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            <title>Rss Feed sanita.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di sanita.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Fri, 23 Oct 2026 22:40:56 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 22:40:56 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Thu, 22 Oct 2026 16:50:29 +0200</pubDate>
                        <title>LA CONDANNA ALL’OSPEDALE NIGUARDA FOTOGRAFA UNA REALTA’ DI SISTEMATICO SFRUTTAMENTO E ASSENZA DI TUTELA DI SALUTE E SICUREZZA</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza del Tribunale di Milano (4493/2026) contro l'ospedale Niguarda non rappresenta solo l’ennesima conferma della carenza di Infermieri e del loro sistematico demansionamento a causa dell’assenza del personale di supporto, ma va dritta al cuore del problema: il costo delle carenze organizzative non può essere trasferito sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E non si limita ad affermare quello che, pur essendo un principio fondamentale, è stato negli anni sistematicamente disatteso, ma obbliga al risarcimento del danno da “usura psico-fisica”, causato ai lavoratori e alle lavoratrici, quantificando l’importo economico risarcitorio in maniera progressiva in ragione dell’”evoluzione peggiorativa” dello stress nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giudice, in maniera del tutto innovativa, va quindi oltre il semplice concetto di danno biologico, che necessita di accertamento e prova di una patologia clinicamente accertata e correlabile, dando per acclarato che ritmi e condizioni di lavoro come quelle dimostrate dai ricorrenti non possano che dar luogo ad una progressiva “usura psicofisica”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Carenza cronica di Infermieri e OSS, turni stravolti da un giorno all’altro, riposi non garantiti, demansionamento sistematico, ambienti di lavoro nocivi e stressogeni, assenza di formazione per i neoassunti, non riguardano solo il Niguarda ma l’intero SSN.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quando l’organizzazione del lavoro è stata espunta dalla contrattazione sindacale per diventare prerogativa esclusiva delle direzioni aziendali, grazie alla Riforma Brunetta del 2009, i ritmi e le condizioni di lavoro sono notevolmente peggiorati, facendo ricadere totalmente sui lavoratori e le lavoratrici le conseguenze di tagli decennali al SSN, anacronistici tetti di spesa per il personale e sul salario accessorio, liste d’attesa infinite e tagli ai servizi e ai posti letto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il personale è ormai spremuto fino all'osso, i salari sono da fame e la qualità dell'assistenza è inevitabilmente mediocre oltreché ridotta ai minimi termini.&nbsp;</p>
<p>Mentre gli Ordini e i sindacati corporativi parlano di ipotetiche carriere, propongono l'elemosina di pochi spiccioli di indennità e viene introdotta nel contratto la nuova figura dell’Assistente Infermiere - nel vano tentativo di tamponare le carenze infermieristiche comprimendo ulteriormente il costo del lavoro - il sistema pubblico crolla sotto il peso dei tagli e delle fughe dagli Ospedali e dalla professione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è la situazione dentro il SSN mentre fuori si continua a fingere che esistano “eccellenze” e “performance” da valutare con le pagelline!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vogliamo però affidarci ad una sentenza. Per quanto importante, dobbiamo trasformarla in quotidiana battaglia sindacale in ogni singolo posto di lavoro, per riappropriarci del diritto di decidere sull’organizzazione del lavoro. Tutelare i lavoratori e le lavoratrici per difendere il SSN .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FINANZIARE I SERVIZI PUBBLICI, NON LE GUERRE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CONTRO RIARMO E CAROVITA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE: LA SANITA’ SI FERMA!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 14 Oct 2026 20:52:35 +0200</pubDate>
                        <title>STIPENDI DA FAME, CARENZA DI PERSONALE E SOLDI ALLA GUERRA: IL 30 OTTOBRE LA SANITA’ SI FERMA</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/stipendi-da-fame-carenza-di-personale-e-soldi-alla-guerra-il-30-ottobre-la-sanita-si-ferma-2055.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Servizio Sanitario Nazionale sta in piedi ogni giorno solo grazie a chi ci lavora, costretto a carichi insostenibili a fronte di stipendi sempre più poveri, per questo USB PI &nbsp;Sanità conferma e rilancia la partecipazione allo sciopero generale del 30 ottobre 2026 invitando tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della sanità a fermarsi.</p>
<p>I dati parlano chiaro: tra il 2022 e il 2025 l’inflazione cumulata IPCA è stata del 18,4%, mentre i rinnovi contrattuali sono rimasti molto al di sotto di questa percentuale, senza recuperare il potere d’acquisto perduto. E l’IPCA è un indice al ribasso, che non tiene in considerazione i prodotti energetici, ormai alle stelle dopo il conflitto in Iran.&nbsp;</p>
<p>Rivendichiamo un meccanismo automatico di adeguamento dei salari all’inflazione reale e aumenti direttamente sul tabellare, con la fine di un sistema indennitario frammentato che continua a creare disparità tra chi lavora fianco a fianco.</p>
<p>Ma oltre ai salari c’è il problema dei carichi di lavoro: reparti e servizi vanno avanti con personale insufficiente, turni pesanti e ritmi che minano il benessere psicofisico. Stress lavoro-correlato e burnout non possono essere il prezzo inevitabile dell’assistenza: servono un piano straordinario di assunzioni nel SSN per ridurre i carichi di lavoro e garantire la sicurezza delle cure e il riconoscimento del lavoro usurante per tutte le figure professionali del SSN che dia il diritto al pensionamento anticipato.</p>
<p>Per fare tutto questo i soldi ci sono, ma vengono dirottati in armi: l’Italia destina 48,31 miliardi di euro alla difesa mentre, solo nel 2024, quasi 5,8 milioni di persone, circa il 10% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una visita specialistica o a un esame diagnostico strettamente necessario.&nbsp;</p>
<p>E’ ora di invertire la rotta: meno soldi per armi e spese militari, più risorse per la sanità pubblica.&nbsp;<br /> La vera sicurezza è il diritto alla salute, sono i servizi pubblici accessibili e condizioni di vita e di lavoro dignitose.</p>
<p>Il 30 ottobre si scende in piazza contro la guerra, per salari adeguati, più personale e condizioni di lavoro sostenibili.&nbsp;<br /> La sanità pubblica non può più aspettare: la dignità di chi cura e il diritto alla salute devono tornare al centro delle scelte politiche ed economiche di questo Paese.</p>
<p><br /> USB PI Sanità&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:16:32 +0200</pubDate>
                        <title>ASSISTENTE INFERMIERE: UN’OPPORTUNITÀ O UN RISCHIO?</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/assistente-infermiere-unopportunita-o-un-rischio-1218.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Quale impatto avrà la figura dell’Assistente Infermiere sul futuro della professione infermieristica, degli OSS e sull’organizzazione del Servizio Sanitario?<br /> USB Pubblico Impiego Sanità presenta i risultati dell’indagine sull’Assistente Infermiere, promuovendo un momento di confronto aperto a lavoratrici, lavoratori e a tutte le persone interessate.</p>
<p class="text-justify">🗣️ Un’occasione per approfondire il tema, ascoltare punti di vista diversi e discutere insieme delle ricadute sulla qualità dell’assistenza, sulle condizioni di lavoro e sul ruolo delle professioni sanitarie.<br /> 📍 Polo Formativo NIC3 Careggi – Firenze<br /> 📅 Martedì 20 ottobre<br /> 🕥 Ore 10:30<br /> 🤝 Una sanità pubblica di livello &nbsp;per lavoratori e cittadini si costruisce attraverso il confronto, la partecipazione e la tutela della qualità dell’assistenza.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 07 Oct 2026 10:12:33 +0200</pubDate>
                        <title>SANITÀ MARCHE, USB: «LA LOTTA PAGA. ORA GLI IMPEGNI DEVONO DIVENTARE ASSUNZIONI»</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-marche-usb-la-lotta-paga-ora-gli-impegni-devono-diventare-assunzioni-1013.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;È stata una giornata di mobilitazione importante per USB Pubblico Impiego Marche, che&nbsp;questa mattina, davanti alla Regione Marche, ha portato la voce degli idonei delle graduatorie, infermieri e in particolare degli OSS, chiedendo lo scorrimento delle graduatorie, le assunzioni e il rafforzamento degli organici della sanità pubblica.<br /> <br /> <br /> Ancona - martedì,&nbsp;6 ottobre 2026<br /> È intervenuto il consigliere regionale Maurizio Mangialardi, che ha raccolto le richieste di USB e ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.<br /> <br /> Al presidio si è presentato anche il presidente della Commissione Sanità, al quale sono state illustrate le nostre rivendicazioni, successivamente riportate all’assessore regionale alla Sanità. Paolo Calcinaro<br /> <br /> L’assessore, impegnato a Roma, ha contattato telefonicamente i rappresentanti USB PI Marche e ha comunicato che la Regione ha scritto ai direttori generali delle Aziende Sanitarie delle Marche per sollecitare lo scorrimento della graduatoria OSS, chiedendo di procedere con le prime manifestazioni di interesse all’assunzione prima della scadenza del&nbsp;31 ottobre 2026.<br /> <br /> Un risultato concreto della mobilitazione.<br /> <br /> L’assessore ha inoltre indicato la possibilità, qualora nei piani di fabbisogno siano già previste assunzioni di OSS, di utilizzare la graduatoria vigente anche prevedendo una decorrenza successiva della presa di servizio, quando necessario e compatibile con le esigenze organizzative.<br /> <br /> Una soluzione che consentirebbe di salvaguardare gli idonei già individuati, evitando che la scadenza della graduatoria o i tempi di un eventuale nuovo concorso finiscano per vanificare assunzioni già programmate.<br /> <br /> Per USB PI Marche è quindi necessario che le Aziende Sanitarie verifichino tutti i posti OSS previsti nei piani di fabbisogno e procedano rapidamente allo scorrimento della graduatoria attuale.<br /> <br /> Resta aperta la questione della proroga della graduatoria OSS, sulla quale l’assessore ha manifestato perplessità. USB PI Marche continuerà a sostenerne la necessità per non disperdere professionalità già selezionate, in un sistema sanitario che continua a registrare carenze di personale.<br /> <br /> Ora USB PI Marche &nbsp;vigilerà sull’attuazione degli impegni assunti dalla Regione e sulle iniziative delle Aziende Sanitarie.<br /> <br /> La mobilitazione ha aperto un confronto e prodotto i primi risultati. Ora servono gli atti e le assunzioni.<br /> <br /> La lotta paga.<br /> <br /> Unione Sindacale di Base Marche non si ferma.<br /> <br /> Ringraziamo tutte e tutti gli idonei che hanno partecipato attivamente al Presidio<br /> <br /> USB Pubblico Impiego Marche</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 06 Oct 2026 21:05:48 +0200</pubDate>
                        <title>Sanità Puglia. Piani assunzionali 2026: stabilizzazioni bloccate e assunzioni col contagocce. USB chiede un tavolo regionale permanente</title>
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                        <description>Nella seduta del 30 settembre 2026 la Giunta regionale ha approvato i Piani assunzionali 2026 delle Aziende ed Enti del SSR: i numeri del provvedimento descrivono una sanità pubblica ridotta all&#039;osso.

