere, perché dovrebbero rimanere a lavorare nella sanità pubblica: tra salari da fame, carichi di lavoro insopportabili e continue aggressioni da parte di un'utenza che non sa più a che santo votarsi per vedere riconosciuto il proprio diritto alle cure.</p>
<p>In un solo colpo si sono resi responsabili di quello che si preannuncia come un inesorabile svuotamento della sanità pubblica italiana, con buona pace di milioni di cittadini in lista d'attesa. Il tutto reso ancor più paradossale dal continuo e folle aumento delle spese militari a dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, che i soldi ci sono ma che il governo, con la complicità di questi sedicenti sindacati, non intende investirli nello stato sociale e quindi nella sanità, ma per la guerra.</p>
<p>Di questi sindacati, sempre pronti a svendere salario e diritti, non solo bisogna diffidare ma togliere loro ogni base di consenso per non rendersi complici dello smantellamento di un bene comune fondamentale come la sanità pubblica.</p>
<p>E se sul fronte salariale neppure una briciola è stata aggiunta dall'inizio della trattativa le &quot;conquiste normative&quot; a costo zero di cui vaneggiano i firmatari sono solo fuffa. A partire dalla possibilità dell'esonero dai turni per gli over 60, resa nella realtà impraticabile da un'ulteriore diminuzione sostanziale dello stipendio legata all'assenza delle indennità di turno.</p>
<p>Una brutta pagina sindacale quella di oggi, non solo per l'ennesima riduzione dei salari reali a fronte di un costo della vita galoppante, ma anche per la vergogna di aver utilizzato i lavoratori e le lavoratrici della sanità per meri fini di consenso elettorale.</p>
<p>Noi continueremo a batterci per salari e condizioni di lavoro dignitosi e contrasteremo questi furbetti del quartierino in ogni azienda sanitaria e in ogni trattativa, grazie alle centinaia di RSU che ancora non intendono abbassare la testa.</p>
<p>Lo sciopero generale del 20 giugno proclamato per rivendicare investimenti nello stato sociale e non nel riarmo e nella guerra, è solo la prima occasione in ordine di tempo, dopo la firma di questo scempio che desertificherà la sanità pubblica, per rivendicare il ruolo e la funzione del personale sanitario a difesa della pace e dello stato sociale.</p>
<p>USB PI Sanità</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/ufficiostampa/502754283_1259772699485829_7344001750758869557_n.jpg" length="231212" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-152762</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Jun 2025 11:45:00 +0200</pubDate>
                        <title>Uscita la graduatoria per l’assunzione dei barellieri. In ARES 118 inizia l’internalizzazione della terza unità nelle ambulanze</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/uscita-la-graduatoria-per-lassunzione-dei-barellieri-in-ares-118-inizia-linternalizzazione-della-terza-unita-nelle-ambulanze-1147-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il&nbsp;17 giugno 2025, finalmente, è uscita la graduatoria per i tempi indeterminati degli Operatori Tecnici cat. B che andranno a ricoprire il ruolo di barellieri nelle ambulanze.</p>
<p>Una battaglia che da anni USB porta avanti sia sul piano di riduzione dei carichi di lavoro del personale di Ares118 sia per garantire un servizio più qualitativo per la cittadinanza.</p>
<p>Riguarda lavoratori che hanno svolto per anni la professione nelle società in appalto con ARES 118 subendo per anni le condizioni di precariato e sfruttamento tipiche delle società in appalto e che ora vedono concretizzarsi la possibilità di un lavoro stabile e garantito attraverso l’internalizzazione in Ares 118.</p>
<p>Competenze e professionalità acquisite in anni di lavoro che nessuno poteva permettersi di perdere e che ora grazie anche al lavoro di USB prenderanno servizio a breve.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/lazio/csm_csm_C71B5044-1FC2-4CEB-B929-D8F19B376204_715236e6d7_e0b8cccb39__1_.jpeg" length="58349" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151951</guid>
                        <pubDate>Thu, 27 Mar 2025 15:52:05 +0100</pubDate>
                        <title>Salari bassi e fuga dagli ospedali: serve un contratto vero! USB Sanità in piazza il 5 aprile, verso le elezioni RSU </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/salari-bassi-e-fuga-dagli-ospedali-serve-un-contratto-vero-1613.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>I dati contenuti nel Rapporto globale sui salari reali 2024 dell’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO) confermano quanto già diffuso dall’OCSE a suo tempo, e cioè che in Italia gli stipendi reali hanno subito un calo significativo che va ad ampliare drammaticamente il divario con gli altri paesi europei. Retribuzioni che dal 2008 sono addirittura in calo nonostante l’inflazione, specialmente con l’impennata avuta nell’ultimo triennio, abbia falcidiato il potere d’acquisto dei lavoratori.</p>
<p>A questi dati impietosi si aggiungono quelli, altrettanto drammatici, della Fondazione GIMBE che, pur riguardando solo gli infermieri, restituiscono un quadro sovrapponibile anche alle altre professionalità<strong> </strong>del SSN. Il personale in genere, gli infermieri e le altre professioni sono quelle più penalizzate per lo sviluppo della carriera e con le retribuzioni fra le più basse in Europa. E la combinazione, appunto, di stipendi bassi, - in media il 20% in meno rispetto agli altri paesi europei – di turni estenuanti e di mancanza di riconoscimento professionale, ha innescato una fuga imponente dal SSN, stimata in circa 10.000 infermieri all’anno, che aggrava e mortifica la qualità dell’assistenza e contribuisce ad allungare le liste di attesa. Se a questo si aggiunge la difficoltà, se non l’impossibilità, di conciliare I tempi di vita e lavoro e che la grande maggioranza del personale è declinato al femminile, che il fenomeno delle aggressioni e la mancanza di sicurezza sembrano non trovare rimedio alcuno, l’emorragia di personale infermieristico non potrà far altro che aggravarsi. Ma l’abbandono del SSN non riguarda solo gli infermieri, anche il restante personale sanitario è allettato dal privato e, addirittura, iI personale amministrativo cerca di spostarsi&nbsp; verso altre amministrazioni pubbliche con stipendi più alti e condizioni di lavoro migliori. Insomma un SSN, per gli infermieri in primis ma non solo, sempre meno attrattivo e sempre più fragile, con una carenza cronica di personale che non si tenta nemmeno più di risolvere, che non sarà assolutamente in grado di far fronte a quanto previsto dal PNRR in termini di creazione delle case della Salute e degli Ospedali di Comunità, un SSN che rischia il collasso e che promette di lasciare campo libero al privato più o meno convenzionato e alle assicurazioni sanitarie per le quali si prospetta un lauto banchetto.</p>
