ANCORA BLOCCATO IL CONTRATTO DELLA SANITA'

la RdB Pubblico Impiego denuncia: "sulle spalle di oltre 500.000 lavoratori lo scontro tra Governo e Regioni"

Roma -

Nonostante il tetto sancito per legge e l’impossibilità a superare la fatidica soglia dei 103,00 Euro medi, lordi e mensili, il contratto non va alla firma definitiva.
Una ulteriore beffa per i lavoratori che si ritrovano ostaggio delle diatribe tra Governo e Conferenza delle Regioni.
Motivo del contendere la richiesta delle regioni di essere parte attiva nella contrattazione attraverso una riforma strutturale (ARAN regionale?) che lascerebbe a queste ultime la parola definitiva esautorando, di fatto, il ruolo del Governo e dell’ARAN.
Nel frattempo scattano un po’ ovunque i "piani ferie" con conseguente riduzione/accorpamento dei servizi in un contesto di carenze croniche generalizzate, con il blocco delle assunzioni ancora in corso ed il ricorso al precariato come unica soluzione.
"Nell’ambito di un conflitto istituzionale che va ben oltre le logiche degli schieramenti, dichiara Sabino Venezia del Coordinamento Nazionale RdB Pubblico Impiego, CGIL – CISL - UIL strumentalizzano lo scontro in atto per legittimare un rinnovo contrattuale scaduto ed incapace di dare risposte concrete alle necessità dei lavoratori, chiamandoli all’ennesima rappresentazione del conflitto. Salari europei; rinnovi adeguati alle necessità economiche dei lavoratori pubblici che non arrivano più alla quarta settimana del mese; meccanismo automatico di adeguamento dei salari al costo della vita con la reintroduzione della scala mobile, questi sono i punti di partenza per un vero "rinnovo" contrattuale."

SALARI, DIRITTI, DIGNITA’
PER I LAVORATORI DEL COMPARTO DELLA SANITA’

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