La delibera rinvia a &quot;successive determinazioni regionali&quot; il personale che matura i requisiti nel corso del 2026 nonostante il legislatore nazionale ha prorogato proprio al 31 dicembre 2026 il termine per maturarli, con l&#039;obiettivo di superare il precariato: secondo la rilevazione regionale del 16 settembre, sono 1.132 i precari che matureranno i requisiti entro fine anno, e 1.232 considerando le proroghe; su 3.696 lavoratori a tempo determinato in servizio nel SSR, l&#039;unica prospettiva certa è una proroga fino al 31 dicembre 2026.

In tutta la regione sono autorizzate 753 assunzioni, per 66,3 milioni di euro. Gli infermieri sono appena 42, gli OSS 19 e gli autisti di ambulanza 4, tutti in un&#039;unica azienda, numeri che sono lontanissimi dal fabbisogno reale dei reparti e dell&#039;emergenza-urgenza. La delibera prevede inoltre che anche queste assunzioni siano sospese se la spesa per il personale non diminuisce.

Il provvedimento dispone il &quot;graduale e progressivo abbattimento&quot; delle prestazioni aggiuntive, in particolare per il personale del comparto. La loro spesa è stimata in 58,7 milioni nel 2026, quasi quanto l&#039;intero piano assunzionale; questo significa che tagliarle senza assumere significa lasciare scoperti i turni e scaricare il peso su chi è già in servizio. La stessa Regione riconosce che la capacità assistenziale è limitata non solo dalla carenza di personale, ma anche da un impiego poco efficiente delle risorse disponibili. Ad oggi, però, nessuna ASL o Azienda ospedaliera pugliese ha avviato una riorganizzazione per ricollocare nell&#039;assistenza il personale attualmente assegnato a funzioni non congrue con il proprio profilo: si taglia sulle prestazioni e sui precari prima di organizzare meglio ciò che già esiste.

Il Presidente della Regione e l&#039;Assessore alla Salute hanno la responsabilità di garantire il funzionamento degli ospedali; se la scelta resta quella del solo contenimento della spesa, ne traggano le conseguenze. I cittadini e i lavoratori della sanità pugliese meritano rispetto, per questo come organizzazione sindacale chiediamo: 

la convocazione urgente di un tavolo regionale permanente con le organizzazioni sindacali, per monitorare l&#039;attuazione della delibera, l&#039;andamento della spesa e gli effetti sui servizi;
la stabilizzazione di tutti i precari che hanno maturato o matureranno i requisiti nel 2026;
lo sblocco dei concorsi regionali per infermieri e OSS e delle procedure in corso;
un piano straordinario di assunzioni per infermieri, OSS e figure tecniche, a partire dagli autisti di ambulanza;
l&#039;avvio, in ogni Azienda, di una ricognizione e riorganizzazione del personale allocato in funzioni non congrue.
Senza personale non c&#039;è sanità pubblica.

USB Pubblico Impiego – Coordinamento Regionale Puglia Sanità</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 17:57:40 +0200</pubDate>
                        <title>ARES 118:MENTRE LICENZIA I PRECARI E LE GRADUATORIE VANNO A RILENTO, IL SOCCORSO VIENE SVENDUTO ALLE ODV.                                                                USB: SENZA APPALTI C’E’ POSTO PER TUTTI E TUTTE E PER UN SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITA’</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La gestione della sanità d’emergenza nella Regione Lazio si trova di fronte all'ennesimo, grave cortocircuito organizzativo che mette a rischio sia la tenuta del servizio d'emergenza-urgenza sia i diritti dei lavoratori. Da una parte, con l’avvicinarsi della stagione invernale e del fisiologico incremento di soccorsi legato al picco influenzale, la Regione decide di mandare a casa gli operatori di ARES 118 a tempo determinato, fissando un'incomprensibile scadenza anticipata al 30 novembre rispetto agli impegni presi per fine anno. Tale misura viene giustificata con la necessità di dare priorità alle assunzioni da concorso a tempo indeterminato, ma la realtà dei fatti smentisce questa narrazione: lo scorrimento delle graduatorie procede a ritmi drammaticamente lenti, creando un vuoto d'organico immediato che lascerà le ambulanze scoperte e genererà l'ormai cronico e devastante fenomeno del “blocco barelle” negli ospedali.</p>
<p>Dall'altra parte, per far fronte a una carenza strutturale che essa stessa sta alimentando con i licenziamenti e le mancate proroghe, ARES 118 sceglie di compiere un assurdo passo indietro riaprendo le porte all'esternalizzazione del servizio. Attraverso una recente delibera, ARES, con il via libera della Regione Lazio, sta infatti affidando ben 56 postazioni di soccorso alle Organizzazioni di Volontariato, Croce Rossa in primis, inseguendo il mito del servizio a &quot;costo zero&quot; e affidandosi a personale volontario la cui reale disponibilità e qualificazione rimangono tutte da verificare. Si tratta di una scelta che ripropone le stesse criticità già viste nel 2015 con gli appalti privati — caratterizzati da equipaggi ridotti all'osso, assenza di idonee postazioni di stazionamento e tutele contrattuali al ribasso — ma con un'aggravante ancora più seria: questa operazione calpesta apertamente l'accordo siglato nel 2019 con le organizzazioni sindacali per l'internalizzazione del servizio e condanna al licenziamento centinaia di lavoratori dipendenti delle società private che finora hanno garantito il soccorso sul territorio.</p>
<p>Il contrasto è tanto stridente quanto inaccettabile: mentre da un lato si smantella l'organico pubblico privandosi di figure esperte e rallentando l'ingresso dei vincitori di concorso, dall'altro si pezza la falla precarizzando ulteriormente il sistema con il ricorso al volontariato. <strong>USB </strong>non intende assistere in silenzio a questo smantellamento programmato e chiede con forza la revoca immediata della delibera di affidamento alle ODV, la proroga per almeno sei mesi di tutti i contratti a tempo determinato e una decisa accelerazione nello scorrimento delle graduatorie concorsuali per la stabilizzazione e l'assunzione di personale medico, infermieristico e tecnico.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:43:13 +0200</pubDate>
                        <title>EMENDAMENTI AL NUOVO DECRETO PA: IL TETTO ALLA SPESA DEL PERSONALE RESTA, I CARICHI DI LAVORO AUMENTANO, IL LAVORO A COTTIMO DIVENTA STRUTTURALE E SI CONTINUA A FINANZIARE IL PRIVATO. AUMENTANO I TICKET.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Doppio lavoro, specializzandi utilizzati per coprire le carenze e centinaia di milioni destinati al privato accreditato. Dall’analisi degli emendamenti in materia sanitaria presentati durante la conversione del DL 144/2026 emerge soprattutto un dato: <strong>non c’è alcuna intenzione di superare il tetto alla spesa per il personale del Servizio sanitario nazionale.</strong>&nbsp; Al massimo, si può concedere qualche deroga o soluzione temporanea. È questo il vero filo conduttore degli emendamenti.<br /> Quando si interviene sul personale, infatti, ritorna continuamente la stessa logica: assunzioni e stabilizzazioni devono avvenire esclusivamente nei limiti delle facoltà assunzionali, delle risorse disponibili e della programmazione dei fabbisogni. E su alcune disposizioni arriva quella che rischia di diventare la vera pietra tombale di ogni ipotesi di rafforzamento del SSN<strong>: “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”</strong>.<br /> Le <strong>Case di comunità</strong> sono l’esempio emblematico. Si prevede infatti la possibilità per infermieri, tecnici e altre professioni sanitarie di svolgere <strong>attività libero professionale</strong>, fuori dall’orario di servizio proprio all’interno di quelle strutture che avrebbero dovuto rappresentare uno dei pilastri della nuova assistenza territoriale.<br /> Il messaggio che ne deriva è difficile da ignorare e conferma quanto USB ha sempre denunciato: <strong>sono state costruite scatole vuote senza la possibilità di assumere nuovi organici necessari a farle funzionare</strong>. E adesso si cerca di tenerle in piedi ricorrendo al lavoro aggiuntivo del personale, che già opera nel Servizio pubblico, con una sorta di <strong>lavoro a cottimo</strong>. Una soluzione che non realizza il tanto decantato rafforzamento del territorio, ma sposta ancora una volta il peso delle carenze sulle lavoratrici e sui lavoratori della sanità e sulla loro salute e sicurezza.<br /> E’ previsto, invece, l’aumento del tetto per l’acquisto di prestazioni ospedaliere dal privato accreditato e l’oramai imprescindibile contributo pubblico per il rinnovo dei contratti delle lavoratrici e i lavoratori della sanità privata. Una scelta che rende ancora più evidente la contraddizione: <strong>il tetto alla spesa per il personale pubblico resta, mentre aumentano le risorse destinate al privato accreditato anche attraverso l’aumento delle tariffe del nomenclatore e si cerca di far cassa sulla pelle dei cittadini con l’aumento dei ticket sanitari nonostante siano già 5,8 milioni di persone costrette a rinviare o rinunciare alle cure.</strong><br /> Anche sul diritto alla mensa e al buono pasto la logica non cambia e le contraddizioni si palesano con forza. Gli emendamenti prevedono un fondo da 100 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per far fronte al contenzioso già pendente, ma precisano che quelle risorse non comportano alcun riconoscimento generalizzato del diritto. Si accantonano quindi risorse per pagare le conseguenze delle vertenze mentre si evita, con la complicità dei sindacati firmatari, di inserire in sede contrattuale una soluzione chiara e uniforme, che riconosca il diritto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori interessati, senza costringerli a rivolgersi ai tribunali.<br /> Per USB PI serve <strong>abolire il tetto alla spesa per il personale, finanziare un piano pluriennale straordinario di assunzioni a tempo indeterminato a partire dagli idonei ai concorsi, stabilizzare tutto il precariato presente, garantire salute e sicurezza e non incentivare doppio lavoro, rinnovi contrattuali e salari capaci di recuperare potere d’acquisto e migliorare le condizioni di vita, riportare tutte le risorse dentro il servizio sanitario pubblico. </strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 11 Aug 2026 18:06:33 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI, analisi preintesa CCNL sanità 2025-2027 </title>