<p>In questo scenario interconnesso, fatto di stipendi bassi, poca attrattività, precariato diffuso e difficoltà a mantenere i più basilari diritti contrattuali, il rinnovo del contratto sarebbe stata l’occasione giusta per ristabilire un minimo di equità e garantire almeno il recupero di potere d’acquisto. Ecco, “sarebbe stata”, perchè invece l’aumento proposto ne avrebbe fatto perdere un ulteriore 10 %. Una situazione paradossale considerando che le trattative per il rinnovo del CCNL della sanità sono state fatte partire per prime, parole del Ministro Schillaci, proprio come segno di attenzione verso il settore. E altrattanto paradossali appaiono le dichiarazioni del Nursind che, con evidente sprezzo del ridicolo e contando su un improbabile mancanza di memoria, se ne esce denunciando l’inadeguatezza degli stipendi degli infermieri dopo che, talmente bramoso di firmare un contratto vergognoso che avrebbe penalizzato anche la stragrande maggioranza degli infermieri che rappresenta, è addirittura risucito, in preda a una sorta di raptus punitivo, a far sospenedere nel Lazio l’erogazione dell’indennità di pronto soccorso. Vergogna!</p>
<p>Tutta l’Europa compreso il nostro Governo pensa al riarmo, che non serve a nessuno se non a garantire I profitti alle imprese, usando soldi pubblici invece di rinnovare i contratti, aumentare stipendi e pensioni. È ora di finirla con le inutili spese militari e per questo <strong>USB il 5 aprile sarà in Piazza S.S. Apostoli a Roma</strong> in una grande iniziativa pubblica con 1000 delegati e delegate da tutta Italia. Abbassate le armi, alzate i salari!</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici della sanità meritano di meglio, meritano il riconoscimento professionale e la giusta retribuzione per il loro impegno e dedizione e non di essere presi in giro. <strong>ll cambiamento serve ora. ALLE ELEZIONI RSU del 14, 15 e 16 APRILE VOTA USB</strong>.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/9/4/csm_salari1_5b9cdfff74.jpg" length="293069" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151947</guid>
                        <pubDate>Thu, 27 Mar 2025 14:53:55 +0100</pubDate>
                        <title>Grande vittoria per la nostra oss Alessia Stasio e per tutta USB!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/grande-vittoria-per-la-nostra-oss-alessia-stasio-e-per-tutta-usb-1507-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&quot;La montagna ha partorito un topolino&quot;</p>
<p>&lt;&lt;Ci hanno dovuto ripensare!&gt;&gt; dichiara Marco Lenzoni, delegato USB sanità a Pontremoli, La ASL Toscana Nord-ovest che aveva portato in consiglio di disciplina l’operatrice socio sanitaria Alessia Di Stasio in servizio presso l’ospedale di Pontremoli (MS) con accuse gravissime da licenziamento in tronco ha dovuto prendere seriamente in considerazione le ragioni e la memoria difensiva presentata per USB dall’avvocato Pietro Ambrosanio e dalle nostre delegate Claudia Atti e Monica Bruno che hanno sostenuto Alessia durante lo svolgimento del consiglio di disciplina tenutosi a Livorno il 25 febbraio scorso.<br /> L’avvocato ha smontato ogni grave contestazione mossa contro Alessia, come avevamo sostenuto fin dall’inizio di questa vicenda, la Asl ha voluto montare un “caso” per un semplice modulo non compilato nei tempi previsti, una mancanza per cui sarebbe stato sufficiente un semplice richiamo ma invece la Asl con contestazioni pretestuose e non corrispondenti ai fatti ha voluto mettere in gravissima difficoltà la lavoratrice portandola davanti al consiglio di disciplina.<br /> Alessia è stata costretta a doversi difendere da accuse gravissime che se non fossero state smontate per filo e per segno nella difesa dell’avvocato Ambrosanio e dei nostri delegati sindacali avrebbero portato al licenziamento di Alessia, questo consiglio di disciplina crediamo a questi punti sia stato montato per spaventare e punire la collega perché tramite USB aveva osato contestare alla azienda la violazione delle leggi a tutela della salute dei lavoratori. Alessia da mesi chiedeva di essere esentata dalla movimentazione dei carichi pesanti ma nonostante le sue certificazioni mediche e le segnalazioni fatte pervenire alla dirigenza infermieristica nulla è stato fatto fino al giorno del suo infortunio avvenuto proprio in seguito al trascinamento di un letto pesante e difettoso con un paziente sopra.<br /> Il nostro intervento e la nostra denuncia pubblica hanno fatto si che questa manovra repressiva contro la lavoratrice finisse sotto i riflettori dei media e dell’opinione pubblica, tantissimi sono stati i gesti e i messaggi di solidarietà arrivati dalla Lunigiana, dalla Toscana e anche da altre zone dell’Italia, a sostenere Alessia, anche la presa di posizione e la solidarietà concreta di diversi comitati cittadini per la sanità e per il diritto alla salute come il Comitato sanità pubblica Versilia-Massa-Carrara, la Consulta popolare per la sanità di Massa e il Comitato salute pubblica Alta Lunigiana.<br /> Da ricordare anche la presa di posizione del sindaco stesso di Pontremoli dove Alessia lavora che ha scritto una lettera alla direttrice della Asl nord-ovest per chiedere che il procedimento disciplinare venisse chiuso per l’infondatezza delle gravi accuse mosse contro la lavoratrice.<br /> La questione non è finita, ora le suddette violazioni sulle leggi a tutela della salute dei lavoratori saranno portate alla attenzione di un giudice, andremo fino in fondo, fino a quando giustizia non sarà fatta.<br /> Non si scherza con la salute dei lavoratori, non si usano i consigli di disciplina per ritorsione verso i lavoratori che alzano la testa, prima o poi lo capiranno anche alla Asl Nord-ovest ne siamo certi.</p>
<p>VIVA I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA SANITÀ CHE LOTTANO‼️</p>
