Sanità: altro che superamento del tetto di spesa per il personale, l’emendamento di maggioranza al Decreto PNRR è una condanna al precariato

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L’emendamento al Decreto PNRR approvato su proposta della maggioranza altro non è che il via libera all’aumento senza limiti della precarietà del personale sanitario e sociosanitario. Con questo emendamento, infatti, non si va ad eliminare l’anacronistico vincolo sul tetto di spesa del personale che non può essere superiore a quello del 2004 diminuito dell’1,4%, ma si va solo a togliere quello relativo all’assunzione di personale con contratti a tempo determinato o flessibili. A fronte della drammatica carenza di personale e della conseguente difficoltà nell’erogazione delle prestazioni, delle condizioni di lavoro e sicurezza testimoniate dall’incredibile numero di aggressioni segnalate, del preoccupante aumento del fenomeno delle dimissioni e della “fuga” di professionisti verso il nord Europa, questo provvedimento oltre che risultare inutile rischia di aggravare ancora di più la situazione.

Dando per scontato che il Governo abbia ben chiaro che, a fronte di queste condizioni, difficilmente si possa reclutare personale a tempo determinato - già ora tanti concorsi per assunzioni a tempo indeterminato vanno deserti o hanno un numero di candidati insufficiente - allora questo provvedimento va letto come un ulteriore passaggio del percorso di depotenziamento del SSN e di dirottamento di risorse a favore del privato dal quale, secondo il piano del Ministro Schillaci sulle liste di attesa, si potranno acquistare le prestazioni se gli ospedali pubblici non ce la faranno con le loro forze. Insomma, il solito vecchio meccanismo di mettere in difficoltà il pubblico e poi, quando la situazione diventa insostenibile, chiamare in “soccorso” il privato.

In questo contesto appaiono incomprensibili e fuori luogo le parole della presidente dell’OPI che invece di criticare un emendamento che condanna al precariato e allo sfruttamento i professionisti che dovrebbe tutelare, anziché chiedere con forza assunzioni stabili e aumenti salariali in linea con l’aumento dell’inflazione sfruttando l’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto, manifesta soddisfazione, plauso ed esultanza.

USB PI Sanità nella propria piattaforma contrattuale - consultabile a questo link https://sanita.usb.it/index.html  -  ha individuato come le assunzioni rappresentino la principale battaglia da sostenere per la sopravvivenza del SSN e che non devono essere sottoposte ad alcun vincolo di spesa ma rispondere esclusivamente ai bisogni di salute dei cittadini e, quindi, parametrate secondo gli standard internazionali che tengono in considerazione la proporzione tra operatori sanitari e popolazione. In Italia ci sono 5 infermieri ogni 1000 abitanti a fronte di una media dei paesi OCSE di 10 ogni 1000 abitanti e, considerando anche gli obiettivi previsti dal PNRR sulla medicina territoriale, mancano circa 250.000 infermieri. L’emendamento approvato è dannoso, inutile e privo della capacità di incidere sulla cronica carenza di personale, Servono assunzioni stabili, l’aumento significativo degli stipendi e il miglioramento delle condizioni di lavoro e sicurezza. Solo così si avvierà davvero un percorso di rilancio della sanità pubblica.