SANITÀ LOMBARDA: UN AFFARE DI FAMIGLIA.

Presidio lunedì 22/02 sotto il Pirellone - ore 17.30

Milano -

 

Sanità Lombarda, dopo l'ex Assessore Mantovani, arrestato anche il Presidente della Commissione Regionale Sanità Fabio Rizzi. Da Formigoni a Maroni la linea di continuità in sanità è quella della connessione col malaffare:
AFFARI DI FAMIGLIA!


Quale salute, quale supporto riesce a dare ai cittadini il "rinnovato" sistema sanitario regionale? Al momento sembra dare molto ma molto lavoro alla Giustizia; la salute dei Lombardi parrebbe interessare molto alla magistratura e molto poco alla maggioranza che attualmente governa la Regione.
L’arresto di Fabio Rizzi, presidente della Commissione Regionale Sanità, che segue di pochi mesi quello dell’ex assessore Mantovani sembra non lasciare spazio a dubbi. Dal Palazzo si affrettano a prendere le distanze dagli ultimi avvenimenti (21 arrestati tra imprenditori e amministratori) ma se leggiamo i fatti degli ultimi anni nel loro complesso è difficile non pensare ad un sistema strutturato attorno alla corruzione, alle connivenze e all’affarismo.
Che il sistema lasciato da Formigoni non funzionasse lo hanno detto e ripetuto in molti, la nuova riforma che avrebbe dovuto porvi rimedio è risultata essere, alla fine del suo percorso, in perfetta continuità con la precedente, ostaggio di un "malaffare diffuso" che come un cancro attanaglia la Regione. E’ evidente che in questo modo la pensino anche gli inquirenti.
Sulla salute non si può scherzare e, soprattutto, la sanità non può essere considerata come ambito di lucro. Ci risulta sempre difficile pensare che il passaggio da una gestione no profit a gestione diretta ad una gestione affidata a privati che devono realizzare profitti, possa generare un servizio migliore a costi inferiori.
La realtà sembra darci ragione. Come è possibile pensare e scrivere di voler "..affidare ai privati il servizio perchè costa meno che nel pubblico.." rinunciando a priori a tagliare sprechi che alimentano il malaffare di cui sopra? Qualcuno vive nella convinzione che bisogna sfruttare e ricattare, pagandoli il meno possibile, infermieri, tecnici e medici? Gli esempi non mancano nella nostra regione, dove ormai i fornitori di manodopera e professionalità sottopagata (Cooperative e Agenzie interinali) forniscono alle strutture sanitarie pubbliche e private una percentuale altissima di personale, sul quale realizzano guadagni favolosi basati su uno sfruttamento ai limiti della schiavitù.
La sanità si sta rivelando, assieme ai servizi alla persona, un vero affare e, in un momento di crisi non solo economica come quello che stiamo attraversando, sta attraendo ingenti investimenti che vogliono essere ben remunerati e mal sopportano di essere controllati.
Chi controlla chi e come controlla? Il meccanismo è sempre lo stesso : deprimere e sabotare la sanità pubblica, gestita direttamente, per favorire i gestori privati che spesso si rivelano essere molto vicini agli amministratori pubblici con in quali sono, di fatto, in affari;
La parola d'ordine è spingere verso la solvenza, alzando il valore del ticket per favorire il pagamento diretto della prestazione. Altra moda è fare cassa promuovendo assicurazioni e casse private per sostenersi in caso di malattia, giudicando inutile o perdente in partenza il lottare per il diritto alla salute. Chi sarà chiamato a pagare il conto saranno i malati. Come non pensare che tra quei 68000 morti in più rilevati nel 2015 possano esserci già vittime di questo modo di ragionare rapace ? Lo smantellamento della universalità del SSN che ha dato ottimi risultati e che ci invidiano a livello internazionale è sotto una pressione affaristica e predatoria che mira al mero profitto fregandosene del bene e della salute della società.

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