<p>Marco Lenzoni USB SANITÀ<br /> buffa Elia USB Massa Carrara</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/toscana/486981614_1072738771539428_7493720873653858318_n.jpg" length="182809" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151935</guid>
                        <pubDate>Wed, 26 Mar 2025 22:02:47 +0100</pubDate>
                        <title>Ospedale san Camillo di Roma:Grave incidente nel cantiere edile interno al nosocomio.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/ospedale-san-camillo-di-romagrave-incidente-nel-cantiere-edile-interno-al-nosocomio-2206.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quanto accaduto&nbsp;oggi&nbsp;al San Camillo Forlanini di Roma è l ennesima dimostrazione che i luoghi di lavoro sono sempre più ad alto rischio per lavoratori e lavoratrici.<br /> Il San Camillo è praticamente un cantiere ormai da mesi tra ristrutturazioni con i fondi del PNNR e i fondi Giubileo.Quello che è accaduto&nbsp;oggi&nbsp;ha dell inverosimile e di una gravità ben oltre l immaginabile. Da quello che emerge il gancio della Gru si è sganciato precipitando a terra colpendo un operaio di 28 anni &nbsp; che attualmente è ricoverato in gravi condizioni nello stesso ospedale.<br /> La mattina il San Camillo è praticamente una città nella città con pazienti, parenti e lavoratori e lavoratrici della sanità come è possibile che possa accadere un incidente simile proprio dentro un ospedale?<br /> Ma chi controlla questi cantieri? Appalti, subappalti e collaborazioni? E chi controlla che rispettino tutti i vincoli previsti dai documenti di valutazione del rischio (altissimo considerato il luogo)?<br /> A Roma ospedali, distretti sanitari, case della salute, consultori sono tutti un cantiere tutti aperti alla cittadinanza, per garantire la continuità assistenziale, e pieni di lavoratrici e lavoratori.&nbsp;Oggi&nbsp;ancora di più serve garantire tutela per tutti e tutte pretendiamo dalla Regione Lazio e dal presidente Rocca l immediato controllo ispettivo di tutti i cantieri del Servizio Sanitario attraverso le squadre di prevenzione della Asl e il nucleo ispettivo dell ispettorato del lavoro. La macchina dei controlli deve partire subito perché quanto accaduto&nbsp;oggi&nbsp;deve assolutamente restare un brutto ricordo.<br /> Chiederemo al San Camillo l accesso a tutti gli atti funzionali alla sicurezza e tutela necessaria in queste situazioni.&nbsp;&nbsp;<br /> <br /> I luoghi di lavoro devono essere luoghi sicuri per tutte e tutti, ancora di più devono esserlo gli ospedali e le ASL.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/4/f/csm_1698661064577_Ospedale_San_Camillo__f513e4159b.jpeg" length="434838" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151884</guid>
                        <pubDate>Sat, 22 Mar 2025 09:56:50 +0100</pubDate>
                        <title>IL CONGRESSO NAZIONALE DELLA FNOPI TRASFORMATO IN UNO SPOT  A FAVORE DEL GOVERNO E DEI SINDACATI FAVOREVOLI A UN CONTRATTO A PERDERE. MANGIACAVALLI SI DIMETTA!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/il-congresso-nazionale-della-fnopi-trasformato-in-uno-spot-a-favore-del-governo-e-dei-sindacati-favorevoli-a-un-contratto-a-perdere-mangiacavalli-si-dimetta-1011-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il terzo congresso nazionale della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche in corso a Rimini, più che rivolgersi alla sfera professionale, esclusivo campo d’intervento e competenza degli Ordini, è <strong>entrato a gamba tesa sulla mancata firma del rinnovo del contratto della sanità col chiaro intento di influenzare il giudizio dei presenti sull’operato del governo</strong>.</p>
<p>Prima un video messaggio del Ministro Zangrillo&nbsp; che è riuscito a rendere perfettamente l'idea della distanza che lo separa dalla platea&nbsp; <strong>sottolineando la &quot;devozione e dedizione&quot;</strong> nei confronti del proprio lavoro come stesse parlando <strong>a un convegno di suore e preti e non a dei professionisti della cura con autonomia e responsabilità all’interno del sistema sanitario</strong>.</p>
<p>Alla devozione e alla dedizione degli Infermieri deve del resto aver pensato quando ha stanziato un <strong>misero 6% per il rinnovo del contratto della sanità a fronte del 16% d'inflazione </strong>nel triennio di riferimento.</p>
<p>Un contratto irricevibile che impoverisce gli stipendi, non dà risposte alla fuga dagli ospedali, alla carenza di personale e a condizioni e carichi di lavoro insostenibili.</p>
<p><strong>Indecente che un Ministro</strong> non trovi niente di meglio da dire agli Infermieri di questo Paese se non millantare cifre inesistenti per un contratto che, se fosse stato firmato, avrebbe <strong>fatto perdere il 10% del potere d'acquisto a stipendi già inadeguati e fortemente al di sotto della media europea</strong>.</p>
<p>Se davvero il Ministro ha a cuore gli Infermieri lo dimostri&nbsp; <strong>garantendo alla categoria, e a tutte le figure del comparto della sanità pubblica, un giusto salario e non avallando la spesa di miliardi di euro per il riarmo e la guerra</strong>.</p>
<p><strong>Non bastasse</strong>, è intervenuto poi, in presenza, <strong>il Presidente dell'Aran Naddeo per un ulteriore elogio&nbsp; dei sindacati favorevoli alla firma del contratto e senza che le ragioni dei contrari venissero mai minimamente prese in considerazione</strong>.</p>
<p>Infine, la Presidente della FNOPI, Mangiacavalli, ha definitivamente trasformato, col suo intervento, il Congresso <strong>in uno spot a favore del governo, del contratto e dei sindacati amici suoi</strong>.&nbsp;</p>
<p><strong>Non fosse già inqualificabile di per se la subordinazione dimostrata dalla FNOPI alla politica, considerando che l’Ordine degli Infermieri è tenuto in vita grazie alla tassa annuale</strong></p>
<p><strong>obbligatoria versata da tutti gli Infermieri, si aggiunge il chiaro tentativo di condizionare il voto nell’imminente rinnovo delle RSU a favore di quei sindacati in linea con il governo</strong>.</p>
<p><strong>Un fatto grave</strong> ma anche un evidente segno di debolezza di un <strong>governo che, per la prima volta non è riuscito a chiudere 2 contratti su 3 </strong>a causa dell’insufficienza dei soldi stanziati, e di quei <strong>sindacati costretti ad affidarsi all’aiutino del governo, nel tentativo di far diventare digeribile quello che più che un contratto i lavoratori e le lavoratrici della sanità pubblica hanno bollato come un insulto alla propria dignità</strong>.</p>