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                        <description>Scarica e leggi il documento</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:34:58 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI: FIRMA PREINTESA CCNL SANITA’ 2025-2027 E’ UN PASSO ULTERIORE VERSO LA FUGA DAL SSN.</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-firma-preintesa-ccnl-sanita-2025-2027-e-un-passo-ulteriore-verso-la-fuga-dal-ssn-1737.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di conoscere i dettagli e le tabelle della ripartizione economica (per capire se e come siano state aumentate le indennità) del testo siglato oggi 29 luglio, possiamo anticipare, senza possibilità di smentita, che questo contratto non porterà aumenti reali nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità e continuerà ad alimentare la guerra tra poveri all’interno del comparto, attraverso il sistema indennitario.<br /> Il coro unanime, governativo-sindacale, di elogio della velocità, appare ridicolo a fronte di una “trattativa” appiattita su risorse predeterminate a monte dal nuovo Patto di Stabilità e confermate dalla Legge di Bilancio 2025, senza tener conto dell’andamento reale dell’inflazione che già oggi viene stimata, da tutti i maggiori Osservatori istituzionali, in misura maggiore a quanto programmato.<br /> Non servono, del resto, dei geni per capire che con le guerre in corso e i prezzi energetici schizzati alle stelle, ma che non vengono ricompresi nel calcolo dell’inflazione programmata sulla quale si basano i rinnovi contrattuali, questo sarà l’ennesimo contratto a perdere; motivo per il quale non c’è nulla di nobile nella chiusura tempestiva ma solo il tentativo di salvare la faccia prima che l’aumento dell’inflazione renda evidente qualsiasi mistificazione sul suo reale valore economico.<br /> L’altro aspetto altrettanto drammatico è la perseveranza con la quale i sindacati firmatari continuano a perseguire la strada del sistema indennitario invece che combattere per l’aumento stabile e universale del tabellare.<br /> Un sistema malato che non solo crea lavoratori di serie A e di serie B ma che, in assenza di risorse vere, alimenta la guerra tra poveri.&nbsp; Indennità originariamente previste per alcune categorie e per alcune condizioni di lavoro specifiche che vengono dilatate a dismisura per cercare di comprendere tutti, senza riuscirci peraltro, e cercare di supplire così all’incapacità di lottare per ottenere aumenti veri per tutti e tutte. Una torta sempre più piccola della quale si aumentano continuamente le fette finisce solo per restituire poche briciole ad ognuno.<br /> In questo modo, lo stipendio di un Sanitario è sempre più precario ed esclusivamente legato al posto momentaneo di lavoro (PS, TI, ecc.) mentre i carichi e le condizioni di lavoro peggiorano per tutti e tutte e così pure la carenza di personale e la salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.<br /> Un rinnovo contrattuale condotto dai sindacati in posizione prona, senza un’ora di conflitto, che il massimo della discussione lo ha prodotto sul tema degli incarichi per pochi eletti. Per i sindacati corporativi delle professioni, invece, una promozione sul campo: da inutili a dannosi.<br /> Non c’è da stupirsi se la relazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio nel certificare la perdita secca dei salari italiani dal 1990 ad oggi, a fronte di una crescita di oltre il 35% nei Paesi OCSE, individui come contributi principali da una parte il continuo operare sulle aliquote IRPEF e, dall’altra la moderazione salariale. Praticamente la certificazione del fallimento della funzione e delle politiche di quegli stessi sindacati che oggi hanno allegramente firmato il contratto della sanità.</p>
<p><strong>USB PI SANITÀ</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 16:35:16 +0200</pubDate>
                        <title>Continua la solidarietà a Margherita Napoletano. USB sosterrà ogni iniziativa</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/continua-la-solidarieta-a-margherita-napoletano-usb-sosterra-ogni-iniziativa-1638-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l’USB, insieme ad un centinaio di persone, ha partecipato al presidio presso l’Ospedale San Raffaele in solidarietà e a difesa di Margherita Napoletano, la delegata sindacale&nbsp; e coordinatrice RSU licenziata in tronco per aver segnalato la carenza di personale e la cattiva gestione degli appalti all’interno della struttura sanitaria.<br /> In realtà la vicenda di Margherita è un paradigma della sanità lombarda dove l’interesse per il profitto ha soppiantato ormai da tempo il diritto alla salute e il sistema della sanità privata sta letteralmente divorando quello della sanità pubblica, soprattutto grazie ad un connubio di complicità tra amministratori pubblici, imprenditori privati e organizzazioni sindacali che in questo sistema galleggiano.</p>
<p>Oggi è stata decisa l’istituzione di un presidio permanente e la convocazione di un’assemblea pubblica.</p>
<p>Ovviamente l’USB seguirà tutta la vicenda, consapevoli che la partita in gioco va ben oltre la vicenda sindacale e umana della compagna Margherita.<br /> USB Pubblico IMpiego - Sanità</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:38:49 +0200</pubDate>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/default-c71faddb67-1456.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Da una parte i sindacati che siedono al tavolo danno numeri in libertà, dall’altra l’ARAN che in un tentativo di bullismo conto terzi li smentisce senza però dare le cifre reali del rinnovo.<br /> Uno scontro tra Titani che, se non fosse disgustoso, sarebbe esilarante, di quelli ai quali assistere con i pop corn in mano, per capirci.<br /> Le cifre del rinnovo contrattuale sono arcinote a tutti perché già stanziate dalla Legge di bilancio, e corrispondono per il rinnovo 2025-2027 al 5,4% del monte salari, distribuite tra incremento dello stipendio tabellare e risorse da destinare alla contrattazione integrativa<br /> Le cifre in busta paga non saranno tanto distanti da quelle misere ricevute col precedente rinnovo del 2022-2024<br /> E allora, perché si scaldano tanto? Semplicemente perché tutti vogliono fare il gioco delle 3 carte, almeno fino alla prima busta paga che svelerà la realtà, dando cifre comprensive di arretrati e indennità che andranno solo ad alcuni, nel tentativo di mistificare un contratto che non solo non porterà aumenti nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità ma che, ancora una volta, non starà nemmeno al passo dell’inflazione, che cresce a passo di carica a causa delle guerre in corso. Un altro contratto in perdita.<br /> Non bastasse, la recente legge sulla valutazione della performance a firma Zangrillo limiterà salario accessorio e differenziali stipendiali per una percentuale di personale stabilita a prescindere, alla faccia del merito!</p>
<p class="text-justify">Il rinnovo del contratto della sanità è in dirittura d’arrivo, ma c’è poco da stare allegri!</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego-Sanità<br /> <br /> Qui il testo completo del comunicato ARAN</strong><br /> &lt;&lt;ARAN: PASSI AVANTI SUL CONTRATTO, MA SERVE CORRETTEZZA SUI DATI&nbsp; (Roma, 22 lug)<br /> Si è svolta oggi una sessione negoziale di oltre quattro ore sul rinnovo del Ccnl Comparto Sanità, che ha consentito un esame analitico e sistematico del testo contrattuale nella sua interezza: dalla parte normativa agli istituti economici. Lo fa sapere in una nota l'ARAN, spiegando che &quot;al termine dell'incontro, alcune questioni - ritenute prioritarie da entrambe le delegazioni trattanti - restano ancora aperte e condizionano la chiusura definitiva del negoziato. Tuttavia, il confronto odierno ha prodotto progressi concreti e misurabili nella costruzione di un'intesa equilibrata tra le esigenze delle amministrazioni e le istanze delle rappresentanze sindacali&quot;. L'ARAN prende atto &quot;con preoccupazione delle significative difformità riscontrate in alcuni comunicati diffusi da alcune organizzazioni sindacali a margine della riunione. Le cifre rese pubbliche, oscillanti, a seconda della sigla, tra una media di 130 e una di 240 euro mensili per la categoria degli infermieri, non corrispondono all'ipotesi contrattuale attualmente sul tavolo&quot;. Una comunicazione &quot;ancorata ai dati reali non è soltanto una questione di correttezza verso gli addetti ai lavori: è condizione indispensabile per la credibilità del negoziato. Desta perplessità, infine, la valutazione di chi qualifica questa sessione come 'ennesima occasione persa'. È utile ricordare che non più di dieci mesi fa le medesime organizzazioni avevano sottoscritto il Ccnl 2022-2024. Se la tornata in corso è 'l'ennesima', il giudizio finisce inevitabilmente per investire anche quel recente accordo. Coerenza e continuità di valutazione sono prerequisiti di qualsiasi interlocuzione costruttiva&quot;&gt;&gt;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 19:21:38 +0200</pubDate>
                        <title>S - CONCERTO DEL 4 luglio – LA SANITA’ NON PUO ESSERE SEMPRE IN MAXI EMERGENZA!</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/s-concerto-del-4-luglio-la-sanita-non-puo-essere-sempre-in-maxi-emergenza-1942.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Chiusure di interi quartieri, sospensione delle tratte normali di alcuni mezzi pubblici, cittadini ”sequestrati” nelle loro case e per concludere stravolgimento, interno ed esterno, del Policlinico Tor Vergata grandi manovre tutto per il maxi concerto del cantante Ultimo per il quale il Sindaco Gualtieri si auto-elogia da giorni.&nbsp;</p>
<p>Un grande evento che si trasforma in MAXI EMERGENZA e che colpisce indistintamente abitanti, pazienti, lavoratori e lavoratrici del Policlinico Tor vergata la cui unica colpa è essersi trovati al momento sbagliato in questo quadrante della città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per i lavoratori e lavoratrici dell’AOU Policlinico Tor Vergata disagi inverosimili dalla “imposizione” di orari incomprensibili e non concordati ad una condizione complessa da dover gestire data anche dalla inaccessibilita, tra strade chiuse e linee bus soppresse, delle visite per i pazienti costretti a subire inermi al caos indotto per il “Grande Evento”.</p>
<p>Lasciate ogni speranza voi tutti e tutte che, si spera di no, avrete bisogno del PS!&nbsp;</p>
<p>Roma e il Servizio Sanitario di questa città, già costantemente pressate dall’affluenza continua di turisti, di certo non avevano bisogno di questa ulteriore pressione solo per qualche medaglia sul petto di chi amministra e governa entrambe: e i fans di Ultimo avrebbero sicuramente compreso la necessità di fare, semplicemente, più date del concerto.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:33:45 +0200</pubDate>
                        <title>NON SOLO INCARICHI:  SALARI  ADEGUATI , SICUREZZA, ORGANIZZAZIONE, PARTECIPAZIONE</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/non-solo-incarichi-salari-adeguati-sicurezza-organizzazione-partecipazione-1437.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Da anni il rinnovo del contratto della sanità viene raccontato come una vittoria anche quando non recupera nemmeno il potere d’acquisto perso. Siamo arrivati al punto che si canta vittoria non quando si avanza, ma quando si riesce appena a limitare i danni, quando gli aumenti pareggiano a malapena l’inflazione e il salario reale continua, comunque, a perdere valore. Questo è il risultato di una lunga stagione in cui i sindacati collaborazionisti hanno rinunciato al conflitto sul salario, accettando la logica delle compatibilità, delle risorse insufficienti decise a monte dalla legge di bilancio e non contrattabili in sede di rinnovo contrattuale, svuotando, di fatto, la funzione primaria del contratto nazionale.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Il salario deve crescere davvero</strong><br /> Il rinnovo contrattuale deve restituire potere d’acquisto a chi lavora nella sanità pubblica. Non basta contenere le perdite, non basta pareggiare l’inflazione dopo anni di arretramento. Serve salario vero, stabile, tabellare, certo e pensionabile perchè il sistema indennitario divide i lavoratori, rende incerta una parte della retribuzione e non costituisce un vero avanzamento salariale per tutte e tutti. Il salario non può essere sostituito da una giungla di indennità, quote variabili, premialità e dagli incarichi&nbsp; che, inoltre, sono diventati lo strumento per sottrarre risorse al salario collettivo, aumentando differenze, gerarchie e competizione nei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify"><strong>No alla valutazione individuale sul salario</strong><br /> La qualità del lavoro non si costruisce mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri. In reparti sotto organico, con turni pesanti, responsabilità crescenti e carichi di lavoro insostenibili, il problema non è “premiare i migliori”. Il problema è riconoscere il valore collettivo del lavoro sanitario e quindi il salario deve essere un diritto, non il risultato di valutazioni discrezionali e, spesso, ricattatorie.</p>
