USB Sanità:LA SICUREZZA NON SI DEROGA

direttiva europea 88/2003/Cc

Nazionale -

 

LA SICUREZZA NON SI DEROGA

Dieci anni fa una Direttiva Europea obbligava i datori di lavoro a rispettare il recupero psicofisico del lavoratore, imponendo riposi di 11 ore tra un turno e l'altro. L'Italia nel 2003 ha recepito solo parzialmente la normativa europea, prevedendo la possibilità di derogare per il personale sanitario e per questo è incorsa in una procedura di infrazione. In queti giorni, un disegno di legge è rimbalzato tra Camera e Senato per correggere l'errore di "traduzione", ma alla fine il testo deliberato elimina la possibilità di deroga per la Dirigenza ma non per il ruolo sanitario. Ancora una volta si è persa l'occasione di tutelare meglio chi lavora!  USB, nel ribadire che la salute di chi lavora non può continuare ad essere messa a rischio da politiche di riduzione della spesa pubblica, ribadisce con forza che venga recepita definitivamente ed in modo integrale la direttiva europea 88/2003/Cc .  

         Lo strumento di deroga, sottile quanto pericoloso per chi lavora e per i pazienti, prevede che la norma possa essere superata da un accordo sindacale aziendale, ed il sindacato, quello miope e cogestore del sistema, legato allo straordinario e non a vere politiche occupazionali, lo traduce in opportunità economica, visti anche i continui e ripetuti attacchi al salario! Infatti, la concentrazione dei turni in pochi giorni dà l'illusione di aver un tempo di riposo più lungo; ma questo poi viene utilizzato per compensare la carenza di personale, con frequenti slti di riposo e ricorso allo straordinario. L'equazione finale è semplice: diminuisce la sicurezza e aumenta il salario!

 

 

         La sicurezza sul lavoro, che dovrebbe essere fondamento di ogni dinamica lavorativa, a tutela dei lavoratori ed a garanzia di qualità dell'assistenza, viene sacrificata a compensazione del salario, mai riadeguato e non allineato ai paesi UE!

 

         I lavoratori/ici della sanità conoscono bene il prezzo che si paga a non lavorare in sicurezza e lo conosce meglio chi quel prezzo lo paga ogni giorno, perchè non più idoneo ai compiti di istituto, dequalificato, demansionato e – oltre il danno la beffa –  oggetto indiscusso dei processi di "razionalizzazione" che, dalla riforma della PA alla Legge di Stabilità, lo vedranno in prima linea nelle procedure di mobilità!!!

 

 

La conquista di un salario vero non deve passare attraverso

 

la diminuzione dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro!

 

 

         USB, nel ribadire la necessità che la direttiva debba essere recepita al più presto, esprime la totale contrarietà ad ogni forma di svilimento delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ribadisce che nessun livello di contrattazione sindacale può e deve derogare in materia di sicurezza!

 

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