RdB Sanità: no alla Legge Tarzia

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Roma -

Anche la RdB/USB dice NO alla proposta di legge Tarzia.

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Legge Tarzia: attacca le donne e privatizza i consultori.

 

E’ in discussione alla Regione Lazio la proposta di legge per la riforma dei consultori presentata dall’on. Tarzia e sottoscritta da 38 consiglieri regionali.

La legge  intende abrogare l’attuale  L.R.  sui consultori (15/76), che rimane sulla carta una delle più avanzate ,  contrapponendosi - nel tentativo di bloccarle - a 2 leggi nazionali la 405/75 (legge di istituzione dei consultori) e la 194/78 (legge per l’ interruzione volontaria di gravidanza).

Questa legge, eversiva e ideologica, attacca pesantemente l’autodeterminazione delle donne:

 

·        Sostituisce alla donna (mai nominata sulla legge in quanto soggettività) la famiglia, riconosciuta come soggetto politico;

·        Riconosce un’unica tipologia di famiglia quella “naturale basata sul matrimonio”;

·        Il feto acquisisce personalità giuridica e viene considerato membro della famiglia;

·        Rende l’interruzione di gravidanza un percorso ad ostacoli per le donne,  attraverso ulteriori passaggi obbligatori (accoglienza, ascolto e proposta di soluzioni) prima dell’applicazione della legge nazionale 194;

·        Istituisce, come deterrenza all’IVG, la corresponsione di un assegno mensile rinnovabile fino al quinto  anno di età del bambino e secondo fasce di reddito non definite e senza alcuna certezza della copertura finanziaria (fondo già istituito, senza alcuna copertura, dalla giunta Marrazzo)  ;

·        Promuove la partecipazione nei consultori di tutte le associazioni confessionali  pro-life, escludendo le associazioni/assemblee di donne previste, introducendo il concetto di sussidiarietà del consultorio alle associazioni per la vita;

·        Prevede l’istituzione di comitati di bioetica e l’“esperto di bioetica” e di altre figure professionali che non esistono;

privatizza i consultori:

 

·        Introducendo 2 tipologie di consultori privati: gestione ONLUS e privato lucrativo, ambedue finanziabili con soldi pubblici  attraverso l’istituto dell’accreditamento.

commissaria il personale:

 

·        Prevedendo il controllo professionale e dei valori etici delle Operatrici e Operatori dei consultori, assolutamente in contrasto con l’autonomia professionale che contraddistingue le figure che in essi operano e per la quale rispondono giuridicamente.

Senza contare che le figure professionali coinvolte hanno già al loro attivo Ordini e Collegi ai quali è affidato il compito di “vigilanza”.

 

 

 

Dopo  l’approvazione di un piano che prevede la chiusura di 24 ospedali e di 11 PS e il taglio di 2865 posti letto, un altro tassello si aggiunge nell’attacco alla sanità pubblica del Lazio, nel tentativo di sostituire il welfare con politiche demagogiche e familistiche.

Un’ulteriore prova che le riconversioni della Polverini altro non sono che il regalo ai privati di importanti fette di sanità pubblica, tra le quali le strutture territoriali,  per loro natura deputate alla prevenzione e, nel caso specifico dei consultori, particolarmente a quella delle donne.

Cancellare la prevenzione, una rete costosa e senza ricadute immediate in termini di immagine e quindi non spendibile sul piano elettorale, significa abbassare le aspettative di vita dei cittadini/e: non di tutti,  ma di coloro i quali non possono permettersi le cure private che, in questa regione, si avviano a coprire oltre il 50% dei servizi, vale a dire a rendere inesigibile il diritto alla salute.

 

 

DIMINUISCONO I CONSULTORI, CRESCONO GLI OBIETTORI

 

Nel tempo i consultori, sempre sottodimensionati rispetto al numero previsto, spesso ubicati in locali fatiscenti e in cronica carenza di personale, sono stati svuotati della loro peculiare funzione di prevenzione, per  assomigliare sempre di più  a degli ambulatori.

 

 

 

 La legge 34/1996 ne prevede 1 ogni 20.000 abitanti ma in Italia  ce ne sono 2168 pubblici e 114 privati - pari allo 0,7 - che tende ulteriormente a scendere in seguito al continuo accorpamento dovuto alla mancanza di finanziamenti e personale.

·        Nel Lazio ci sono 163 consultori pari allo 0,6 per 20.000 abitanti, ne mancano almeno 118

 

“nel 2008 si evince un ulteriore aumento generale dell’obiezione di coscienza già presente negli ultimi anni” (Ministro della salute)

·        i ginecologi obiettori  passano dal 58,7% del 2006 al 71,5% del 2008;

·        gli anestesisti obiettori dal 45,7% del 2005 al 52,6% del 2008;

·        il personale non medico obiettore dal 38,6% del 2005 al 43,3% del 2008

Nel Lazio su 100 ginecologi  86  non effettuano l’IVG  perché obiettori.

Fonte: relazione annuale sulle IVG del Ministro della Salute presentata al Parlamento ad agosto 2010

 

 

 

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