Napoli: Sciopero all'Ospedale S. Paolo. I lavoratori uniti contro la precarietà del lavoro e della Sanità

Napoli -

Venerdì 12 gennaio 2007 Sciopero (due ore a fine turno)

proclamato dai dipendenti dell’ospedale contro la precarietà del servizio di manutenzione dell’ospedale S. Paolo, in appalto privato, che espone a gravi rischi gli utenti, i malati e gli operatori dell’ospedale, ed a possibile licenziamento, ad ogni scadenza di appalto, gli stessi dipendenti del servizio manutenzione.

I lavoratori dell’appalto sulla manutenzione hanno vinto la loro battaglia: il sostegno dei lavoratori dell’ospedale S. Paolo, che hanno dimostrato concretamente di essere al loro fianco nella difesa del diritto primario ad un lavoro stabile e non più precario.

Una svolta importante per i lavoratori

E’ l’occasione per tornare protagonisti nelle scelte gestionali aziendali che per troppo tempo li hanno visti relegati al di fuori di ogni decisione, per scelta politica del sindacato concertativo funzionale agli interessi della D.G. e dei "poteri forti", che hanno trasformato la sanità pubblica in un sistema per estorcere consensi, affari e voti.

Una politica che ha rafforzato il potere dei partiti che governano la Sanità (e dei sindacati ad essi funzionali) e che ha prodotto oltre 6 miliardi di euro di debiti, che peseranno sulle spalle di tutti noi, anche attraverso l’esternalizzazione dei servizi (che costano più di quando costerebbero se fossero direttamente gestiti dalla ASL) producendo peraltro precarietà per i lavoratori e rischi per gli operatori ed i malati.

Per la RdB/CUB la battaglia per la reinternalizzazione di questi servizi, attraverso la regolarizzazione dei lavoratori che da circa 25 anni svolgono tale compito, oltre a cancellare la precarietà per i lavoratori e i rischi per operatori ed ammalati, vuole essere un segnale politico forte;

"ci sono ancora lavoratori che non si rassegnano di fronte ad un potere tracotante e non sono disposti a svendere la loro dignità per qualche ora di straordinario, che vogliono ancora contare come esseri pensanti e dire la loro su questioni che li riguardano come lavoratori e come cittadini utenti della sanità".

Uno sciopero per tornare a contare

che va oltre il problema sia pure importante del servizio di manutenzione appaltato e che deve diventare l’inizio di un percorso che inverta la tendenza e torni a mettere in primo piano i diritti dei malati e degli operatori, cominciando proprio dalla lotta contro la precarietà del lavoro e della Sanità in Campania.

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