Asl 12 e Comune di Venezia: sempre più affari immobiliari e privatizzazioni, sempre meno benessere socio - sanitario per i cittadini

Venezia -

Apprendiamo dalla stampa che il governo ha deciso di contribuire alla costruzione del nuovo Palazzo del Cinema nell’area dell’ex Ospedale al Mare del Lido di Venezia.

L’Asl 12 si appresta quindi a vendere l’area al Comune di Venezia, che dovrà approvare una variante urbanistica per permettere l’investimento privato, nonostante il parere contrario del "Comitato per la tutela della salute pubblica" e l’esito del sondaggio promosso, nel scorso mese di novembre, fra i cittadini del Lido e Pellestrina che si erano espressi anch’essi per il "no" alla vendita dell'ex Ospedale al Mare per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema.

Chiediamo al Sindaco: quali garanzie ha ricevuto, dal Direttore Generale dell’Asl 12, per il mantenimento e miglioramento dei servizi sanitari per i cittadini del Lido e Pellestrina, considerato l’attuale inconsistente "Centro Polifunzionale Sanitario", aperto a seguito della chiusura del precedente forte "polo riabilitativo" ?

La RdB CUB Sanità desidera ricordare che l'Ospedale al Mare è frutto dell'opera centinaia di donatori e famiglie lidensi, nonchè di istituzioni della città.

Le associazioni di cittadini, già nello scorso aprile ’06, avevano chiesto al Sindaco di Venezia di impegnare tutti i proventi derivanti dalla vendita delle aree dimesse esclusivamente per garantire i servizi di base della sanità: assistenza domiciliare, mezzi salvavita come un elicottero e l'idroambulanza, il potenziamento dell'assistenza distrettuale e un punto emergenza 24 ore su 24. Purtroppo non sarà così.

Proprio in questi giorni l’Asl 12 sta avviando la gara per la ristrutturazione dell’Ospedale Civile di Venezia con "project financing", con un sofferto e ostinato progetto - "…per non perdere i finanziamenti dai privati" affermava il Direttore Generale - che era stato precedentemente bocciato dalla Soprintendenza.

Esistevano di fatto tutte le condizioni per ristrutturare e mettere a norma i vecchi locali con ipotesi molto più semplici ed economiche, come la Soprintendenza stessa aveva suggerito, e come sostenuto dal Comitato per la difesa dell'ospedale Civile di Venezia e dal Centro dei Diritti del Malato.

Fra nove mesi saranno conclusi i lavori del nuovo Ospedale di Mestre con "project financing": l’ospedale da "sogno" avrà meno posti letto (680) dell’attuale Umberto e consegnerà a società private il diritto di gestire i servizi, anche quelli sanitari che permettono grandi profitti (servizi "ad alto valore aggiunto"), a fronte dei quali l’Asl 12 pagherà un canone per 24 anni attraverso rate mensili che verranno prelevate dal fondo che serve per pagare i servizi sanitari ("fondo di competenza").

Con il sistema di appalti e subappalti le conseguenze saranno quelle di avere costi non controllabili e servizi dequalificati.

E’ questa l’autonomia finanziaria, cui fa riferimento il Direttore Generale dell’Asl 12 ?

Inoltre: se l’Asl 12 ha garantito, con i proventi delle cessioni immobiliari, 40 milioni di euro per la costruzione del nuovo Ospedale di Mestre e 20 milioni di euro per i lavori di ristrutturazione dell’Ospedale Civile di Venezia, ci chiediamo a quanto ammontano e come saranno destinati i rimanenti utili derivanti dall’alienazione del numero rilevante di immobili, già previsto con due delibere nel 2003 (n 368 del 10/03/’03 e n 1132 del 24/07/’03) ?

Fra gli gli immobili da alienare ricordiamo: "Villa Tevere" a Mestre, "Villa Cecchini" in Riviera xx Settembre a Mestre, l’Isola delle Grazie a Venezia, il "Palazzetto Stern" a Venezia, parte del "Giustinian" a Venezia, l’Ospedale Umberto I di Mestre, e molti altri situati nel centro storico di Venezia e a Mestre.

Ci è giunta in questi giorni la notizia che l’equipe del Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Mestre, dovrà lasciare - in tempi rapidissimi - la propria sede di Riviera xx Settembre, sembra appena venduta, per trasferirsi provvisoriamente non si sa in quale altra sede..

Questa Organizzazione Sindacale vuole evidenziare come la svendita del patrimonio immobiliare pubblico rappresenti un enorme regalo alle imprese e alla finanza, ed un depauperamento delle riserve economiche dello Stato, un attacco ai beni comuni.

In questo scenario si collocano l’esplosione della speculazione urbanistica e delle grandi opere infra - strutturali, quali il Mose e la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema al Lido nell’area dell’ex Ospedale a Mare.

Si abbagliano i cittadini con proposte di grandi costruzioni e nel frattempo si impoverisce la sanità pubblica e si devasta il Welfare: con la motivazione della scarsità di fondi pubblici si consegnano i servizi a privati.

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