Sanità Puglia. Piani assunzionali 2026: stabilizzazioni bloccate e assunzioni col contagocce. USB chiede un tavolo regionale permanente
Nella seduta del 30 settembre 2026 la Giunta regionale ha approvato i Piani assunzionali 2026 delle Aziende ed Enti del SSR: i numeri del provvedimento descrivono una sanità pubblica ridotta all'osso.
La delibera rinvia a "successive determinazioni regionali" il personale che matura i requisiti nel corso del 2026 nonostante il legislatore nazionale ha prorogato proprio al 31 dicembre 2026 il termine per maturarli, con l'obiettivo di superare il precariato: secondo la rilevazione regionale del 16 settembre, sono 1.132 i precari che matureranno i requisiti entro fine anno, e 1.232 considerando le proroghe; su 3.696 lavoratori a tempo determinato in servizio nel SSR, l'unica prospettiva certa è una proroga fino al 31 dicembre 2026.
In tutta la regione sono autorizzate 753 assunzioni, per 66,3 milioni di euro. Gli infermieri sono appena 42, gli OSS 19 e gli autisti di ambulanza 4, tutti in un'unica azienda, numeri che sono lontanissimi dal fabbisogno reale dei reparti e dell'emergenza-urgenza. La delibera prevede inoltre che anche queste assunzioni siano sospese se la spesa per il personale non diminuisce.
Il provvedimento dispone il "graduale e progressivo abbattimento" delle prestazioni aggiuntive, in particolare per il personale del comparto. La loro spesa è stimata in 58,7 milioni nel 2026, quasi quanto l'intero piano assunzionale; questo significa che tagliarle senza assumere significa lasciare scoperti i turni e scaricare il peso su chi è già in servizio. La stessa Regione riconosce che la capacità assistenziale è limitata non solo dalla carenza di personale, ma anche da un impiego poco efficiente delle risorse disponibili. Ad oggi, però, nessuna ASL o Azienda ospedaliera pugliese ha avviato una riorganizzazione per ricollocare nell'assistenza il personale attualmente assegnato a funzioni non congrue con il proprio profilo: si taglia sulle prestazioni e sui precari prima di organizzare meglio ciò che già esiste.
Il Presidente della Regione e l'Assessore alla Salute hanno la responsabilità di garantire il funzionamento degli ospedali; se la scelta resta quella del solo contenimento della spesa, ne traggano le conseguenze. I cittadini e i lavoratori della sanità pugliese meritano rispetto, per questo come organizzazione sindacale chiediamo:
la convocazione urgente di un tavolo regionale permanente con le organizzazioni sindacali, per monitorare l'attuazione della delibera, l'andamento della spesa e gli effetti sui servizi;
la stabilizzazione di tutti i precari che hanno maturato o matureranno i requisiti nel 2026;
lo sblocco dei concorsi regionali per infermieri e OSS e delle procedure in corso;
un piano straordinario di assunzioni per infermieri, OSS e figure tecniche, a partire dagli autisti di ambulanza;
l'avvio, in ogni Azienda, di una ricognizione e riorganizzazione del personale allocato in funzioni non congrue.
Senza personale non c'è sanità pubblica.
USB Pubblico Impiego – Coordinamento Regionale Puglia Sanità