STIPENDI DA FAME, CARENZA DI PERSONALE E SOLDI ALLA GUERRA: IL 30 OTTOBRE LA SANITA’ SI FERMA

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Il Servizio Sanitario Nazionale sta in piedi ogni giorno solo grazie a chi ci lavora, costretto a carichi insostenibili a fronte di stipendi sempre più poveri, per questo USB PI  Sanità conferma e rilancia la partecipazione allo sciopero generale del 30 ottobre 2026 invitando tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della sanità a fermarsi.

I dati parlano chiaro: tra il 2022 e il 2025 l’inflazione cumulata IPCA è stata del 18,4%, mentre i rinnovi contrattuali sono rimasti molto al di sotto di questa percentuale, senza recuperare il potere d’acquisto perduto. E l’IPCA è un indice al ribasso, che non tiene in considerazione i prodotti energetici, ormai alle stelle dopo il conflitto in Iran. 

Rivendichiamo un meccanismo automatico di adeguamento dei salari all’inflazione reale e aumenti direttamente sul tabellare, con la fine di un sistema indennitario frammentato che continua a creare disparità tra chi lavora fianco a fianco.

Ma oltre ai salari c’è il problema dei carichi di lavoro: reparti e servizi vanno avanti con personale insufficiente, turni pesanti e ritmi che minano il benessere psicofisico. Stress lavoro-correlato e burnout non possono essere il prezzo inevitabile dell’assistenza: servono un piano straordinario di assunzioni nel SSN per ridurre i carichi di lavoro e garantire la sicurezza delle cure e il riconoscimento del lavoro usurante per tutte le figure professionali del SSN che dia il diritto al pensionamento anticipato.

Per fare tutto questo i soldi ci sono, ma vengono dirottati in armi: l’Italia destina 48,31 miliardi di euro alla difesa mentre, solo nel 2024, quasi 5,8 milioni di persone, circa il 10% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una visita specialistica o a un esame diagnostico strettamente necessario. 

E’ ora di invertire la rotta: meno soldi per armi e spese militari, più risorse per la sanità pubblica. 
La vera sicurezza è il diritto alla salute, sono i servizi pubblici accessibili e condizioni di vita e di lavoro dignitose.

Il 30 ottobre si scende in piazza contro la guerra, per salari adeguati, più personale e condizioni di lavoro sostenibili. 
La sanità pubblica non può più aspettare: la dignità di chi cura e il diritto alla salute devono tornare al centro delle scelte politiche ed economiche di questo Paese.


USB Sanità PI