<p>Non sappiamo se anche alla <strong>Mangiacavalli sia venuta la tentazione di buttarsi in politica</strong>, di certo ha dimostrato per l’ennesima volta di <strong>essere inadeguata</strong> al ruolo e alla funzione ricoperti e più interessata a compiacere la politica che alla difesa della professione infermieristica. <strong>Si dimetta!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/fotocomunicato.jpg" length="79950" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151519</guid>
                        <pubDate>Thu, 20 Feb 2025 15:37:41 +0100</pubDate>
                        <title>Sanità, nulla di fatto. Salta di nuovo la firma: ci vogliono i soldi per fare il contratto, non ricatti e minacce</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-nulla-di-fatto-salta-di-nuovo-la-firma-ci-vogliono-i-soldi-per-fare-il-contratto-non-ricatti-e-minacce-1540-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Come ampiamente prevedibile l’ARAN si è presentata a mani vuote al tavolo per la “prosecuzione della trattativa del rinnovo del CCNL sanità” da lei stessa voluto e convocato e preceduto da una fitta aura di mistero.</p>
<p>Appare evidente, dall’esito scontato e sovrapponibile a quello del 14 gennaio scorso quando il contratto fu sonoramente bocciato, che le intenzioni del Governo, per mano dell’ARAN, fossero di verificare se i ricatti e le minacce messe in atto in questo mese avessero sortito l’effetto di ribaltare il precedente risultato, in combinato disposto con i sindacati disponibili alla firma di qualsiasi cosa.</p>
<p>Durante l’incontro si è spaziato dal ricatto dell’azione unilaterale del governo sul rinnovo dei contratti, alle bufale sulle cifre o sull’apertura immediata del prossimo contratto, fino alla denigrazione dei sindacati che non intendono piegarsi.</p>
<p>Tutto, pur di firmare un contratto che impoverisce il personale sanitario e non valorizza le professionalità; nessun rispetto e interesse per i lavoratori e le lavoratrici che con quel pessimo contratto dovrebbero convivere con una quotidianità di bassi stipendi, di condizioni e carichi di lavoro insostenibili e aggressioni continue.</p>
<p>Una menzione d’onore va al Nursind, sedicente sindacato degli Infermieri, che ci tiene talmente tanto alla categoria che vorrebbe rappresentare da aver chiesto, nel Lazio, di non erogare l’indennità di Pronto Soccorso in assenza di sottoscrizione del contratto, cercando così di far ricadere le colpe sui dissidenti. Mezzucci dettati dalla disperazione, quella di chi ha la consapevolezza che, di fronte a problemi generali, il corporativismo fa acqua da tutte le parti e non è in grado di portare a casa un bel niente.</p>
<p>Serve uno scatto d’orgoglio di tutti i Sanitari, per rivendicare un contratto che dia il giusto e sacrosanto riconoscimento a chi, tutti i giorni del calendario, si prende cura di tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese.</p>
<p>Fuori i soldi!</p>
<p><strong>USB Sanità</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/0/0/csm_WhatsApp_Image_2025-02-19_at_15.42.37_1df53af05b.jpeg" length="171970" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151507</guid>
                        <pubDate>Wed, 19 Feb 2025 17:48:58 +0100</pubDate>
                        <title>Sanità Lazio: tornano le ambulanze con equipaggio a tre unità. Uscita la graduatoria per i barellieri: Una lunga battaglia vinta da USB!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-lazio-tornano-le-ambulanze-con-equipaggio-a-tre-unita-una-lunga-battaglia-vinta-da-usb-1750.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ce n’è voluto di tempo ma finalmente molte ambulanze torneranno ad avere l’equipaggio con tre unità: Infermiere, Autista e Soccorritore.</strong></p>
<p><strong>Da anni l’USB portava all’attenzione di ARES 118 e della Regione Lazio la difficoltà nell’assistere, trasportare e quindi finalizzare il soccorso con solo due unità di equipaggio. Una condizione che ha generato un aumento esponenziale dei carichi di lavoro.</strong></p>
<p><strong>Possiamo ritenerci soddisfatti perché grazie al lungo lavoro fatto sollecitando ARES 118 e Regione Lazio siamo riusciti a far inserire lavoratori e lavoratrici delle società private in appalto da anni con Ares 118 garantendo cosi i livelli assunzionali senza perdere quelle importanti professionalità.</strong></p>
<p><strong>La battaglia non è finita continueremo verso l’obbiettivo di riportare il servizio di emergenza 118 totalmente pubblico e nel mentre a rivendicare l’equipaggio a tre anche nelle ambulanze in appalto.</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/ambulanza2ares118.jpg" length="66593" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151504</guid>
                        <pubDate>Wed, 19 Feb 2025 15:26:33 +0100</pubDate>
                        <title>Nuova chiamata per il Ccnl Sanità: non firmate</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/nuova-chiamata-per-il-ccnl-sanita-non-firmate-1527.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro del 20 febbraio tra sindacati del comparto e Aran sul CCNL sanità, resta avvolto da un fitto mistero sulle motivazioni della convocazione, a condizioni apparentemente invariate da quelle che hanno portato alla bocciatura dello stesso testo nel gennaio scorso.</p>
<p>In questo mese abbiamo assistito ad uno squallido teatrino di accuse e minacce, neanche tanto velate, sulle spalle di lavoratori e lavoratrici; mai ad una reale proposta e alla disponibilità di incrementi economici da parte del Governo.</p>
<p>È stato fatto un utilizzo strumentale dell’erogazione dell’indennità di Pronto soccorso, sia da Cisl e Nursind che da Governo e Regioni, come ricatto per fare pressione su tutti quei sindacati che non vogliono firmare un contratto in perdita sul piano economico e umiliante su quello normativo.</p>
<p>Una clava che lo stesso Zangrillo, nell'incontro di ieri in Funzione pubblica con tutti i sindacati, non ha mancato di usare contro tutti quelli che si oppongono alla firma di contratti a perdere, come fosse uno qualunque e non un ministro della repubblica con la responsabilità della difesa dei servizi pubblici.</p>
<p>Un governo disposto a tutto, con il sostegno dei soliti sindacati con la penna sempre pronta, anche a mettere in discussione la democrazia e la libertà sindacale.</p>
