Roma, Asl Rm/b. NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO

In allegato il volantino

Roma -

Questo è lo slogan che ha attraversato le piazze del lavoratori e degli studenti negli ultimi mesi del 2008, che rappresenta a nostro parere l’elemento centrale, la parola d’ordine che va fatta propria da tutti soggetti che operano ed usufruiscono delle strutture sanitarie.



Il piano di rientro dal deficit concordato tra Regione Lazio e Governo sta intervenendo pesantemente sia sulle condizioni di lavoro anche per il blocco delle assunzioni, sia sulle risposte ai bisogni di salute della cittadinanza con la reintroduzione del ticket, il taglio dei posti letto, la chiusura e il forte ridimensionamento degli ospedali.


Cominciano in sordina le prime espulsioni di personale di ditte e cooperative o al meglio una riduzione delle ore lavorate e assisteremo nel 2009, dovuto al taglio delle risorse e dei fondi nazionali e regionali, ad una riduzione salariale dei dipendenti della sanità pubblica.

Che sta avvenendo nella Asl Rm/B ed in particolare all’ospedale S.Pertini?



La Asl Rm/B nata e cresciuta in maniera disordinata, con una gestione negli anni passati strumento di vari appetiti trasversali, vive ora una situazione estremamente pesante per il personale che vi lavora e i cittadini che ne usufruiscono, designati a vittime sacrificali.


L’Ospedale Pertini soffre di problemi strutturali e di carenze di organico che si trascinano da anni, affrontati spesso con atteggiamenti di sufficienza e risoluzione individuale delle varie difficoltà, incentivati da comportamenti sindacali non all’altezza e/o complici delle gestioni che si sono susseguite.


Oggi coloro che, sono deputati ad affrontare e gestire per risanare il deficit, pretendono di “ fare le nozze coi fichi secchi”, sulla pelle di tutte/i.


È necessario immediatamente costruire un ampia mobilitazione, con un agire collettivo fondamentale per affrontare il momento, generalizzare comportamenti e iniziativa affinchè a pagare le scellerate gestioni e sprechi non siano coloro che li hanno da sempre subiti.


Va sviluppata la partecipazione e il protagonismo di tutti gli operatori per uscire dalla frustrazione e passività diffusa, vero ostacolo per affrontare adeguatamente la fase.



Da tutte/i dipende l’uscita da questa crisi che sta peggiorando condizioni di lavoro e qualità della nostra vita, gridiamolo forte :

LA CRISI NOI NON LA PAGHIAMO  !!!!!!!!!!!!
e i risparmi li facciano con chi l’ha creata e c’ha guadagnato

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