PRECARIATO IN SANITA': LA REGIONE LAZIO NON SA PIU' A CHE SANTO VOTARSI

Roma -

Di fronte ad una indecente realtà che nella Regione Lazio coinvolge oltre 7000 lavoratori precari presenti nella generalità delle ASL e delle Aziende Ospedaliere, le dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità e dell’Assessore al Lavoro della Regione Lazio dimostrano l’incapacità politica della Giunta Marrazzo ad affrontare e risolvere il problema precariato.
L’Assessore Battaglia elabora una bozza di protocollo d’intesa con CGIL, CISL e UIL, che attraverso concorsi pubblici stabilizzerebbe solo parte dei lavoratori a tempo determinato, interinali e co.co.co direttamente assunti dalle aziende pubbliche, estromettendo totalmente i dipendenti delle cooperative e delle ditte appaltatrici dei servizi esternalizzati che rappresentano la gran parte dei precari in sanità.
L’Assessore Tibaldi replica con una proposta di delibera che vorrebbe prendere in considerazione la stabilizzazione dei precari in un’unica Azienda Ospedaliera, proposta che sembra offrire al Presidente Marrazzo l’occasione di una ennesima e limitata operazione di facciata per dimostrare di aver fatto "qualcosa di sinistra". Con tale provvedimento, che non trova soluzione per il complesso del precariato della Sanità, si assume una posizione che, in analogia con il Governo Prodi, non punta a cancellare ma solo a correggere le Leggi 30 e Treu.
In questo balletto politico e di difesa delle poltrone si continua a raggirare i lavoratori precari assumendo impegni e prendendo accordi che poi puntualmente non vengono rispettati. Alimentando le aspettative di quanti vivono oggi l’intera vita in modo precario, si produce così uno squallido clima di guerra tra poveri, tra i lavoratori del S. Andrea e quelli dei vari "santi" delle altre Aziende Ospedaliere e delle ASL.
"Ma oggi i precari sono esasperati: la imponente manifestazione del 6 ottobre scorso dimostra che non stanno più zitti" - dichiara Sabino Venezia della RdB-CUB Sanità – "Le istituzioni regionali inizino a pensare che i veri precari da oggi saranno loro, e che se non si arriverà alla costruzione di una legge per la stabilizzazione di tutti i precari, la lotta sarà ormai sempre più dura, fino alla totale eliminazione del precariato nella sanità pubblica. Questo è il nostro obiettivo" conclude Venezia.


10 ottobre 2006 - Dire

SANITA' ROMA. RDB: SU PRECARI INCAPACITA' GIUNTA MARRAZZO

Roma - "Di fronte ad una indecente realta' che nella Regione Lazio coinvolge oltre 7.000 lavoratori precari presenti nella generalita' delle Asl e delle Aziende ospedaliere, le dichiarazioni dell'assessore alla Sanita' e dell'assessore al Lavoro della Regione Lazio dimostrano l'incapacita' politica della giunta Marrazzo ad affrontare e risolvere il problema precariato". Questo il commento delle Rappresentanze di Base. "L'assessore Battaglia elabora una bozza di protocollo d'intesa con Cgil, Cisl e Uil, che attraverso concorsi pubblici stabilizzerebbe solo parte dei lavoratori a tempo determinato, interinali e co.co.co direttamente assunti dalle aziende pubbliche- ricordano le RdB- estromettendo totalmente i dipendenti delle cooperative e delle ditte appaltatrici dei servizi esternalizzati che rappresentano la gran parte dei precari in sanita'". "L'assessore Tibaldi replica con una proposta di delibera che vorrebbe prendere in considerazione la stabilizzazione dei precari in un'unica Azienda ospedaliera, proposta che sembra offrire al presidente Marrazzo l'occasione di una ennesima e limitata operazione di facciata per dimostrare di aver fatto 'qualcosa di sinistra'- aggiungono le Rappresentanze di Base- Con tale provvedimento, che non trova soluzione per il complesso del precariato della Sanita', si assume una posizione che, in analogia con il governo Prodi, non punta a cancellare ma solo a correggere le Leggi 30 e Treu". "In questo balletto politico e di difesa delle poltrone- concludono le RdB- si continua a raggirare i lavoratori precari assumendo impegni e prendendo accordi che poi puntualmente non vengono rispettati. Alimentando le aspettative di quanti vivono oggi l'intera vita in modo precario, si produce cosi' uno squallido clima di guerra tra poveri, tra i lavoratori del Sant'Andrea e quelli dei vari 'santi' delle altre Aziende ospedaliere e delle Asl". "Ma oggi i precari sono esasperati: la imponente manifestazione del 6 ottobre scorso dimostra che non stanno piu' zitti- dichiara Sabino Venezia della RdB-Cub Sanita'- Le istituzioni regionali inizino a pensare che i veri precari da oggi saranno loro, e che se non si arrivera' alla costruzione di una legge per la stabilizzazione di tutti i precari, la lotta sara' ormai sempre piu' dura, fino alla totale eliminazione del precariato nella sanita' pubblica. Questo e' il nostro obiettivo".


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