<p class="text-justify"><strong>Sicurezza, organici, carichi di lavoro e IA</strong><br /> Non c’è qualità dell’assistenza senza condizioni di lavoro dignitose e non c’è sicurezza se i reparti funzionano solo grazie a straordinari, rientri continui, ferie negate, doppi turni e personale costretto a coprire carenze strutturali di organico. Un'innovazione tecnologica della portata dell' Intelligenza Artificiale non può essere introdotta unilateralmente dalle Aziende: deve essere materia di contrattazione decentrata perché incide, sull'organizzazione e sui carichi di lavoro, sulla responsabilità profrssionale, su organici e fabbisogni di personale.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Mensa e buono pasto: basta interpretazioni</strong><br /> Serve chiarezza definitiva sul diritto alla mensa e al buono pasto.<br /> Non possono esserci diritti applicati in modo differente da regione a regione e da azienda ad azienda. Chi lavora nella sanità pubblica, spesso su turni e in servizi aperti 24 ore su 24, deve avere diritti certi, uniformi ed esigibili. In sede di rinnovo contrattuale deve essere previsto l'aumento del valore del buono pasto e le Regioni devono predisporre regolamenti che obblighino le Aziende all'erogazione del buono pasto a tutti i lavoratori e le lavoratrici che effettuano almeno 6 ore di servizio.<br /> Non farlo signicherebbe non solo negare un diritto ma essere conniventi con quei sindacati che delle cause di risarcimento fanno business economico e&nbsp; iscrizioni.</p>
<p class="text-justify">Ci sarebbe molto altro da rivendicare al tavolo di un&nbsp; <strong>rinnovo contrattuale che si preannuncia, per l'ennesima volta, a perdere sia sulla parte economica che su quella normativa che</strong>, d'altronde, non può vedere avanzamenti senza risorse aggiuntive.</p>
<p class="text-justify"><strong>La formazione, la definizione di alcune figure professionali quali l'assistente infermiere (che esiste solo sulla carta) e l'autista soccorritore (proposta ferma da 20 anni), la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, il diritto di sciopero, la mobilità del personale, la proroga e l'esigibilità della norma di prima applicazione per i passaggi verticali, l'allineamento tra orario convenzionale e orario reale di lavoro.</strong></p>
<p class="text-justify">Al momento non c'è traccia di tutto ciò nella discussione in corso all'ARAN, prevalentemente centrata su incarichi e posizioni per una manciata di persone alla faccia di tutto il resto del personale.</p>
<p class="text-justify"><em><strong>Non assisteremo in silenzio all'ennesimo attacco ai salari e alla dignità dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità.</strong></em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:09:30 +0200</pubDate>
                        <title>La riforma che doveva salvare la sanità territoriale rischia di dare il colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-riforma-che-doveva-salvare-la-sanita-territoriale-rischia-di-dare-il-colpo-di-grazia-al-servizio-sanitario-nazionale-1012.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Dopo la pandemia da COVID-19, la politica nazionale ha individuato nel potenziamento della sanità territoriale la risposta ai limiti emersi durante l&#039;emergenza. Attraverso il PNRR e il DM 77/2022 sono stati stanziati miliardi di euro per la realizzazione delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità e di una nuova rete di servizi destinata ad avvicinare l&#039;assistenza ai cittadini, migliorare la presa in carico delle fragilità e alleggerire la pressione sugli ospedali.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'obiettivo era condivisibile. Nessuno mette in discussione la necessità di rafforzare il territorio dopo anni di progressivo indebolimento dei servizi territoriali. Tuttavia, nel disegnare questa riforma sembra essere stato trascurato un elemento fondamentale: la sanità non è fatta di edifici, ma di persone.<br /> Si sono trovate le risorse economiche per costruire strutture, acquistare tecnologie e finanziare nuovi modelli organizzativi. Non si è invece affrontato con la stessa determinazione il problema più grave che oggi minaccia il Servizio Sanitario Nazionale: la drammatica carenza di personale sanitario, in particolare infermieristico.<br /> Da anni assistiamo a pensionamenti non sostituiti, dimissioni volontarie, fuga verso il privato, emigrazione professionale all'estero e una crescente difficoltà ad attrarre nuovi giovani verso le professioni sanitarie. Sempre meno studenti scelgono Infermieristica e sempre più professionisti decidono di abbandonare il servizio pubblico.<br /> Le ragioni sono note e vengono denunciate da tempo. Gli infermieri lavorano ventiquattr'ore su ventiquattro, garantiscono assistenza nei reparti ospedalieri, sul territorio, nelle strutture residenziali e al domicilio. Gestiscono responsabilità enormi, turni usuranti, carichi assistenziali crescenti e una complessità clinica sempre maggiore. Nonostante ciò, continuano a ricevere retribuzioni che non riflettono adeguatamente il livello di responsabilità, le competenze richieste e il valore sociale del loro lavoro.<br /> Su questo tema la politica e le istituzioni sembrano continuare a voltarsi dall'altra parte. A una crisi strutturale si risponde con misure temporanee, indennità specifiche per alcune categorie o piccoli interventi economici che possono rappresentare un segnale, ma che non modificano la sostanza del problema. Mentre il sistema perde professionisti, si continua a distribuire correttivi marginali senza affrontare la questione centrale della valorizzazione economica e professionale degli infermieri.<br /> La conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Si progettano nuovi servizi senza rispondere alla domanda più semplice e più importante: chi assisterà i cittadini nei prossimi anni?<br /> Oggi stiamo assistendo a un fenomeno particolarmente preoccupante. In molte realtà il personale necessario per avviare o potenziare i servizi territoriali viene reperito trasferendo infermieri e altri professionisti dagli ospedali, dai reparti di degenza e dai servizi già esistenti. Non si tratta quindi di un reale incremento delle risorse umane, ma spesso di uno spostamento di personale da un settore all'altro.<br /> Per rafforzare il territorio si finisce così per indebolire ulteriormente ospedali che già lavorano in condizioni di sofferenza. Reparti con organici insufficienti vedono ridursi ulteriormente il personale disponibile, mentre gli stessi servizi territoriali continuano a operare al di sotto degli standard previsti.<br /> Il rischio è evidente: ospedali sempre più in difficoltà e servizi territoriali incapaci di garantire pienamente le prestazioni promesse. In altre parole, la stessa carenza di personale viene distribuita su un numero maggiore di strutture senza essere realmente risolta.<br /> A rendere il quadro ancora più preoccupante vi è un altro elemento che merita una riflessione seria. In diverse realtà stanno partendo gare, affidamenti e modelli gestionali che prevedono il coinvolgimento di soggetti privati nella gestione delle nuove strutture territoriali.<br /> È una circostanza che pone interrogativi inevitabili. Se il problema principale è la carenza di personale nel sistema pubblico, perché non si è investito con la stessa forza nel rendere attrattive le professioni sanitarie? Perché si è scelto di costruire nuove strutture senza garantire prima il personale necessario a farle funzionare?<br /> Il rischio è che Case della Comunità e Ospedali di Comunità, nati per rafforzare la sanità pubblica, finiscano per essere affidati sempre più frequentemente a gestioni esterne non per una scelta di miglioramento dei servizi, ma per l'incapacità del sistema pubblico di reperire e trattenere i professionisti necessari.<br /> Non si può ignorare, inoltre, una sensazione che molti operatori sanitari e molti cittadini condividono. Le ingenti risorse del PNRR hanno inevitabilmente acceso l'attenzione sul tema dell'edilizia sanitaria, delle nuove costruzioni, delle ristrutturazioni e dei grandi progetti infrastrutturali. Milioni di euro, appalti, opere e cantieri sono diventati il simbolo della riforma.<br /> Molto meno spazio è stato invece dedicato alla questione del personale sanitario.<br /> Viene quindi spontaneo chiedersi se la priorità sia stata realmente la costruzione di un sistema sanitario più efficace<strong> </strong>oppure la corsa a realizzare opere e strutture finanziati dai fondi disponibili. Perché mentre si tagliano nastri e si inaugurano edifici, continua a mancare il personale che dovrebbe garantire l'assistenza ai cittadini.<br /> Una Casa della Comunità senza infermieri non cura nessuno. Un Ospedale di Comunità senza professionisti non assiste nessuno. Un edificio, per quanto moderno e tecnologicamente avanzato, non sostituisce la presenza, le competenze e la professionalità degli operatori sanitari.<br /> La sanità rischia così di essere valutata più per il numero di strutture inaugurate che per la capacità concreta di erogare cure. E quando l'attenzione si concentra prevalentemente sui muri, la cura delle persone rischia inevitabilmente di passare in secondo piano.<br /> La vera emergenza della sanità italiana non è la mancanza di edifici. La vera emergenza è la mancanza di professionisti. Finché non si investirà seriamente nelle persone, nelle condizioni di lavoro, nelle retribuzioni e nella valorizzazione delle professioni sanitarie, nessuna riforma potrà raggiungere gli obiettivi dichiarati.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 28 Jun 2026 18:00:41 +0200</pubDate>
                        <title>Inaccettabile: pazienti oncologici lasciati al caldo, poi arrivano i Carabinieri e al Businco scattano acqua e ventilatori. Ospedale oncologico di riferimento regionale della Sardegna e ARNAS Brotzu nel caos gestionale</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/inaccettabile-pazienti-oncologici-lasciati-al-caldo-poi-arrivano-i-carabinieri-e-al-businco-scattano-acqua-e-ventilatori-ospedale-oncologico-di-riferimento-regionale-della-sardegna-e-arnas-brotzu-nel-caos-gestionale-1803.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB PI Sanità esprime indignazione per quanto sta accadendo nei Presidi San Michele e Businco.