<p>In tutto questo, ad oggi, l’unica certezza ribadita ieri dallo stesso Ministro è la chiarissima volontà di non aumentare le risorse per i dipendenti pubblici, sanitari compresi.</p>
<p>Ci auguriamo che domani i sindacati che non hanno firmato il 14 gennaio non cedano al ricatto e vadano avanti, insieme a noi, a testa alta e schiena dritta: continuando a rivendicare aumenti e condizioni di lavoro migliori per tutto il personale sanitario.</p>
<p>Non sottoscrivere questo insulto!</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/WhatsApp_Image_2025-02-19_at_14.56.59.jpeg" length="16721" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151186</guid>
                        <pubDate>Fri, 17 Jan 2025 14:43:41 +0100</pubDate>
                        <title> Sanità: dal governo solo minacce e cifre in libertà. Fuori i soldi per un vero contratto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-dal-governo-solo-minacce-e-cifre-in-liberta-fuori-i-soldi-per-un-vero-contratto-1455-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Le parole sarcastiche o velatamente minacciose dispensate dal Ministro della PA Zangrillo e dal Presidente dell’ARAN nei confronti di quei Sindacati, che hanno osato contestare l'assoluta inadeguatezza degli stanziamenti economici per il rinnovo del CCNL della sanità, la dicono lunga sul grado di nervosismo che regna al governo.</p>
<p>Capiamo bene che per il governo non chiudere un contratto in un settore così strategicamente rilevante rappresenti un fallimento, se poi ci aggiungiamo l'esito del referendum sul contratto delle Funzioni Centrali la misura sale, ma ciò non giustifica la reazione istituzionalmente scomposta.</p>
<p>Ricordiamo al Ministro che è stato lui il primo ad aprire la stagione dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, dicendo che per permettere il solo recupero dell'inflazione del triennio di riferimento sarebbero serviti circa 32 miliardi ma che il governo ce ne avrebbe messi solo 8, perché i soldi per la sanità e la PA non ci sono mai, ma per le guerre e gli armamenti sì.</p>
<p>Lo stesso Ministro, con atto unilaterale e in piena campagna elettorale per le regionali, ha deciso di anticipare parte dei soldi dell’attuale rinnovo contrattuale in una indennità di vacanza contrattuale (IVC) maggiorata del 6,7, che oggi va sottratta ai soldi del rinnovo, rendendo ancora più ridicolmente esigue le cifre nette mensili.</p>
<p>Quindi signor ministro, chi tra i sindacati e il governo, ha interessi politici e non quelli dei lavoratori e lavoratrici?</p>
<p>E veniamo alle cifre in libertà di cui si vaneggia in queste ore dalle pagine dei giornali e che, non solo non corrispondono al vero ma che, addirittura, vengono prontamente smentite dalle tabelle allegate agli stessi articoli di stampa.</p>
<p>I soldi stanziati non sono variati di una virgola in questi mesi di trattativa e corrispondono, per tutti, al 5,78% sullo stipendio base. Il che si traduce, in pratica, in una cifra che va dai 115 euro medi lordi mensili per il personale di supporto ai 135 degli Infermieri e professionisti. Importi di cui non ci accorgeremo nemmeno in busta paga, perché vanno a sostituire all'incirca la corresponsione dell'IVC maggiorata.</p>
<p>Nessun arretrato per 2022 e 2023. Niente buono pasto e diritto alla mensa.</p>
<p>Il resto sono briciole che arrivano dalla legge di bilancio e distribuite solo e soltanto ad una parte del personale o lasciate alle disponibilità delle Regioni che, come sappiamo, si muovono in ordine sparso, creando enormi disuguaglianze di trattamento economico tra un territorio e un altro.</p>
<p>L'introduzione del profilo dell'assistente Infermiere poi, da una parte abbassa la qualità delle cure per i cittadini, dall'altra mortifica definitivamente la figura dell'OSS.</p>
<p>Fin qui i sanitari, ma non va meglio per gli amministrativi. Per il tanto decantato buono pasto in smart working non è necessario il contratto ma, per stessa ammissione dell’ARAN, è sufficiente (come per le funzioni centrali, del resto) la volontà dell'amministrazione; mentre la &quot;settimana corta&quot;, ovvero comprimere il lavoro in oltre 9 ore al giorno per 4 giorni con lo stesso stipendio, rimane comunque una possibilità e non un obbligo al quale il contratto potrebbe costringere le Aziende.</p>
<p>Infine, la proroga della norma di prima applicazione sarebbe stata senza finanziamenti. Ci spieghi il governo per quale motivo le Aziende Sanitarie, che fin qui non hanno provveduto a fare i passaggi verticali del personale in presenza dello stanziamento economico dello 0,55 a persona, avrebbero improvvisamente provveduto senza lo stanziamento di nuove risorse.</p>
<p>La verità è che non esistono miglioramenti normativi contrattuali a costo zero e chi li spaccia per tali mente sapendo di mentire.</p>
<p>Del contratto appena bocciato l'unica certezza sono i pochi spiccioli per tutti sullo stipendio base, mentre il resto sono solo dei se, dei ma e dei forse e manco per tutto il personale.</p>
<p>Se le reazioni fuori di senno del governo sono comprensibili non lo sono affatto quelle dei potenziali firmatari di questo contratto mortificante per il personale sanitario e, più di tutti, per gli Infermieri che quotidianamente pagano sulla propria pelle gli effetti di condizioni e carichi di lavoro inaccettabili. E, infatti, circa la metà sta in burnout mentre l'altra metà fugge dagli ospedali!</p>
<p>Chi, tra i sindacati, voleva firmare questo scempio da che parte sta?</p>
<p>A partire dal Nursind, quel sindacato di Infermieri attualmente impegnato a rispondere alle migliaia di insulti che sta ricevendo sui social, per aver difeso quello che più che un contratto era un insulto a sua volta; &nbsp;questo accompagna la sua svolta governista con una dose abbondante di bullismo dialettico, nei confronti di chi quello stesso insulto lo ha rimandati al mittente.</p>
<p>Noi non dimentichiamo quando il Nursind, giustamente, non firmò il CCNL&nbsp; 2018 bollandolo come “irricevibile” nonostante gli stanziamenti coprissero almeno l’inflazione, ma non il recupero di quanto perso dal 2009 al 2015 con il blocco dei contratti.</p>
<p>&nbsp;Mentre ora, con la perdita secca del 10% del potere d'acquisto e bollette, benzina e carrello della spesa in caduta libera, avrebbe firmato per qualche Posizione in più per pochi eletti e la promessa di sedere al tavolo col governo.</p>
