USB PI: FIRMA PREINTESA CCNL SANITA’ 2025-2027 E’ UN PASSO ULTERIORE VERSO LA FUGA DAL SSN.
In attesa di conoscere i dettagli e le tabelle della ripartizione economica (per capire se e come siano state aumentate le indennità) del testo siglato oggi 29 luglio, possiamo anticipare, senza possibilità di smentita, che questo contratto non porterà aumenti reali nelle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità e continuerà ad alimentare la guerra tra poveri all’interno del comparto, attraverso il sistema indennitario.
Il coro unanime, governativo-sindacale, di elogio della velocità, appare ridicolo a fronte di una “trattativa” appiattita su risorse predeterminate a monte dal nuovo Patto di Stabilità e confermate dalla Legge di Bilancio 2025, senza tener conto dell’andamento reale dell’inflazione che già oggi viene stimata, da tutti i maggiori Osservatori istituzionali, in misura maggiore a quanto programmato.
Non servono, del resto, dei geni per capire che con le guerre in corso e i prezzi energetici schizzati alle stelle, ma che non vengono ricompresi nel calcolo dell’inflazione programmata sulla quale si basano i rinnovi contrattuali, questo sarà l’ennesimo contratto a perdere; motivo per il quale non c’è nulla di nobile nella chiusura tempestiva ma solo il tentativo di salvare la faccia prima che l’aumento dell’inflazione renda evidente qualsiasi mistificazione sul suo reale valore economico.
L’altro aspetto altrettanto drammatico è la perseveranza con la quale i sindacati firmatari continuano a perseguire la strada del sistema indennitario invece che combattere per l’aumento stabile e universale del tabellare.
Un sistema malato che non solo crea lavoratori di serie A e di serie B ma che, in assenza di risorse vere, alimenta la guerra tra poveri. Indennità originariamente previste per alcune categorie e per alcune condizioni di lavoro specifiche che vengono dilatate a dismisura per cercare di comprendere tutti, senza riuscirci peraltro, e cercare di supplire così all’incapacità di lottare per ottenere aumenti veri per tutti e tutte. Una torta sempre più piccola della quale si aumentano continuamente le fette finisce solo per restituire poche briciole ad ognuno.
In questo modo, lo stipendio di un Sanitario è sempre più precario ed esclusivamente legato al posto momentaneo di lavoro (PS, TI, ecc.) mentre i carichi e le condizioni di lavoro peggiorano per tutti e tutte e così pure la carenza di personale e la salute e sicurezza dei luoghi di lavoro.
Un rinnovo contrattuale condotto dai sindacati in posizione prona, senza un’ora di conflitto, che il massimo della discussione lo ha prodotto sul tema degli incarichi per pochi eletti. Per i sindacati corporativi delle professioni, invece, una promozione sul campo: da inutili a dannosi.
Non c’è da stupirsi se la relazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio nel certificare la perdita secca dei salari italiani dal 1990 ad oggi, a fronte di una crescita di oltre il 35% nei Paesi OCSE, individui come contributi principali da una parte il continuo operare sulle aliquote IRPEF e, dall’altra la moderazione salariale. Praticamente la certificazione del fallimento della funzione e delle politiche di quegli stessi sindacati che oggi hanno allegramente firmato il contratto della sanità.
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