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Fa riflettere che soltanto dopo l'ispezione effettuata da SPRESAL e NAS l'Azienda abbia annunciato misure che fino a quel momento non erano state adottate al Presidio Businco: ventilatori, distribuzione di bottiglie d'acqua, pellicole oscuranti e perfino la possibilità di rinviare gli accessi dei pazienti come &quot;estrema ratio&quot;. Se questa è la risposta all'emergenza, significa che per troppo tempo l'emergenza è stata semplicemente ignorata.</p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è che tra i provvedimenti venga contemplata la riprogrammazione di visite e prestazioni in un ospedale oncologico. Al Businco vengono curati pazienti affetti da tumore, sottoposti a chemioterapia e a percorsi terapeutici estremamente delicati. Il Businco rappresenta l’ospedale oncologico di riferimento regionale della Sardegna, e proprio per questo ogni criticità organizzativa e strutturale assume un peso ancora più grave. Sono persone fragili che non possono diventare le vittime dell’inerzia gestionale e della mancata programmazione.</p>
<p class="text-justify">Ridurre l’emergenza del Businco alla distribuzione di ventilatori e acqua significa negare la realtà del problema e continuare a rinviare interventi strutturali ormai improcrastinabili.</p>
<p class="text-justify">Anche la distribuzione di acqua al Presidio Businco conferma il livello di abbandono gestionale, facendo emergere che fino a quel momento non risultavano assicurate nemmeno le condizioni più elementari di assistenza per pazienti e operatori.</p>
<p class="text-justify">La stessa Direzione oggi ammette che gli impianti sono caratterizzati da una &quot;notevole vetustà&quot; e necessitano di interventi strutturali. È esattamente ciò che USB Sanità denuncia da tempo attraverso segnalazioni, richieste di intervento e denunce sulle condizioni del Presidio Businco. Oggi l'Azienda certifica ciò che per troppo tempo ha scelto di non affrontare.</p>
<p class="text-justify">La domanda è inevitabile: dov'era la Direzione quando USB PI Sanità denunciava ripetutamente il deterioramento degli impianti e le condizioni critiche delle strutture? Perché si è aspettato di arrivare a temperature insostenibili per pazienti e operatori prima di intervenire, sia pure con misure del tutto insufficienti?</p>
<p class="text-justify">Se oggi si distribuiscono bottigliette d'acqua e si installano ventilatori al Businco, viene spontaneo chiedersi perché non lo si sia fatto prima. Anche questi interventi minimi arrivano soltanto quando la vicenda assume rilevanza pubblica e dopo l'intervento degli organi di vigilanza.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ha trasmesso un'ulteriore nota urgente all'Amministrazione chiedendo chiarimenti sull'ispezione effettuata da SPRESAL e NAS presso il 5° Piano di Oncologia Medica del Businco, l'accesso ai relativi verbali e un riscontro alla precedente segnalazione sul rischio da stress termico, rimasta senza risposta.</p>
<p class="text-justify">È ancora più grave che il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sia stato tenuto all'oscuro dell'ispezione, pur avendo trasmesso ripetute note e segnalazioni sulle stesse criticità che hanno reso necessario l'intervento degli organi di vigilanza. Apprendere dell'accesso di SPRESAL e NAS dagli organi di stampa, anziché dall'Azienda, rappresenta un fatto inaccettabile e una palese lesione delle prerogative riconosciute all'RLS dalla normativa vigente.</p>
<p class="text-justify">USB PI Sanità non accetterà che una prolungata inerzia venga coperta da interventi di facciata. La salute dei pazienti oncologici e la sicurezza dei lavoratori non si tutelano con comunicati, ventilatori e bottigliette d'acqua, ma con impianti efficienti, manutenzione programmata e una gestione responsabile.</p>
<p class="text-justify">Le responsabilità di quanto accaduto dovranno essere accertate fino in fondo. USB PI Sanità continuerà a vigilare e a denunciare ogni omissione. Perché la dignità dei lavoratori e il diritto alle cure dei pazienti non possono essere sacrificati all'incapacità gestionale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:12:58 +0200</pubDate>
                        <title>SANITÀ PUBBLICA: IL GRANDE SACCHEGGIO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/sanita-pubblica-il-grande-saccheggio-1518.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Oltre 1 miliardo di euro regalato a cooperative e agenzie private nel 2024-2025.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'ultimo rapporto dell'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) mette nero su bianco quello che la USB Pubblico Impiego denuncia da anni: la sanità pubblica viene sistematicamente svuotata per arricchire i privati attraverso il sistema dei medici e infermieri &quot;gettonisti&quot;.<br /> <br /> Mentre i pronto soccorso collassano e le liste d'attesa si allungano all'infinito, le ASL e gli ospedali spendono cifre astronomiche per &quot;affittare&quot; personale medico e infermieristico esterno.<br /> <strong>PIU’ SPESA PUBBLICA</strong>: Un gettonista costa alle casse dello Stato fino a tre volte più di un dipendente assunto regolarmente. Soldi pubblici sottratti ai servizi essenziali per gonfiare i profitti delle agenzie private di intermediazione.<br /> <strong>MENO QUALITA’ DELLE CURE:</strong> La cura ha bisogno di stabilità, continuità terapeutica e integrazione nelle équipe di reparto. Il continuo ricambio di personale esterno spezza questa catena e mina la sicurezza dei pazienti.<br /> <strong>PIU’ PRECARIETA’ E SFRUTTAMENTO</strong>: le lavoratrici e i lavoratori esternalizzati vivono senza tutele contrattuali stabili, mentre chi rimane nel pubblico subisce carichi di lavoro disumani, turni infiniti e burnout a fronte di salari inadeguati e fermi da anni.</p>
<p class="text-justify">Non mancano i soldi, manca la volontà politica di investire sul personale pubblico. La salute dei cittadini viene trattata come una merce da piazzare al miglior offerente.</p>
<p class="text-justify"><strong>&nbsp;RIVENDICHIAMO: </strong></p><ul> 	<li class="text-justify">L'abolizione immediata del sistema dei gettonisti e delle esternalizzazioni nella sanità pubblica;</li> 	<li class="text-justify">Un piano straordinario di assunzioni stabili a tempo indeterminato, a partire dai numerosi idonei presenti nelle graduatorie concorsuali, per coprire tutte le carenze di organico e dare gambe alle Case di Comunità che, attualmente, sono scatole vuote;</li> 	<li class="text-justify">L'internalizzazione diretta di tutto il personale attualmente impiegato tramite cooperative e appalti;</li> 	<li class="text-justify">Aumenti salariali dignitosi, già dal rinnovo del contratto attualmente in discussione all’ARAN, per restituire attrattività e dignità al lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale.</li> </ul>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:10:59 +0200</pubDate>
                        <title>Buoni pasto nella sanità del Lazio? Basta speculazioni e ricatti -                                                            USB chiede al Consiglio Regionale di prendere una posizione</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le diffide fatte alla Direzione salute e alle aziende del Servizio Sanitario Regionale abbiamo valutato che serviva una posizione politica ben precisa ed è per questo che abbiamo chiesto alla consigliera Marta Bonafoni di depositare un’interrogazione al Consiglio Regionale sul tema dei buoni pasto a lavoratori e lavoratrici della Sanità del Lazio. La nostra proposta è stata ben accolta e in pochissimi giorni è stata già depositata l’interrogazione che verrà discussa in aula molto presto.</p>
<p>Il centro della richiesta, che come USB facciamo da mesi, è sempre la stessa: i Buoni pasto a lavoratori e lavoratrici della sanità sono ormai un diritto assodato anche dalle diverse sentenze della Corte di Cassazione. Eppure ancora le aziende continuano a scegliere le vie giudiziarie sottoponendo la stessa azienda a spese di soccombenza continue, denaro pubblico che potrebbe essere investito in altro e i stessi sindacati piuttosto che trovare metodi per il riconoscimento di questo diritto per tutti e tutte continuano a produrre cause legali generando discriminazione tra gli stessi lavoratori (solo chi fa causa ottiene il pregresso) ma non risolvendo la mancata applicazione del diritto (art. 29 ccnl sanità 2001).</p>
<p>Insomma un circolo vizioso dove chi ci rimette sono sempre lavoratrici, lavoratori e cittadini.</p>
<p>Come USB non potevamo più avallare questi mezzucci e quindi abbiamo deciso di sperimentare nuove strade perché siamo convinti che sia necessario cambiare la tendenza per garantire il diritto a tutti e tutte.&nbsp;</p>
<p>Dal mese di gennaio più volte abbiamo sollecitato e diffidato la Direzione Salute Regionale all’ applicazione&nbsp; del contratto e del Regolamento in merito da loro emanato a giugno 2025 qualche reazione c'è stata ma troppo poco e ancora troppo lentamente.</p>
<p>Per questo abbiamo valutato che fosse diventato urgente&nbsp; chiedere al Consiglio Regionale del Lazio e ai suoi Consiglieri&nbsp; le motivazioni di questi ritardi e di prendere una posizione chiara sul riconoscimento dei Buoni Pasto e sul riconoscimento del pregresso che vada al dì là delle aule di Tribunale.</p>
<p>Oggi l’interrogazione è stata depositata e a breve verrà discussa in aula, ci auguriamo che ogni Consigliere comprenda l’importanza di quanto esposto per dare finalmente una sterzata a questa situazione in stallo ormai da tanti anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB SANITA’ Regione Lazio</p>
<p>Vuoi saperne di più? Contattaci&nbsp;<br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:13:50 +0200</pubDate>
                        <title>Prorogata la graduatoria infermieri Asl Roma 2.   </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/prorogata-la-graduatoria-infermieri-asl-roma-2-0837.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>USB Siamo stati gli unici a sostenere gli idonei, abbiamo fatto bene! </description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L emendamento al collegato di bilancio è stato approvato&nbsp;nella serata di mercoledi così la graduatoria infermieri della Asl Roma 2, con ancora c.a. 3000 idonei, scadrà a&nbsp;settembre 2027.</p>
<p>Come USB avevamo proposto l emendamento al Presidente del Consiglio Regionale a fine&nbsp;marzo&nbsp;proprio sulla scia delle leggi regionali di altre Regioni che negli ultimi 3 anni avevano prorogato le graduatorie della Sanità.&nbsp;</p>
<p>Una scelta importante per la Regione Lazio che dà la possibilità di assunzione a tutti gli idonei della graduatoria di poter essere assunti, una scelta anche nel rispetto dei principi fondamentali per la pubblica amministrazione.</p>
<p>Siamo soddisfatti della scelta del Consiglio Regionale e confidiamo che questa scelta diventi presto una legge regionale che preveda un aumento della durata delle graduatorie del servizio sanitario regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 21:40:19 +0200</pubDate>