<p>Per gli altri, i &quot;firmatari di tutto&quot;, ci mancano ormai gli aggettivi adeguati: basti pensare che qualcuno tra questi ha dichiarato che avrebbe firmato qualora si fosse raggiunto il 51% delle adesioni. Dovevano davvero essere convinti fosse un buon contratto!</p>
<p>E ora, che fare? Di certo non ci accontentiamo del solo contrasto ad un contratto umiliante: <strong>noi</strong> <strong>vogliamo</strong> <strong>subito</strong> <strong>un</strong> <strong>contratto</strong> <strong>vero</strong>! Un contratto in grado di dare risposte sul piano normativo e certezze per tutti su quello economico.</p>
<p>Vogliamo che venga riconosciuto lo sforzo del personale sanitario nel garantire quotidianamente un servizio fondamentale per i cittadini.</p>
<p>Per farlo abbiamo bisogno che i lavoratori e le lavoratrici della sanità abbiano un sussulto d'orgoglio a difesa della propria condizione materiale e della funzione sociale che svolgono.</p>
<p>Noi continueremo a farlo nelle assemblee, nelle piazze e nei posti di lavoro con le RSU.</p>
<p>Su la testa!</p>
<p><strong>USB PI/SANITÀ</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/0/3/csm_WhatsApp_Image_2025-01-17_at_14.43.04_a5fa9c8c84.jpeg" length="147336" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151162</guid>
                        <pubDate>Tue, 14 Jan 2025 17:07:09 +0100</pubDate>
                        <title>Sanità: salta il contratto che umilia lavoratrici e lavoratori. Cgil e Uil non firmano e si uniscono al presidio di USB. Nursing Up non sottoscrive la pre intesa</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-salta-il-contratto-che-umilia-lavoratrici-e-lavoratori-cgil-e-uil-non-firmano-e-si-uniscono-al-presidio-di-usb-nursing-up-non-sottoscrive-la-pre-intesa-1715-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 14&nbsp;gennaio&nbsp;all’Aran è andato in scena l’ultimo atto della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della sanità: l’ennesimo attacco al sistema sanitario pubblico, con risorse decisamente insufficienti. Per i salari, infatti,&nbsp;era&nbsp;previsto un aumento del 5,78% che, a fronte dell’inflazione che nell’ultimo triennio è stata del 16%,&nbsp;avrebbe determinato&nbsp;la&nbsp;perdita di potere d’acquisto del 10%. Come avvenuto per le funzioni centrali, infatti, il governo sembra decisamente più interessato a finanziare l’economia di guerra che a far sì che lavoratrici e lavoratori arrivino a fine mese.<br /> Quello della sanità è un settore di importanza fondamentale&nbsp;dove&nbsp;si opera in condizioni sempre più difficili, tra gli scarsi finanziamenti alle strutture pubbliche e le continue aggressioni ai sanitari; dal settore sanitario, in particolare pubblico, ormai si fugge.<br /> Per questo USB&nbsp;aveva&nbsp;lanciato un appello a non firmare il contratto, presentandosi sotto le finestre dell’Aran.<br /> Gravi le responsabilità di chi&nbsp;ha dichiarato&nbsp;di condividere questo contratto, a partire&nbsp;dal Nursind&nbsp;pronto, con la penna in mano, a calpestare la dignità degli Infermieri in ossequio ai desideri del governo.</p>
<p>Un governo che esce perdente dalla tornata contrattuale per il rinnovo dei contratti pubblici: prima con una risicatissima maggioranza per la firma del CCNL delle Funzioni Centrali, bocciato al Referendum condotto da USB, CGIL e UIL dal 98% dei lavoratori e lavoratrici che hanno partecipato e, ora, con la bocciatura del contratto della sanità che riguarda una platea ben più consistente che sfiora i 600 mila lavoratori. E la prossima settimana si replicherà con il rinnovo del CCNL delle Funzioni Locali.</p>
<p>Con questa sonora bocciatura la questione salariale nel Pubblico Impiego torna prepotentemente al centro del discorso e sarà difficile continuare ad eluderla o, peggio, a banalizzarla come fatto fino ad ora.</p>
<p>Ma torna al centro anche il tema della democrazia sindacale, del diritto a non firmare contratti penalizzanti per i lavoratori e le lavoratrici senza essere per questo esclusi dai tavoli della trattativa decentrata.</p>
<p>Ora la mobilitazione si sposta nei posti di lavoro e nelle piazze; il futuro non è scritto e noi continueremo, come abbiamo fatto&nbsp;oggi, a fare la nostra parte fino in fondo per garantire diritti e salario alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica e di tutto il comparto pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Sanità</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/6/7/csm_IMG_20250114_111846_0a8f10ef62.jpg" length="3517609" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151154</guid>
                        <pubDate>Tue, 14 Jan 2025 10:47:49 +0100</pubDate>
                        <title>Sanità: un contratto irricevibile. Non firmatelo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-un-contratto-irricevibile-non-firmatelo-1049-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La due giorni di trattative all’ARAN per il rinnovo del CCNL della sanità pubblica, come prevedibile, non aggiunge nulla di nuovo sul piano economico, che resta assolutamente insufficiente e inadeguato a far fronte alle costanti e continue dimissioni del personale sanitario, non più disponibile a condizioni e carichi di lavoro proibitivi con salari tra i più bassi d’Europa.</p>
<p>Le risorse stanziate rimangono ferme al 5,78%, a fronte di un’inflazione stimata nel triennio di riferimento al 16%, determinando una perdita di oltre il 10% del potere di acquisto degli stipendi: il che si traduce in una forbice che va dai 115 euro medi lordi mensili per il personale di supporto ai 135 euro medi lordi mensili per i professionisti della salute. Niente arretrati per gli anni 2022 e 2023 mentre per il 2024 gli stessi vanno decurtati dell’ivc maggiorata già anticipata dal governo con atto unilaterale e pre-elettorale.</p>
<p>Le cifre fantasiose fatte trapelare dall’ARAN ed apparse sui giornali, comprendono risorse che non andranno a tutti perché legate al salario accessorio, ad indennità specifiche e comprendono la detassazione degli straordinari.</p>
<p>Nessun incremento delle indennità di turno, disagio, presenza e pronta disponibilità, ferme al palo da anni; nessuna introduzione dell’indennità di esclusività; niente buono pasto e diritto alla mensa.</p>
<p>In buona sostanza questo contratto è un insulto per le centinaia di migliaia di Operatori Sanitari che ogni giorno cercano di garantire, tra continui tagli alle risorse e al personale e carichi di lavoro spropositati, un pezzo fondamentale di welfare ai cittadini.</p>
