Sanità Lazio. La lotta dei lavoratori della sanità è l'unica assicurazione sulla vita per i cittadini

Roma -

Negli ultimi 10 anni tutti i governi regionali che si sono avvicendati hanno applicato la stessa ricetta: tagli di posti letto e personale, definanziamento del sistema sanitario regionale e precarizzazione del lavoro, dichiara Sabino Venezia della USB Sanità, e tutti hanno registrato un aumento strutturale della spesa ed una riduzione costante dei servizi.


Le ricette per la sanità sono semplici: reinternalizzazione dei servizi in appalto, pubblicizzazione degli ospedali privati foraggiati dal pubblico, colpire la politica degli appalti, avviare percorsi di trasparenza nella gestione delle ASL.


Oggi succede qualcosa di molto grave, prosegue Venezia, il Super Commissario Bondi, uno di quei “tecnici” che la politica sta usando per cancellare definitivamente il diritto alla salute ed alla cura per tutti/e, sta dismettendo il servizio sanitario.


Lavoratori e cittadini non sono più disposti a mediare sulla sanità, prosegue il sindacalista; quando l’alternativa all’attuale sistema sanitario non è l’ampliamento dei diritti e la trasparenza di gestione ma il ricorso a formule assicurative, più o meno favorevoli ai mercati ed alle congiunture economiche, l’unica risposta valida è la lotta, la stessa che al Pertini ci vede in presidio permanente da un mese, che ci ha visto sui tetti della Croce Rossa, tra i lavoratori del CTO o del Policlinico di Tor Vergata, a difesa di ogni singolo posto letto e di ogni lavoratore/ice in via di licenziamento.


Solo dopo il superamento di questa emergenza, conclude Venezia, si potrà pensare alla costruzione di un modello sanitario a misura di cittadino, che ridisegni una rete di ospedali e servizi, interamente pubblici, con un’unica forma di flessibilità: adeguare il sistema ai diversi bisogni di assistenza.

Usb è solidale con le lotte di tutti i lavoratori che difendono la sanità pubblica  e con quelli delle strutture private che non vedono il salario da mesi o sono minacciati dal licenziamento e giudica incomprensibile che un cartello di organizzazioni sindacali ed associazioni datoriali, nella mancanza di chiarezza di obiettivi e nell’oggettività degli interessi contrapposti, possa essere funzionale alle ragioni di chi vuol difendere la sanità pubblica ed i lavoratori di quella privata.

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