USB Sanità: in Emilia Romagna chiudono 25 Ospedali su 61; al loro posto gli OsCo

chiuderanno comunque definitivamente 1000 posti letto!!!

Bologna -

Apprendiamo dalla stampa di un vasto processo di “riconversione della rete ospedaliera” che porterebbe alla trasformazione di 25 Ospedali in così detti OsCo ( Ospedali di Comunità). Gli OsCo sono strutture sanitarie in via di privatizzazione cioè gestite da medici di base (liberi professionisti) con infermieri che potrebbero essere dipendenti pubblici o di società private. La Regione Emilia Romagna afferma che in tal modo si evita il taglio di 2570 posti letto previsti dalla spending review e si “salverebbero” 1700 posti letto. Non si salvano affatto perché gli OsCo sono strutture semi private e tali sono pure i 1700 posti letto. Chiunque capisce perfettamente ciò che cambia. In aggiunta si taglierebbero a livello regionale altri 1000 posti letto. Così anziché tagliare 2570 posti letto se ne taglierebbero 2700. E’ prevista che la rete ospedaliera sia organizzata in tre livelli: di base, di 1° livello e di 2° livello a seconda della complessità dei casi trattati. I posti letto dei 25 Ospedali “riordinati” non sarebbero più posti ospedalieri ma “posti letto per cure intermedie”; in pratica le prestazioni post acuzie ( es. post operatoria), diventerebbero deospedalizzate e affidate ai medici di medicina Generale cioè a privati professionisti. Colpite sarebbero in particolare le aree disagiate ( montagna e periferie delle pianure). Questa operazione si intreccia con l’attivazione delle Case della Salute presentate come emanazione del Dipartimento delle Cure Primarie che va incontro, sul territorio, alle esigenze della popolazione. In realtà le Case della Salute sono parte di un complesso processo di deospedalizzazione ( al pari e intrecciato con gli OsCo) nelle quali figure come medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta ( liberi professionisti) giocano un ruolo decisivo nella gestione del badget di prestazioni erogate ( specialistica, farmaceutica, diagnostica strumentale e di laboratorio) , che limitandone l’accesso indirizzano (obbligano nei casi di urgenza), in maniera crescente alla sanità privata ( attualmente circa il 30%). Come si vede sia nel caso degli OsCo che delle Case della Salute soggetti professionali privati ( Medici di Medicina Generale, Pediatri, Specialisti che assumono impiegati ed infermieri) svolgono un ruolo decisivo nel processo di privatizzazione della Sanità quindi del superamento del sistema universalistico. In tutto questo contesto che fine farà il personale previsto in esubero ( esempio infermieri, OOSS, medici in esubero nell’accorpamento delle Medicine del S.Orsola, oppure nella costituzione Ausl Unica Romagna)? Andrà in mobilità regionale? In strutture pubbliche e semi pubbliche con contratti privati? ( contratto commercio in essere per i dipendenti di Cup 2000) o licenziamenti? Il taglio di 1.150 miliardi da parte del Governo per il personale sanitario a cui dovrebbe conseguire , anche grazie alla Spending Review un taglio di 48.000 operatori segna la via che la Regione intende perseguire. L’USB, CHE HA GIA’ IN PROGRAMMA ALCUNE ASSEMBLEE CITTADINE SULLA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E DELLA SANITA’ PUBBLICA, CONVOCHERA’ A BREVE IL COORDINAMENTO REGIONALE DELLA SANITA’ E INVITA TUTTI I DELEGATI AD AVVIARE INSIEME AGLI UTENTI UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE E MOBILITAZIONE IN TUTTA LA REGIONE.

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