<p>A queste condizioni la fuga dalle Università e dagli Ospedali del personale sanitario, a partire dagli Infermieri, aggravata dalla crescita esponenziale delle aggressioni, sarà una costante inarrestabile che finirà per svuotare totalmente la sanità pubblica.</p>
<p>Chi firma questo contratto si rende complice dello smantellamento progressivo ed inarrestabile del sistema sanitario pubblico assumendosi quindi un’enorme responsabilità sia nei confronti del personale sanitario, del quale si calpesta anche la dignità, che dei cittadini sempre più costretti a rivolgersi al privato o a rinunciare del tutto alle cure.</p>
<p>Noi, dal canto nostro, continueremo la mobilitazione per chiedere un contratto giusto e dignitoso.</p>
<p>È quello che abbiamo fatto con gli scioperi del 31 ottobre e del 13 dicembre, è quello che stiamo facendo oggi in presidio sotto l’ARAN, mentre la trattativa sta arrivando a conclusione, rivendicando il diritto a dire la nostra su un pessimo contratto come abbiamo fatto nelle Funzioni Centrali.</p>
<p>È quello che faremo chiamando i lavoratori e le lavoratrici del comparto ad esprimersi sulla pre-intesa di un contratto così penalizzante. Senza escludere lo sciopero dell’intero comparto sanità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Sanità&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/_processed_/7/8/csm_WhatsApp_Image_2025-01-14_at_09.38.29_ba4bd080c2.jpeg" length="437752" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151128</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Jan 2025 11:04:21 +0100</pubDate>
                        <title>Ccnl sanità: non è un contratto, è un’insulto. Non firmatelo!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/ccnl-sanita-non-e-un-contratto-e-uninsulto-non-firmatelo-11010-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>È un vero e proprio insulto alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica la proposta di rinnovo contrattuale che rischia di essere siglata all’Aran nella due giorni di trattativa prevista per il 13 e il 14 gennaio. Pochi spiccioli di aumento, niente arretrati per il 2022 e il 2023, pochi centesimi di incremento delle indennità specifiche e probabilmente, in mancanza di risorse, una parte normativa peggiorativa rispetto al precedente contratto. Tutto questo a fronte dei problemi che stanno devastando il Servizio Sanitario Pubblico che sono noti, sui quali le analisi si susseguono puntuali e dai quali si estrapolano dati impietosi. Il blocco decennale dei contratti, il blocco delle assunzioni e il costante sotto finanziamento del SSN hanno fatto <strong>crollare la spesa per il capitolo del personale, in percentuale rispetto alla spesa sanitaria complessiva, dal 33.5% nel 2012 al 30.6% nel 2023</strong>. Ed è lampante, quindi, quanto il personale dipendente sia stato sacrificato e quanto sia stato perso in termini economici.</p>
<p>La carenza di personale sanitario, in particolare degli infermieri - <strong>l’Italia è abbondantemente al di sotto della media OCSE con 6,5 infermieri ogni 1000 abitanti contro una media di 9,8 per 1.000 abitanti -</strong> le condizioni di lavoro in costante peggioramento, le aggressioni e la mancanza di sicurezza, il fenomeno delle dimissioni e la fuga dal servizio pubblico, sono allarmi che echeggiano da tempo. I numeri inquietanti sulle iscrizioni ai corsi universitari - <strong>per l’anno 2024-2025 nel Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche sono state presentate solo 21.250 domande per 20.435 posti</strong> - confermano un trend preoccupante e prefigurano quanto la crisi si possa acuire nel prossimo futuro: sempre meno giovani scelgono questa professione scoraggiati da prospettive economiche poco allettanti - <strong>il reddito medio degli Infermieri,</strong><strong> </strong><strong>professione presa a riferimento in quanto la più numerosa ma il discorso non cambia per le altre profession</strong><strong>i </strong><strong>sanitarie, è del 22% inferiore a quello della media OCSE</strong><strong> - </strong>e da un carico di lavoro sempre più gravoso.</p>
<p>Stipendi bassi, turni massacranti, mancanza di sicurezza, aggressioni, operatori stanchi e frustrati - quasi un infermiere su due è in burnout - riducono l’attrattività del servizio pubblico e rendono difficile il reclutamento di personale. Una situazione drammaticamente chiara che imporrebbe azioni immediate per porvi rimedio. Invece l’aumento del 5.78% proposto per il rinnovo contrattuale, a fronte dell’inflazione che nel triennio 2021-2023 ha raggiunto il 16%, è del tutto inadeguato e porterà a una ulteriore perdita di potere d’acquisto del 10%, oltretutto in un quadro di preannunciati rincari dell’energia, rischiando di essere la goccia che fa traboccare un vaso che, peraltro, è già abbondantemente pieno. Di pari passo dalla Legge di Bilancio 2025, sparisce il piano straordinario di assunzioni e si cerca di supplire alla mancanza di personale con l’introduzione della <strong>flat tax al 5%</strong> sullo straordinario del solo personale infermieristico che comporterà <strong>circa 2 € lordi di guadagno</strong> rispetto all’attuale. <strong>Una vera e propria istigazione al lavoro a cottimo per lavoratrici e lavoratori che già ora, come visto, non sono più in grado di sopportare ulteriori carichi di lavoro senza compromettere la loro sicurezza e rischiare di commettere errori.</strong></p>
<p>Le risorse per invertire la tendenza e per ridare dignità alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica ci sono, ed è solo una scelta politica quella di destinarle agli armamenti aumentando la percentuale di PIL dedicata, piuttosto che impiegarle per la sanità pubblica e gli operatori sanitari. Ed è una scelta politica continuare a mantenere in piedi il sistema di defiscalizzazione delle convenzioni con la sanità privata che drena enormi risorse dal servizio pubblico impoverendolo. Crediamo, e auspichiamo, che questa vergognosa proposta di rinnovo contrattuale venga rispedita al mittente e che non ci sia organizzazione sindacale alcuna che si assuma la responsabilità di apporre una firma sotto un contratto che impoverirà ulteriormente le lavoratrici e i lavoratori e che contribuirà a peggiorarne le condizioni di lavoro.</p>
<p><strong>Non è un contratto, è un insulto. Non firmatelo!!</strong></p>