                        <title> IL PASTO NON È UNA CONCESSIONE, MA UN DIRITTO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/il-pasto-non-e-una-concessione-ma-un-diritto-2141.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Il Giudice del Lavoro di Grosseto lo riconosce per 49 lavoratrici e lavoratori della Asl Toscana Sud Est</strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggi 3 giugno</strong>, il <strong>Tribunale di Grosseto – Sezione Lavoro</strong> ha emesso, al termine del primo grado di giudizio, la sentenza che riconosce il pieno diritto alla fruizione della mensa, e quindi del pasto, per ogni turno lavorativo effettuato pari o superiore alle sei ore. La sentenza assume un rilievo ancora maggiore perché il Giudice ha riconosciuto anche la <strong>prescrizione decennale</strong>, confermando così la possibilità di rivendicare quanto dovuto entro un arco temporale più ampio e rafforzando ulteriormente le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ricorso al Tribunale si è reso necessario a seguito della persistente inadempienza della <strong>Asl Toscana Sud Est</strong>, che, nonostante le ripetute richieste avanzate nel tempo, non ha mai provveduto a rendere effettivamente fruibile il servizio mensa e il relativo pasto in tutte le articolazioni orarie dovute: nei turni serali, nei giorni festivi e in alcuni presidi ospedalieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una situazione ormai non più tollerabile, che ha costretto 49 dipendenti, sostenuti da <strong>USB</strong> e assistiti dall’<strong>Avv. Andrea Bartalucci del Foro di Grosseto</strong>, a rivolgersi al Giudice del Lavoro per vedere riconosciuto un diritto previsto dal contratto e negato, nei fatti, dall’Azienda.</p>
<p>Seguendo una giurisprudenza ormai consolidata, sia nei giudizi di merito sia in sede di legittimità, il Giudice del Lavoro di Grosseto ha dato piena soddisfazione alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, confermando che il diritto al pasto non può essere subordinato a scelte organizzative aziendali né, tantomeno, trasformato in una concessione discrezionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Però, a fronte della&nbsp; pressochè unanimità delle decisioni dei Tribunali, è lecito chiedersi quale sia il senso dell’ostinazione di tante aziende sanitarie nel continuare a negare quanto stabilito contrattualmente e ci aspettiamo che sul tavolo aperto all’Aran per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, venga esplicitato in maniera chiara e inequivocabile che il<strong> pasto non è un favore, non è un privilegio, non è una concessione aziendale: è un diritto. </strong>Perchè è proprio la mancanza di volontà nel sanare contrattualmente la problematica della mensa e della fruizione del pasto, che rende evidente quanto il problema non sia di interpretazione, ma frutto di una precisa volontà politica e gestionale di comprimere i diritti di chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei servizi sanitari, spesso in condizioni difficili, con turni pesanti, carichi di lavoro crescenti e responsabilità sempre maggiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa sentenza rappresenta un risultato importante, ma anche un punto di partenza. Dimostra che <strong>quando le lavoratrici e i lavoratori si organizzano, non si rassegnano, non arretrano sui diritti e decidono di farli valere collettivamente</strong>, anche le aziende più ostinate possono essere costrette a rispondere delle proprie inadempienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB continuerà a battersi in ogni sede contro chi pensa di poter risparmiare sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 15:53:11 +0200</pubDate>
                        <title>ESISTE ANCORA  IL SERVIZIO SANITARIO  NAZIONALE?</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/esiste-ancora-il-servizio-sanitario-nazionale-1559.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In un quadro internazionale e geopolitico di assoluta instabilità, l’aggressione all’Iran da parte di Israele e Stati Uniti non rappresenta solo un ulteriore salto nella guerra permanente, ma produce effetti diretti anche sul piano economico e sociale: aumento dei prezzi dell’energia, crescita dell’inflazione, instabilità dei mercati e rischio concreto di stagnazione se la crisi dovesse prolungarsi. L’aumento dei prezzi energetici, che ha già contribuito a spingere l’inflazione in Italia al 2,7% nell’aprile 2026 – rispetto all’1,7% di marzo – si traduce direttamente in ulteriore perdita di potere d’acquisto dei nostri salari. Le stime più recenti indicano per il 2026 un aggravio medio per famiglia che può superare i 1.500 – 1.700 euro annui tra bollette, carburanti, carrello della spesa e aumento generalizzato dei prezzi al consumo, con un impatto ancora più pesante sui redditi medio-bassi...<br /> <br /> Leggi e diffondi l'intero documento cliccanto sul pdf</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 17 May 2026 10:03:14 +0200</pubDate>
                        <title>La sanità USB chiude tre giorni di confronto nazionale a Tivoli, ecco la mozione</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-sanita-usb-chiude-tre-giorni-di-confronto-nazionale-a-tivoli-ecco-la-mozione-1012-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mozione USB PI Sanità - Tivoli, 15-16-17 maggio 2026<br /> ______<br /> Nei giorni 15, 16 e 17 maggio si è tenuta a Tivoli la riunione dei delegati e delegate, RSU, RLS del settore Sanità di USB PI. Tre giorni di lavoro intenso che hanno restituito l'immagine di un sindacato in salute, in crescita e radicato nei luoghi di lavoro di tutto il territorio nazionale.<br /> Al tempo stesso, il quadro che emerge sul Servizio Sanitario Nazionale è di totale disfacimento: frammentato in venti sistemi regionali che si muovono in ordine sparso, sotto l'assedio delle privatizzazioni e dei continui tagli alla spesa sanitaria, il SSN non riesce più a garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Tutto questo all’interno di un quadro nel quale il privato, convenzionato e non, rendendosi sempre più indispensabile, costringe al continuo drenaggio di risorse pubbliche.<br /> Dalla discussione è emerso chiaramente che il problema più urgente per il settore è la crisi del personale. Legata in maniera prioritaria al tema dei salari, del loro complessivo impoverimento e della perdita di funzione di un contratto nazionale che, piegato alla logica delle compatibilità economiche, ha smesso di svolgere la funzione di redistribuzione della ricchezza. Una carenza strutturale di personale che peggiora e aggrava condizioni e ritmi di lavoro e alimenta le diseguaglianze.<br /> Di fronte a questo quadro drammatico, il Governo sceglie di tagliare la sanità pubblica e di aumentare le spese militari: le guerre al posto della tutela del diritto alla salute, scaricando il peso di queste scelte sui lavoratori e sui cittadini.<br /> Per rilanciare con ancora maggiore determinazione la difesa della sanità pubblica e dello stato sociale, del salario, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in solidarietà con il popolo Palestinese e con la missione della Global Sumud Flotilla, &nbsp;saremo tutti e tutte &nbsp;in piazza il 18 maggio per lo Sciopero Generale della nostra organizzazione sindacale.&nbsp;<br /> USB PI Sanità- Tivoli- &nbsp;17 Maggio 2026</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 03 May 2026 18:47:25 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL Sanità 2025/2027: la priorità è la qualità del rinnovo, non la velocità. Con risorse insufficienti la corsa alla firma rischia di tradursi nell’ennesimo pessimo contratto </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/ccnl-sanita-2025-2027-la-priorita-e-la-qualita-del-rinnovo-non-la-velocita-con-risorse-insufficienti-la-corsa-alla-firma-rischia-di-tradursi-nellennesimo-pessimo-contratto-1848.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">L’avvio del tavolo in tempi ravvicinati rispetto alla chiusura del precedente contratto rappresenta un fatto positivo, ma non basta. Il punto centrale non è la velocità del rinnovo, bensì la sua capacità di incidere concretamente sulle condizioni materiali di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.</p>
<p class="text-justify">A fronte di condizioni di lavoro estreme e di un costante aumento del costo della vita il precedente rinnovo contrattuale ha determinato una perdita secca del 10% del potere d’acquisto dei salari, che non verrà mai più recuperato.</p>
<p class="text-justify">Il rischio, oggi, è che questo schema si ripeta. Le risorse predeterminate dalla Legge di Bilancio per il triennio 2025-2027, sulla base dell’inflazione programmata e non del costo reale della vita, sono insufficienti a fronte dell’impennata dei prezzi del carburante e del carrello della spesa determinati dalle guerre in atto, a partire da quella del Golfo.</p>
<p class="text-justify">Senza contare che la funzione del contratto non dovrebbe consistere nel mero recupero dell’inflazione ma nell’aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita.</p>
<p class="text-justify">Continua a emergere un’impostazione che privilegia il sistema indennitario e le voci accessorie del salario; una scelta che frammenta le retribuzioni e lega quote sempre più rilevanti di salario a condizioni variabili e discrezionali che alimentano diseguaglianze tra i lavoratori.</p>
<p class="text-justify">Serve invece un rafforzamento deciso del salario tabellare, l’unico in grado di garantire stabilità, equità, riconoscimento della professionalità e di fermare la fuga dalle Università e dagli Ospedali.</p>
<p class="text-justify">Inoltre, al centro del contratto devono tornare le condizioni reali di lavoro: l’organizzazione dei turni e i carichi di lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, il lavoro notturno e festivo, la tutela della salute e sicurezza, il superamento della precarietà. Non è più sostenibile un modello improntato all’emergenza permanente che regge sulla disponibilità continua del personale a lavorare a cottimo.</p>
<p class="text-justify">L’apertura del tavolo per il rinnovo rappresenta per noi solo il passaggio iniziale, la qualità del contratto si misurerà sulla capacità di dare risposte concrete a chi lavora nella sanità pubblica.</p>
<p class="text-justify">Su questo terreno valuteremo l’andamento della trattativa e, in assenza di interventi strutturali, siamo pronti a rispondere con la continuità del conflitto e della lotta, alla continuità dei contratti a perdere.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB PI SANITA’</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 03 May 2026 18:15:14 +0200</pubDate>
                        <title>PIATTAFORMA CONTRATTUALE SANITÀ PUBBLICA 2025–2027 — USB PUBBLICO IMPIEGO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/piattaforma-contrattuale-sanita-pubblica-2025-2027-usb-pubblico-impiego-1819.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'apertura rapida del tavolo per il rinnovo del contratto non basta: dopo anni di rinnovi che hanno eroso il potere d'acquisto, nessun lavoratore e nessuna lavoratrice della sanità pubblica può accettare un altro contratto a perdere. La velocità conta zero se il risultato è già scritto.</p>
