intesa sull'art.10 del ccnl 2008 - 2009

Nazionale -

RdB Sanità: indecente l’intesa sull’art.10 del contratto.

Dopo i rilievi di Brunetta e Tremonti, e le ammonizioni della Corte dei Conti, saranno sempre meno gli operatori che percepiranno (a fine anno e previa verifica) il fatidico 0,8% in più.

 

Il Ministro dell’economia li aveva bacchettati perché avevano tentato di inserire una forma di “autofinanziamento regionale” del contratto (20 Euro/mese al massimo) e la CGIL ne aveva fatto una pregiudiziale per la firma (con CISL e UIL), ieri sera infine l’accordo all’ARAN.

 

Dall’intesa restano sostanzialmente esclusi i lavoratori delle regioni interessate dal piano di rientro dal deficit ( più di 150.000 lavoratori del Lazio, Sicilia, Molise, Abruzzo, Calabria e Campania), che oltre a subire tagli, riduzioni, accorpamenti e mobilità, pagheranno in prima persona la crisi generata dalla incapacità di amministratori e manager.

 

Inoltre i famosi 20 Euro mensili saranno:

·        legati alla “verifica del raggiungimento degli obiettivi dei progetti e programmi di miglioramento” che dovranno apportare un “concreto e misurabile contributo aggiuntivo alle attività….compreso l’ampliamento degli orari delle strutture”. Dovremo cioè lavorare più del dovuto per garantirci una parte di salario non pensionabile e soggetto, anche questo, alla valutazione del dirigente di turno.

·        Frutto dei risparmi aziendali, “compresi quelli riferiti ai costi per il personale”. Ci restituiranno cioè solo una parte dei soldi che hanno risparmiato sulla nostra pelle.

·        Vincolati al “piano sanitario regionale”. Documento programmatorio ormai assente in moltissime regioni.

·        Pagati solo ad alcuni lavoratori, visto che i progetti aziendali individueranno prioritariamente “le competenze e le professionalità coinvolte”. Con il rischio che i lavoratori del Pronto Soccorso o della Rianimazione, non potendo ampliare oltre gli orari delle strutture, saranno esclusi a vantaggio magari dei servizi ambulatoriali.

 

E se le modalità restano legate a fantomatiche linee guida regionali, sugli indicatori non c’è da scherzare perchè per ben 20 Euro al mese dovranno essere improntati sull’accertamento di professionalità, efficacia, capacità innovativa, orientamento all’utenza, appropriatezza tecnica e BENCHMARKING: “il confronto della qualità e quantità dei servizi con l’analoga offerta di altre aziende con performance elevate”.

 

La RdB Sanità ribadisce la piena contrarietà ad un rinnovo economico che evita scientemente di affrontare e risolvere la questione salariale, organizzativa, professionale e lavorativa di oltre 600.000 operatori della sanità, mentre la crisi economica miete vittime ed il decreto Brunetta tenta di trasformare il sistema pubblico, e chi ci lavora, in qualcosa di inutile e superfluo.

 

CONTRO LA CONCERTAZIONE A TUTTI I COSTI,

CONTRO LA FINE DEL SERVIZIO PUBBLICO E DI QUALITA’,

ORGANIZZATI CON LA RdB

 

 

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