<p><strong>USB Sanità</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/ufficiostampa/csm_416204779_305812302456025_86a767fa7f__2_.jpg" length="123819" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151119</guid>
                        <pubDate>Thu, 09 Jan 2025 17:36:58 +0100</pubDate>
                        <title>La ricetta esplosiva della gestione Rocca: REPARTI “GRAN MIX” all&#039;ospedale Sandro Pertini.   La SALUTE di tutti non è più un interesse di questa Regione</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-ricetta-esplosiva-della-gestione-rocca-reparti-gran-mix-all-ospedale-sandro-pertini-la-salute-di-tutti-non-e-piu-un-interesse-di-questa-regione-1750.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ormai arrivano denunce continue delle condizioni folli degli ospedali di Roma che rappresentano realmente le condizioni di disastro del nostro Servizio Sanitario. &nbsp;</p>
<p>Questa volta la denuncia ci arriva dall’ospedale Sandro Pertini che da settimane per garantire almeno i minimi livelli di assistenza ha trasformato il reparto di chirurgia in un &quot;posto d'appoggio&quot;, un “Gran Mix” di pazienti provenienti da reparti come Medicina, Pneumologia e Oncologia, senza alcuna distinzione in termini di cure e assistenza.&nbsp;</p>
<p>Tale situazione oltre che essere completamente assurda stà generando&nbsp; disomogeneità nei livelli di assistenza erogata: pazienti con interventi programmati si trovano a condividere gli stessi spazi e le stesse risorse dei pazienti in “appoggio” spesso gravi&nbsp; che necessitano di una alta intensità di cure. Come se non bastasse attualmente nello stesso reparto sono presenti diversi pazienti isolati per patologie infettive che tolgono ulteriori posti letto e alzano notevolmente il livello di rischio di infezioni per i pazienti e gli stessi operatori.&nbsp;</p>
<p>Il personale infermieristico già sottodimensionato è costretto a interpretare ruoli diversificati, gestendo terapie complesse e spesso salva vita e al contempo occupandosi delle necessità assistenziali tipiche del paziente chirurgico dovendo effettuare procedure assistenziali di pazienti afferenti ad almeno 5 specialisti diversi.&nbsp;</p>
<p>Questa situazione genera un sovraccarico di lavoro per il personale infermieristico che si trova a dover gestire situazioni complesse e a garantire un'assistenza adeguata in condizioni precarie mettendoli anche a grave rischio di errore e quindi costantemente sotto pressione fisica e psicologica.&nbsp;</p>
<p>L’infermiere è chiamato oltretutto a trovare soluzioni per i posti letto cronicamente esigui e lontani dalle sue funzioni, generando un flusso continuo di pazienti in entrata e in uscita spesso fino a tarda notte, togliendo minuti preziosi alle esigenze di cura dei pazienti.&nbsp;</p>
<p>Chiaramente questa situazione porta ritardi negli interventi programmati spesso bloccati e rimandati a date da destinarsi.&nbsp;</p>
<p>Pazienti sottoposti ad altissimi fattori di rischio e personale sottoposto a carichi di lavoro estenuanti. &nbsp;</p>
<p><strong>Insomma un “Gran Mix” ad alto rischio sicurezza per operatori e pazienti. La gestione Rocca non è solo fallita, ma stà diventando un pericolo.&nbsp;</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/regionelazio.jpeg" length="14820" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-151085</guid>
                        <pubDate>Tue, 07 Jan 2025 15:09:56 +0100</pubDate>
                        <title>Decine di ambulanze bloccate nei PS di Roma e Provincia e attese infinite per i ricoveri. Basta propaganda, servono assunzioni massicce e posti letto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/decine-di-ambulanze-bloccate-nei-ps-di-roma-e-provincia-e-attese-infinite-per-i-ricoveri-basta-propaganda-servono-assunzioni-massicce-e-posti-letto-1511.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>È ora di dire basta con fenomeno del blocco barella nei Pronto Soccorso di Roma e provincia: da anni l’Unione Sindacale di Base Sanità Lazio denuncia questa situazione critica che mette a rischio la vita dei cittadini, ma nessuno sembra curarsene se non quando arrivano denunce agli organi di stampa.</p>
<p>I vertici regionali ed aziendali si sono rivelati fallimentari nella gestione del servizio di emergenza-urgenza, con la “revisione del piano per la gestione del flusso di ricovero e del sovraffollamento in Pronto Soccorso” del 17/11/2022 che non ha prodotto i risultati sperati.</p>
<p>La cronica mancanza di posti letto negli ospedali si ripercuote sui PS che sono costretti a far sostare i pazienti nei propri locali sulle barelle delle ambulanze, senza poter rispettare i criteri di sicurezza per lo stazionamento: in questo modo si provoca il fenomeno del blocco barella, con la conseguenza che il mezzo non è più operativo. Si crea, così, una seria difficoltà di risposta da parte del servizio di emergenza-urgenza extraospedaliera che è costretto ad inviare mezzi privi di barella, qualcosa di molto distante dal target con il presidio a bordo, pur di dare l’assistenza al cittadino.</p>
<p>Evidenziamo, inoltre, che le continue aggressioni nei Pronto Soccorso e agli operatori del 118 sono i campanelli di allarme di questa grave situazione, dove il cittadino non si sente assistito in modo sufficiente.</p>
<p><strong>Ci chiediamo dove sono le 14000 assunzioni in sanità, se gli esiti sono questi?</strong></p>
<p>Con l’anno Giubilare ci aspettavamo una revisione del piano per il sovraffollamento nel Lazio, visto che il fenomeno nella nostra regione va avanti da decenni; ed invece si lascia ARES 118 a sbrigarsela da solo. L’arrivo di un cospicuo numero di pellegrini e di conseguenza un aumento delle chiamate di soccorso, nell’attuale condizione, non farà che peggiorare la situazione.</p>
<p>Riteniamo i vertici regionali responsabili di questa difficile situazione, che mette a rischio i lavoratori della sanità ed i cittadini che si rivolgono al SSR in condizioni di emergenza-urgenza.</p>
<p>Chiediamo una immediata revisione del piano per la gestione del flusso di ricovero e del “sovraffollamento in Pronto Soccorso” del 17/11/2022, una massiccia assunzione di personale che permetterebbe l’aumento dei posti letto producendo così un reale miglioramento dell’assistenza.</p>
<p><strong>USB Sanità Lazio</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://sanita.usb.it/fileadmin/archivio/sanita/CSLAZIO__1_.png" length="364603" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
            
        </channel>
    </rss>

