LA CONDANNA ALL’OSPEDALE NIGUARDA FOTOGRAFA UNA REALTA’ DI SISTEMATICO SFRUTTAMENTO E ASSENZA DI TUTELA DI SALUTE E SICUREZZA

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La sentenza del Tribunale di Milano (4493/2026) contro l'ospedale Niguarda non rappresenta solo l’ennesima conferma della carenza di Infermieri e del loro sistematico demansionamento a causa dell’assenza del personale di supporto, ma va dritta al cuore del problema: il costo delle carenze organizzative non può essere trasferito sulla salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

 

E non si limita ad affermare quello che, pur essendo un principio fondamentale, è stato negli anni sistematicamente disatteso, ma obbliga al risarcimento del danno da “usura psico-fisica”, causato ai lavoratori e alle lavoratrici, quantificando l’importo economico risarcitorio in maniera progressiva in ragione dell’”evoluzione peggiorativa” dello stress nel tempo.

 

Il giudice, in maniera del tutto innovativa, va quindi oltre il semplice concetto di danno biologico, che necessita di accertamento e prova di una patologia clinicamente accertata e correlabile, dando per acclarato che ritmi e condizioni di lavoro come quelle dimostrate dai ricorrenti non possano che dar luogo ad una progressiva “usura psicofisica”.

 

Carenza cronica di Infermieri e OSS, turni stravolti da un giorno all’altro, riposi non garantiti, demansionamento sistematico, ambienti di lavoro nocivi e stressogeni, assenza di formazione per i neoassunti, non riguardano solo il Niguarda ma l’intero SSN.

 

Da quando l’organizzazione del lavoro è stata espunta dalla contrattazione sindacale per diventare prerogativa esclusiva delle direzioni aziendali, grazie alla Riforma Brunetta del 2009, i ritmi e le condizioni di lavoro sono notevolmente peggiorati, facendo ricadere totalmente sui lavoratori e le lavoratrici le conseguenze di tagli decennali al SSN, anacronistici tetti di spesa per il personale e sul salario accessorio, liste d’attesa infinite e tagli ai servizi e ai posti letto.

 

Il personale è ormai spremuto fino all'osso, i salari sono da fame e la qualità dell'assistenza è inevitabilmente mediocre oltreché ridotta ai minimi termini. 

Mentre gli Ordini e i sindacati corporativi parlano di ipotetiche carriere, propongono l'elemosina di pochi spiccioli di indennità e viene introdotta nel contratto la nuova figura dell’Assistente Infermiere - nel vano tentativo di tamponare le carenze infermieristiche comprimendo ulteriormente il costo del lavoro - il sistema pubblico crolla sotto il peso dei tagli e delle fughe dagli Ospedali e dalla professione.

 

Questa è la situazione dentro il SSN mentre fuori si continua a fingere che esistano “eccellenze” e “performance” da valutare con le pagelline!

 

Non vogliamo però affidarci ad una sentenza. Per quanto importante, dobbiamo trasformarla in quotidiana battaglia sindacale in ogni singolo posto di lavoro, per riappropriarci del diritto di decidere sull’organizzazione del lavoro. Tutelare i lavoratori e le lavoratrici per difendere il SSN .

 

 

FINANZIARE I SERVIZI PUBBLICI, NON LE GUERRE

 

CONTRO RIARMO E CAROVITA

 

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