<p>Il precedente rinnovo ha bruciato il 10% del potere d'acquisto, perso per sempre. Oggi le risorse stanziate &nbsp;sono insufficienti persino per il recupero dell'inflazione reale, figuriamoci per garantire l'aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita. Le risorse ci sono e vanno sottratte alle spese militari.<br /> Insieme al salario nel contratto devono tornare centrali le condizioni e i carichi di lavoro, la riduzione dell'orario a parità di salario, la salute e la sicurezza.<br /> <br /> <strong>Alla continuità dei contratti a perdere risponderemo con la continuità del conflitto!</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> <strong>Leggi tutta la piattaforma di USB IP Sanità per il rinnovo del CCNL:</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:25:42 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL Sanità 2025/2027: la priorità è la qualità del rinnovo, non la velocità. Con risorse insufficienti la corsa alla firma rischia di tradursi nell’ennesimo pessimo contratto </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/ccnl-sanita-2025-2027-la-priorita-e-la-qualita-del-rinnovo-non-la-velocita-con-risorse-insufficienti-la-corsa-alla-firma-rischia-di-tradursi-nellennesimo-pessimo-contratto-0926.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’avvio del tavolo in tempi ravvicinati rispetto alla chiusura del precedente contratto rappresenta un fatto positivo, ma non basta. Il punto centrale non è la velocità del rinnovo, bensì la sua capacità di incidere concretamente sulle condizioni materiali di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica.</p>
<p>A fronte di condizioni di lavoro estreme e di un costante aumento del costo della vita il precedente rinnovo contrattuale ha determinato una perdita secca del 10% del potere d’acquisto dei salari, che non verrà mai più recuperato.</p>
<p>Il rischio, oggi, è che questo schema si ripeta. Le risorse predeterminate dalla Legge di Bilancio per il triennio 2025-2027, sulla base dell’inflazione programmata e non del costo reale della vita, sono insufficienti a fronte dell’impennata dei prezzi del carburante e del carrello della spesa determinati dalle guerre in atto, a partire da quella del Golfo.</p>
<p>Senza contare che la funzione del contratto non dovrebbe consistere nel mero recupero dell’inflazione ma nell’aumento dei salari per migliorare le condizioni di vita.</p>
<p>Continua a emergere un’impostazione che privilegia il sistema indennitario e le voci accessorie del salario; una scelta che frammenta le retribuzioni e lega quote sempre più rilevanti di salario a condizioni variabili e discrezionali che alimentano diseguaglianze tra i lavoratori.</p>
<p>Serve invece un rafforzamento deciso del salario tabellare, l’unico in grado di garantire stabilità, equità, riconoscimento della professionalità e di fermare la fuga dalle Università e dagli Ospedali.</p>
<p>Inoltre, al centro del contratto devono tornare le condizioni reali di lavoro: l’organizzazione dei turni e i carichi di lavoro, la riduzione dell’orario a parità di salario, il lavoro notturno e festivo, la tutela della salute e sicurezza, il superamento della precarietà. Non è più sostenibile un modello improntato all’emergenza permanente che regge sulla disponibilità continua del personale a lavorare a cottimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’apertura del tavolo per il rinnovo rappresenta per noi solo il passaggio iniziale, la qualità del contratto si misurerà sulla capacità di dare risposte concrete a chi lavora nella sanità pubblica.</p>
<p>Su questo terreno valuteremo l’andamento della trattativa e, in assenza di interventi strutturali, siamo pronti a rispondere con la continuità del conflitto e della lotta, alla continuità dei contratti a perdere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB PI SANITA’</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 16:42:51 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI, SANITA’: LA REGIONE LAZIO OBBLIGHI LE AZIENDE ALL’APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L’EROGAZIONE DEI BUONI PASTO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-sanita-la-regione-lazio-obblighi-le-aziende-allapplicazione-del-regolamento-per-lerogazione-dei-buoni-pasto-1649.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lazio a Giugno del 2025 ha prodotto un regolamento sull’erogazione dei buoni pasto per tutti coloro i quali non hanno il servizio mensa garantito all’interno del proprio servizio.&nbsp;</p>
<p>Nonostante il buono pasto sostitutivo della mensa sia previsto dal contratto nazionale e ribadito da numerose sentenze di Cassazione, tale diritto per gli Operatori sanitari del Lazio non è esigibile perché il Regolamento è rimasto lettera morta.</p>
<p>Nel frattempo gli stessi sindacati firmatari del contratto anziché lottare per l’aumento del buono pasto, fermo ad un anacronistico valore di 5,16 – con i quali non si compra più neanche un panino! -, per esigere il rispetto del CCNL e, infine, per far applicare il regolamento della Regione Lazio che prevede l’erogazione del buono pasto dalle 6 ore lavorative, intentano cause continue che sono sì vincenti, per il risarcimento del pregresso ma che oltre a far perdere soldi ai lavoratori e alle lavoratrici non mettono in regola il presente.</p>
<p>Ora, sull’utilizzo delle cause legali come mezzo per rafforzare una battaglia sindacale noi non abbiamo nulla in contrario ma quando le cause diventano il fine e chi le intenta deroga alla battaglia sindacale e/o all’applicazione di un regolamento che garantisce il&nbsp; buono pasto,&nbsp; allora diventa lecito pensare che più che far valere un diritto del lavoratore e della lavoratrice la causa legale rappresenti in realtà un mercimonio utile per fare cassa e tenere vincolati a sé gli iscritti in un circolo vizioso senza fine.</p>
<p>I lavoratori e le lavoratrici della sanità del Lazio hanno diritto al buono pasto che, peraltro, rappresenta una parte di salario indiretto irrinunciabile in un periodo nel quale il costo della vita è schizzato alle stelle a causa delle guerre e della crisi energetica e&nbsp; della prevista conseguente crescita dell’inflazione che inciderà ulteriormente sul potere d’acquisto dei salari.</p>
<p>La soluzione non può essere lasciata alle cause individuali, che oltretutto generano un meccanismo discriminate tra lavoratori, ma deve vedere il riconoscimento di un diritto collettivo, valido per tutte e tutti.</p>
<p><strong>Diffidiamo la Regione Lazio dal procrastinare ulteriormente l’applicazione del Regolamento sui buoni pasto e inviamo tutti gli altri Sindacati ad unirsi a noi in questa richiesta per garantire e tutelare le migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità regionale.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vuoi rivendicare il diritto al buono pasto, e agli arretrati, insieme a noi? scrivici su <a href="mailto:sanita@usb.it">sanita@usb.it</a>&nbsp;</strong></h3>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:01:38 +0100</pubDate>
                        <title>USB chiede alla Regione Lazio la proroga delle graduatorie della sanità. </title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/usb-chiede-alla-regione-lazio-la-proroga-delle-graduatorie-della-sanita-1858.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>Non possiamo permetterci di perdere migliaia di infermieri idonei pronti ad essere assunti!</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB ha inviato al Consiglio regionale del lazio una proposta di legge per la proroga delle graduatorie del SSR.</p>
<p>Le chiamate a singhiozzo e i tempi, spesso molto lunghi, necessari all'assunione degli idonei nelle graduatorie non sono compatibili con la durata di due anni prevista dalla normativa generale ed è per questo che come USB ci siamo prodigati ad inviare al Consiglio Regionale la documentazione necessaria per poter emettere, in tempi brevi, una legge regionale che aumenti la durata delle graduatorie attualmente attive. La procedura, ormai rodata, conforme alle norme nazionali è già stata messa in atto da almeno 6 Regioni in questi ultimi tre anni e per nessuna c'e' stato un intervento limitativo dello Stato proprio nel rispetto delle autonomie regionali sul servizio sanitario.</p>
<p>Ci auguriamo che la Regione Lazio si prenda l'onere di quanto abbiamo richiesto considerato che la graduatoria infermieri è in scadenza a settembre 2026 e ancora ci sono c.a. 5mila idonei da poter assumere... Far decadere 5mila infermieri quando li stiamo cercando in giro per il mondo sarebbe veramente lontana da qualunque strategia politica ma soprattutto sanitaria. Questa proroga gioverebbe anche alla graduatoria degli OSS che, nonostante la scadenza non sia così vicina, scorre ancora più lentamente e alle altre decine di graduatorie di diversi profili professionali attualmente attive nelle varie Aziende sanitarie.</p>
<p>Qualche &quot;voce di corridoio&quot; ci dice che al Consiglio Regionale si stia preparando la legge...aspettiamo con ansia che qualcuno faccia il grande passo!</p>
<p>Se vuoi saperne di più contattaci <a href="mailto:sanita@usb.it">sanita@usb.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 17:53:37 +0100</pubDate>
                        <title>LA FIALS PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/la-fials-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio-1757.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Fials ci diffida (mecojoni, direbbe il vicequestore Rocco Schiavone!) dal continuare a denunciare l’illegittimità dell’incarico di coordinatrice RSU protempore a persona che detiene un incarico formale dentro la segreteria provinciale di un partito politico perché, a detta loro, non sussistono i requisiti per tale incompatibilità nell’Accordo Collettivo Nazionale Quadro (ACNQ) del 12 aprile 2022, che recita: “La carica di componente della RSU è incompatibile con qualsiasi altra carica in organismi istituzionali o carica esecutiva in partiti e/o movimenti politici”.</p>
<p>Le possibilità sono quindi due: o questi fini giuristi della FIALS diffidandoci intendono sostenere che la segreteria di un partito politico, che per antonomasia è un organismo esecutivo, non svolge in realtà questa funzione o, in alternativa, che la coordinatrice protempore della RSU sia stata eletta sì in un organismo esecutivo, ma che questo esegue a sua insaputa. Siccome la prima tesi è improbabile, prendiamo atto che la coordinatrice della RSU a detta della FIALS, siede in un esecutivo di un partito politico, senza eseguire nulla. Un’ipotesi bizzarra, il cui accertamento qualcuno sarà costretto prima o poi a fare per non compromettere la legittimità di eventuali accordi tra la RSU e l’Amministrazione.</p>
<p><strong>Un’ipotesi che al momento, in effetti, non si pone visto che la coordinatrice non riunisce la RSU dal lontano 10 febbraio!</strong></p>
<p>Noi, comunque, siamo affascinati dalla paraculaggine con la quale la FIALS legge e interpreta le norme, come quando, alla scorsa tornata elettorale della RSU escluse arbitrariamente la USB dalla delegazione trattante, nonostante un regolamento chiaro come il sole, definito in sede ARAN; salvo poi essere costretti alla reintegra dei delegati di USB e al pagamento delle spese legali per disposizione del giudice.</p>
