USB PI, SANITA’: LA REGIONE LAZIO OBBLIGHI LE AZIENDE ALL’APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L’EROGAZIONE DEI BUONI PASTO
La Regione Lazio a Giugno del 2025 ha prodotto un regolamento sull’erogazione dei buoni pasto per tutti coloro i quali non hanno il servizio mensa garantito all’interno del proprio servizio.
Nonostante il buono pasto sostitutivo della mensa sia previsto dal contratto nazionale e ribadito da numerose sentenze di Cassazione, tale diritto per gli Operatori sanitari del Lazio non è esigibile perché il Regolamento è rimasto lettera morta.
Nel frattempo gli stessi sindacati firmatari del contratto anziché lottare per l’aumento del buono pasto, fermo ad un anacronistico valore di 5,16 – con i quali non si compra più neanche un panino! -, per esigere il rispetto del CCNL e, infine, per far applicare il regolamento della Regione Lazio che prevede l’erogazione del buono pasto dalle 6 ore lavorative, intentano cause continue che sono sì vincenti, per il risarcimento del pregresso ma che oltre a far perdere soldi ai lavoratori e alle lavoratrici non mettono in regola il presente.
Ora, sull’utilizzo delle cause legali come mezzo per rafforzare una battaglia sindacale noi non abbiamo nulla in contrario ma quando le cause diventano il fine e chi le intenta deroga alla battaglia sindacale e/o all’applicazione di un regolamento che garantisce il buono pasto, allora diventa lecito pensare che più che far valere un diritto del lavoratore e della lavoratrice la causa legale rappresenti in realtà un mercimonio utile per fare cassa e tenere vincolati a sé gli iscritti in un circolo vizioso senza fine.
I lavoratori e le lavoratrici della sanità del Lazio hanno diritto al buono pasto che, peraltro, rappresenta una parte di salario indiretto irrinunciabile in un periodo nel quale il costo della vita è schizzato alle stelle a causa delle guerre e della crisi energetica e della prevista conseguente crescita dell’inflazione che inciderà ulteriormente sul potere d’acquisto dei salari.
La soluzione non può essere lasciata alle cause individuali, che oltretutto generano un meccanismo discriminate tra lavoratori, ma deve vedere il riconoscimento di un diritto collettivo, valido per tutte e tutti.
Diffidiamo la Regione Lazio dal procrastinare ulteriormente l’applicazione del Regolamento sui buoni pasto e inviamo tutti gli altri Sindacati ad unirsi a noi in questa richiesta per garantire e tutelare le migliaia di lavoratrici e lavoratori della sanità regionale.