Aggressioni al personale sanitario dei Pronto soccorso. USB: Ne abbiamo viste di tutti i colori, ora diamo i numeri

In arrivo i nuovi codici di priorità.

Si cambiano i fattori ma il risultato non cambia.

 

Nazionale -

 

Nessuna risposta al sovraffollamento, se non quella di legittimare le lunghe attese con l’aumento dei tempi rispetto alla precedente normativa.

 

L’uso improprio del P.S. da parte della cittadinanza, oltre ad avere una spiegazione, non è la causa del sovraffollamento.

 

Il sovraffollamento è il frutto della scellerate politiche regionali degli ultimi venti anni che hanno prodotto la drastica riduzione di posti letto che si va a sommare ad un’incapacità di creare una rete territoriale alternativa, efficiente e credibile (medicina di base, assistenza domiciliare ed R.S.A.).

 

L’uso improprio del P.S.,invece, ha le sue radici sull’inefficienza in termini di risposta sulle prestazioni ambulatoriali (tempi di attesa) e sul ruolo della medicina di base, nonché sui costi delle prestazioni ( sono più di 12 milioni gli italiani che l’anno scorso hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per motivi economici – Fonte Censis).

 

I Pronto Soccorso sono ormai ridotti a delle vere e proprie astanterie, dove vengono accatastati pazienti in attesa di un posto letto su una barella per più giorni occupando qualsiasi spazio in strutture non idonee per questo.

Un vero e proprio “Lazzaretto”. A farne le spese i cittadini, costretti a tempi di attesa sempre più lunghi ed il personale, che oltre a dare risposte all’emergenza, è chiamata all’assistenza e la cura dei pazienti ricoverati in PS.

 

In questo scenario grottesco e surreale il problema della sicurezza sta prevalendo sulle incapacità gestionali.

Le continue aggressioni nei riguardi del personale sono la naturale conseguenza delle incapacità gestionali.

Ed allora il problema per i nostri amministratori è trincerarsi dietro interventi della forze dell’ordine o addirittura dell’esercito, come traspare dalle ultime dichiarazioni del Ministro della salute.

 

La USB è fermamente convinta che il problema va affrontato alla radice e non nelle conseguenze dei suoi frutti:

- Aumento dei posti letto secondo quelli che sono i parametri europei.

- Potenziamento di strutture per anziani

- Potenziamento dell’assistenza domiciliare

- Diminuzione delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali

- Ridefinizione e controllo del ruolo della medicina di base

- Assunzioni di personale e reinternalizzazioni di lavoratori e servizi

 

USB P.I. – Settore Sanità

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