<p>Chiudiamo, per ora, questa partita stucchevole nella quale – se&nbsp;non altro per dignità sindacale – la coordinatrice protempore si sarebbe dovuta già dimettere di suo o sollecitata dal suo stesso sindacato: quella stessa FIALS che rivendica nel suo statuto di essere apartitica e apolitica. Restiamo convinti che servirebbe un po’ più di serietà e un po’ meno spocchia per rappresentare i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici alle prese con stipendi tra i più bassi d’Europa – grazie a chi firma contratti a perdere -, carichi di lavoro insostenibili, impossibilità di usufruire dei più elementari diritti, le ferie ad es., a causa della carenza di personale, la precarietà, la sicurezza nel luogo di lavoro.</p>
<p>Cagliari, 25/03/2026</p>
<p><strong>USB PI Sanità - Arnas Brotzu</strong></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 16:15:59 +0100</pubDate>
                        <title>Proclamazione dello “Stato di agitazione del Personale” all’ospedale di Terni:  la dignità non è in vendita!</title>
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		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/proclamazione-dello-stato-di-agitazione-del-personale-allospedale-di-terni-la-dignita-non-e-in-vendita-1617.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Sindacale di Base segnala la mancata convocazione da parte della Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera di Terni. La grave ed inspiegabile chiusura ad un incontro sulle problematiche segnalate e alle possibili soluzioni ci ha costretto all’indizione dello Stato di agitazione e al coinvolgimento del Prefetto. Quello della D.G. è un atteggiamento tanto inaccettabile quanto dannoso per la salvaguardia della Salute Pubblica nel territorio!</p>
<p>La situazione all’interno dell'ospedale di Terni è nel caos operativo e ha ormai superato il livello di guardia. Come USB, non possiamo più tollerare un modello organizzativo che scarica interamente sulle spalle dei lavoratori e dei pazienti le inefficienze di una gestione miope e strutturalmente carente.</p>
<p>​</p>
<p>​<u>Accordi e disposizioni aziendali ignorati</u>.</p>
<p>​Denunciamo con forza il sistematico mancato rispetto delle disposizioni che la stessa Azienda ha emanato. Le procedure interne e i protocolli di sicurezza vengono troppo spesso accantonati in nome dell'emergenza continua, creando un clima di incertezza normativa e operativa. I lavoratori non possono essere chiamati a interpretare le regole a seconda della convenienza del momento dei singoli&nbsp; responsabili.</p>
<p>​</p>
<p><u>Carenza di personale: un’emergenza cronica</u>.</p>
<p>​La cronica mancanza di organico sta portando i servizi al collasso. I carichi di lavoro sono diventati insostenibili, costringendo il personale a ritmi frenetici che mettono a rischio non solo la qualità del servizio, ma anche la salute psicofisica dei dipendenti. Non si tratta più di &quot;picchi di lavoro&quot;, ma di una condizione ordinaria fondata sul sacrificio dei dipendenti.</p>
<p>A tal proposito vogliamo esprimere la nostra più profonda gratitudine ed ammirazione per tutto il personale dell’Azienda Ospedaliera di Terni, che, in una situazione di estremo disagio, ha saputo mantenere lucidità, professionalità e soprattutto una encomiabile umanità nei confronti dei pazienti.</p>
<p>E’ giunta l’ora che la Presidente della Giunta regionale, dopo le promesse, proceda alle assunzioni “indispensabili” e al rafforzamento delle strutture territoriali (tutt’ora non pervenute), a Terni come in tutta l’Umbria, per ridare ossigeno alla Sanità Pubblica e per invertire, con atti concreti, lo smantellamento della cura della Salute!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u>Forte pressione lavorativa e psicologica</u>.</p>
<p>​A peggiorare il quadro, invece di cercare di mitigare gli effetti della carenza di organico, è l’invasione nella vita privata: reperibilità di fatto mai contrattualizzata, messaggi e chiamate fuori dall'orario di servizio sono diventati la norma.</p>
<p>​Il diritto alla disconnessione è un pilastro della dignità lavorativa. Non accetteremo che la tecnologia diventi il guinzaglio elettronico con cui l'Azienda tiene in ostaggio il tempo libero dei lavoratori. Essere &quot;sempre connessi&quot; significa essere sempre al lavoro, e questo è un abuso che va fermato immediatamente.​</p>
<p>A nostro parere &quot;Il diritto alla disconnessione per chi lavora in sanità è un diritto alla salute&quot;. &quot;Non è ammissibile che si utilizzino strumenti non ufficiali per le comunicazioni fuori dall'orario di servizio. Il tempo libero e il recupero psicofisico sono sacri e indispensabili per garantire cure appropriate e sicure.&quot;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>​<u>Come USB non ci rassegneremo mai alle politiche del Governo nazionale che aumenta notevolmente la spesa per le armi ma non eroga le risorse necessarie per la Sanità e ad un sistema cannibalizzato dagli interessi del privato su un bene fondamentale come la Salute</u>. Perciò esigiamo:</p><ul> 	<li> 	<p>​​Un Piano straordinario di assunzioni per colmare i vuoti d'organico.</p> 	</li> 	<li> 	<p>L’immediata e totale cessazione di metodiche del tutto inappropriate nei confronti dei dipendenti.</p> 	</li> 	<li> 	<p>​Il rispetto rigoroso degli accordi e delle disposizioni aziendali vigenti.</p> 	</li> 	<li> 	<p>​Il Protocollo sulla disconnessione; garanzie reali che tutelino il riposo e la vita privata, con sanzioni per chi viola la sfera extra-lavorativa dei dipendenti.</p> 	</li> </ul><p>&nbsp;</p>
<p>​In assenza di un riscontro tangibile e dell'apertura di un tavolo di confronto serio da parte dell'azienda, la USB proclama lo stato di agitazione di tutto il personale, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa di lotta necessaria a salvaguardare una Sanità Pubblica che garantisca diritti per lavoratrici e lavoratori nonché cure di qualità alla collettività.</p>
<p>​</p>
<p>Terni, 11/03/2026</p>
<p>​</p>
<p>Legale Rappresentante USB PI Umbria</p>
<p>Ettore Magrini&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:10:58 +0100</pubDate>
                        <title>Assemblea Retribuita con Presidio Lavoratori e Lavoratrici Sanitaservice ASL TA Giovedì 12 Marzo 2026 </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://sanita.usb.it/leggi-notizia/assemblea-retribuita-con-presidio-lavoratori-e-lavoratrici-sanitaservice-asl-ta-giovedi-12-marzo-2026-1412.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nei giorni scorsi abbiamo assistito a un vero e proprio attacco alla Sanitaservice &nbsp;di Taranto. Le accuse rivolte agli operatori del CUP e dell'anagrafe sanitaria della ASL, la conseguente gogna mediatica da loro subita e le numerose inesattezze diffuse rispetto alle assunzioni e all'operato di tutto il personale in forza presso la Sanitaservice di Taranto, sono un becero tentativo di screditare la funzionalità e la tenuta non solo della società in house ionica, ma di tutte quelle che sono presenti sul territorio regionale.<br /> Riteniamo tutto ciò un chiaro tentativo di ritorno al passato e all'affidamento dei servizi ai privati, da parte di alcuni nostalgici della politica locale e regionale.<br /> Per questo, proclamiamo lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Sanitaservice Asl Ta e la conseguente possibilità di indire azioni di sciopero qualora la Asl di Taranto, le istituzioni locali e la politica regionale non decidano di affrontare in maniera definitiva ed immediata alcune questioni ad&nbsp;oggi&nbsp;ancora sospese, come per esempio:<br /> <br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Corretto inquadramento economico degli operatori CUP discriminati rispetto ai colleghi delle altre province.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Ampliamento orario per i lavoratori ad&nbsp;oggi&nbsp;ancora part-time involontari.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Carenza di personale nella commessa CUP e Anagrafe sanitaria.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Riconoscimento delle indennità di pronto soccorso per gli operatori del&nbsp;SET 118&nbsp;e dell'ausiliariato impegnati nell'emergenza/urgenza.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Condizioni di lavoro precarie, assenza di attrezzature idonee e necessarie per lo svolgimento dell'attività lavorativa.<br /> &nbsp; &nbsp;&nbsp;• Mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro.<br /> <br /> Per questi motivi, il 12&nbsp;marzo&nbsp;a partire dalle ore 13:00, saremo presenti in presidio sotto la ASL Ta in difesa della Sanitaservice.<br /> <br /> USB COORDINAMENTO SANITA’ PRIVATA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 17:18:48 +0100</pubDate>
                        <title>𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐂𝐀𝐋𝐀𝐁𝐑𝐄𝐒𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐃𝐄𝐂𝐈𝐃𝐄 𝐖𝐀𝐒𝐇𝐈𝐍𝐆𝐓𝐎𝐍!</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Le pressioni politiche e le minacce di sanzioni esercitate dagli emissari di Trump sulla Regione Calabria per la presenza dei medici cubani sono irricevibili! Come è, del resto, inqualificabile che il governatore Occhiuto si sia piegato ai diktat statunitensi, pur sapendo di mettere in grave pericolo la salute e le cure dei cittadini calabresi, tra i primi in Italia a dover ricorrere alla mobilità sanitaria verso altre Regioni.</p>
<p class="text-justify">La visita degli incaricati americani a Occhiuto non è stata un semplice incontro istituzionale, ma una vera e propria ingerenza politica e un attacco alla sovranità del nostro Paese, consumati nel silenzio di un governo per il quale appare evidentemente normale che a decidere sul diritto alla salute dei cittadini italiani sia direttamente il governo degli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify">In Calabria operano oggi circa 400 medici cubani, che sarebbero dovuti arrivare a un migliaio entro fine anno e senza i quali gli ospedali della Calabria, dove i concorsi continuano ad andare deserti, rischiano il collasso. Non sono qui in vacanza premio, come è vergognosamente stato permesso ai soldati israeliani responsabili del genocidio in Palestina, ma a tenere in piedi i nostri ospedali pubblici, a tentare di dare cure ai cittadini e un po' di respiro al personale, ad alleggerire quelle liste d'attesa sulle quali il governo italiano continua a fingere d'intervenire.</p>
<p class="text-justify">Non permetteremo di trasformare un diritto costituzionale in un tributo di fedeltà agli Stati Uniti.</p>
<p class="text-justify">Non saremo complici del blocco politico ed economico perpetrato dagli Stati Uniti contro Cuba e delle mire imperialistiche di Trump.</p>
<p class="text-justify">𝐆𝐈𝐔̀ 𝐋𝐄 𝐌𝐀𝐍𝐈 𝐃𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀 𝐄 𝐃𝐀𝐈 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐂𝐈 𝐂𝐔𝐁𝐀𝐍𝐈!</p>
<p class="text-justify">𝐔𝐒𝐁 𝐏𝐈 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀</p>]]></content:encoded>
			
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