SANITA' DEL LAZIO. PER LA STABILIZZAZIONE DI TUTTI I 7000 PRECARI

In allegato il volantino

Roma -

Il 4 aprile scorso si è svolta presso la Sala Antico Atrio dell’Ospedale S. Giovanni l’assemblea dei lavoratori precari ed esternalizzati della Sanità del Lazio che ha visto la partecipazione di oltre duecento lavoratori, la presenza degli Assessori Battaglia, Nieri e Tibaldi e del Presidente della Commissione Lavoro Mariani.



La RdB/CUB ha posto al centro del dibattito la necessità che si avvii da subito un percorso organico per garantire a tutti i 7000 lavoratori precari ed esternalizzati una concreta prospettiva di stabilizzazione e reinternalizzazione, attraverso procedure certe e definite.



La delibera di giunta approvata il 21 marzo scorso rappresenta una prima pratica occasione per l’avvio del processo di stabilizzazione ed abbiamo sostenuto che gli ottocento posti messi a disposizione per il 2008, che riteniamo insufficienti e che debbano essere aumentati, dovranno essere riservati ai lavoratori esternalizzati, mentre i lavoratori precari con contratti a tempo determinato, co.co.co ed interinali potranno essere stabilizzati immediatamente gravando già sui costi per il personale delle Aziende.



Gli Assessori hanno dichiarato piena disponibilità ad intraprendere tale percorso, attraverso l’apertura di tavoli tecnici tra Regione, RdB/CUB ed Aziende, in programma già dalla prossima settimana, per affrontare concretamente ed immediatamente il problema,  a partire dalla utilizzazione degli ottocento posti previsti nella delibera regionale.



Tale impegno è un importante risultato, ma per garantire che si trasformi in soluzioni concrete di stabilizzazione e reinternalizzazione nella sanità del Lazio è necessario che i lavoratori precari rafforzino la vertenza aderendo alla RdB/CUB e   mantenendo alta la vigilanza e la partecipazione alla mobilitazione.



Abbiamo notizia che l’Ispettorato del Lavoro, chiamato ad accertamenti dalla RdB sul Policlino di Tor Vergata, ha trasmesso al Policlino il verbale con la dichiarazione di illegittimità dell’appalto per illecita fornitura di manodopera, che costituisce un ulteriore importante strumento di accelerazione dei processi di reinternalizzazione.

 

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